Topolino, fumetti rari, quotazione, valore, vendita e acquisto. Come vendere i tuoi fumetti di Topolino o ottenere una valutazione gratuita

I fumetti Topolino, grazie alla simpatia dei loro protagonisti e all’originalità delle storie, hanno saputo conquistarsi fin da subito il consenso di tanti bambini che da piccoli lettori, crescendo si sono trasformati in adulti collezionisti.
Topolino esce ancora oggi in edicola e a dispetto della crisi del fumetto non è mai “passato di moda”. Le storie di paperi e topi continuano ad appassionare anche le nuove generazioni, merito di artisti (sceneggiatori e disegnatori) Disney che hanno saputo rinnovarsi senza stravolgere lo stile dei maestri del passato.

La prima testata con protagonista il nostro simpatico topo ha fatto il suo esordio in edicola nel lontano 1932. Nel periodo anteguerra le copie distribuite per la vendita avevano una tiratura limitata, decisamente inferiore a quella da “oltre un milione” degli anni 70 e anche a quella odierna.
Crolla il fascismo,La seconda guerra mondiale finisce, il popolo italiano supera gli stenti del dopoguerra, la prima Repubblica e ci auguriamo possa resistere anche alla seconda. In tutto questo, che fine hanno fatto quei fumetti di Topolino venduti in edicola circa 80 anni fa? La maggior parte di essi non esistono più. Molti sono arrivati a noi in condizioni veramente precarie, altri ancora, una minima parte, sembrano aver resistito stoicamente a tutti i nemici (umidità, bambini irruenti, traslochi, mamme buttatutto e pesciolini d’argento). La rarità di questi esemplari superstiti li rende particolarmente ricercati dai collezionisti.
In questo articolo troverete un elenco dei fumetti topolino rari e più ambiti in Italia: non si sa mai che nella collezione dei vostri nonni o di un parente prossimo se ne trovi “casualmente” qualcuno.

Breve storia editoriale di Topolino (anzi brevissima!)

Per meglio orientarvi sui numeri rari di topolino e sul periodo in cui essi uscirono, ecco una sintesi: il Topolino giornale è l’antesignano del moderno Topolino libretto. Quando è uscito in edicola, negli anni trenta, era stampato dall’editore Nerbini e al suo intorno non racchiudeva soltanto le storie dei nostri amici Disney, ma anche rubriche e avventure di altri personaggi minori. Fra i numeri di questo periodo troverete in assoluto i più rari della serie.
Dopo tre anni di pubblicazioni Nerbini i diritti passarono a Mondadori, che li ha mantenuti fino al passaggio a Panini comics nel 2012: I Mondadori Non sono rari quanto i Nerbini, neppure nel formato giornale. Il formato libretto, inaugurato nel 1949, è il Topolino che conoscete tutti e acquistate oggi in edicola.
I classici di Topolino erano dei supplementi che uscirono in allegato ad alcuni Topolino libretto o almanacchi. Di questa serie, fate attenzione ai primi tre numeri.

Quali sono i fumetti rari di Topolino?

E’ obbligatorio specificare che raro non significa costoso. In questa lista ho cercato di includere pezzi rari ma con un interesse per i collezionisti: esistono infatti molti albi ben più rari di quelli citati qui che però oggi sono dimenticati e non hanno lo stesso mercato di questi Disney “più celebri”.

– Uno dei fumetti di Topolino più ambiti da tutti i collezionisti è il mitico “Topolino contro Wolp” albo di cui – in base alle stime dei più esperti – rimangono oggi appena una ventina di copie.
Nel 1933, anno in cui la Nerbini lo stampò, costava poche lire. Adesso questo fumetto, in condizioni ottime, quindi senza restauri o parti mancanti, ha acquisito un valore di tutto rispetto e c’è chi alle fiere dei fumetti è disposto a scucire cifre a tre zero per accaparrarselo. Il Wolp fa parte dei “supplemento Nerbini”, una serie già di per se poco reperibile e di cui, parimenti con Topolino principe azzurro, è il numero che conta il minor numero di copie conosciute sopravvissute fino ad oggi. Questo, unito alla fama di oggetto irreperibile che si è conquistata nel tempo, ne fanno forse il fumetto di topolino più raro e ricercato in assoluto. Attenzione però alle copie restaurate e soprattutto a quelle anastatiche: non hanno lo stesso valore dell’originale e sono la maggior parte. Non ci sono indicazioni di date o firme per distinguere un originale da un anastatico, e ad essere rivelatori sono piccoli dettagli che ad un neofita potrebbero non dir nulla.

– Rara e mitica è anche la prima copia di Topolino giornale del 1932 Nerbini. Sono invece comunissime le sue ristampe anastatiche: siate quindi cauti.

– Le raccoltine di albi tascabili Disney da 8 storie, in formato striscia, sono forse più rare dei giornali sopra menzionati. Avevano il formato della classica striscia e contenevano il numero di storie indicato in copertina: vi erano raccoltine anche da 7 o 6 storie. Quelle da 6 sono decisamente più comuni. Si tratta comunque di raccolte molto di nicchia e oggi, anche a causa della difficile reperibilità, sono pochi i collezionisti che si cimentano in questa ardua ricerca. Uno di quei casi in cui rarità non sempre corrisponde a valore economico.

– Fra i Topolino più ricercati (e questo è il caso opposto, ovvero con la bilancia che pende più sul piatto della richiesta e non su quello della rarità) non può mancare il “Topolino libretto n.1” stampato nel 1949.
topolino 1
A differenza di “Topolino contro Wolp”, di Topolino giornale e di tutto l’anteguerra Disney italiani, questo fumetto potrete trovarlo facilmente sia nelle fumetterie che online (anche adesso, se fate una rapida ricerca), perché la casa editrice Mondadori che inaugurò la serie Libretto sapeva già di rivolgersi a un pubblico più ampio e ne stampò circa 100000 copie. Essendo il numero simbolo della Topolino libretto, il suo valore rimane ugualmente alto, ma il fatto che ve ne siano diversi fermi in vendita da tempo non lo rende paragonabile, come rarità, ad un sacro graal come il Wolp.

-“l’almanacco Maremonti Topolino Paperino ” stampato nel 1939. Non rarissimo ma ostico per ogni collezionista, soprattutto in ottime condizione.

– La serie “Nel regno di topolino” stampata a partire dal 1935, annovera al suo interno alcuni numeri più rari degli altri. Sono principalmente quelli finali, in particolare il 92 dal titolo “biancaneve e il malvagio basilisco”, che in condizioni ottime manca ancora in tante collezioni.

– Veramente raro è il libro di Topolino con sovraccoperta, pubblicato da Mondadori nel 1950, che raccoglieva all’interno di un volume in copertina rigida i numeri di Topolino – privi di copertina – 6,7,8,9,10,11 e 12. Non è chiaro quanti esemplari vi siano, ma potrebbe essersi trattato di una trovata editoriale non andata a buon fine e interrotta dopo questa unica uscita.
In foto, un esemplare senza sovraccoperta.libro di topolino

Questi sono solo alcuni dei fumetti di topolino più rari in circolazione, ma ne esistono molti altri che raggiungono quotazioni davvero interessanti e dei quali potete chiedere la valutazione a me o provare a venderli scrivendomi alla casella email infograffitiblog@gmail.com o contattando il numero 3518675462.

L’integrità del fumetto aumenta il suo valore

Un qualsiasi fumetto di Topolino, anche se estremamente raro potrebbe non avere il valore che sperate. IN più occasioni mi è capitato di dover dare una delusione a qualche gentile signore, in possesso di un numero 1, che era convinto di avere per le mani un tesoro. Esistono determinati requisiti incomprensibili, a chi collezionista non è, che non possono essere ignorati. Questi possono influire sulla effettiva valutazione finale . Il fumetto raro che il collezionista è disposto a comprare a somme discrete è auspicabile non sia in condizioni mediocri:
-Non deve avere pagine mancanti o parti mancanti.
-fioriture e ingiallimenti non sono gradite.
-Niente scritte a penna o segni di scotch e colla.
-Possibilmente poche abrasioni.

Se parliamo di un fumetto di Topolino anni 30‘ è chiaro che tutti questi requisiti non possano essere rispettati per vari motivi: il principale, logicamente, è il tempo che è trascorso. Inoltre, in quegli anni, nessuno avrebbe mai immaginato che i fumetti maneggiati dai bambini avrebbero raggiunto certe cifre in sede di vendita .Questo vale non soltanto per Topolino ma anche per le serie Bonelli di Zagor e Tex, che negli anni 60 costituivano il principale passatempo casalingo dei bambini senza videogiochi e con scarse alternative catodiche.

Tuttavia gli standard collezionistici moderni tendono ad essere molto rigidi, per cui i fumetti più recenti – e per più recenti mi riferisco dagli anni 50 in su – per avere un mercato devono inevitabilmente essere in condizioni quasi perfette. Attenzione quindi a valutare il proprio fumetto senza immedesimarsi nel collezionista, perché l’occhio di chi colleziona non è lo stesso di un nostalgico a cui “basta avere il fumetto”. Vi ricordo sempre che per vendere fumetti o se volete essere certi della loro valutazione, potete consultare la pagina valutazione fumetti, vi chiedo però, nel caso di richieste di valutazione, di seguire attentamente il regolamento.