Un albo iconico, divenuto uno dei simboli del fumetto vintage da collezione al pari di altri “storici” numeri uno. Del resto, il re del terrore non è solamente il primo numero di Diabolik, ma il primo fumetto noir italiano ad essere venduto in edicola. Ad aver creduto fortemente nel personaggio furono Angela e Luciana Giussani, due giovani sorelle della buona società milanese degli anni 60, che intuirono tutto il suo potenziale. Gli inizi non furono semplici, questo primo numero uscito nel 1962 non ricevette forse l’attenzione che meritava, ma il tempo premierà gli sforzi e la creatività delle due sorelle. Cosa rimane oggi del primo numero della serie? Il suo mito, il fascino e…poche stampe che smuovono grande interesse nel mercato del collezionismo.

Diabolik il re del terrore numero 1, distinguere originale e ristampe anastatiche

Il primo numero della serie è uscito in diverse versioni e ristampe, come vedremo in maniera più schematica nei paragrafi successivi. La prima edizione, dal valore economico più alto, è quella del 1962. Fra questa e le successive – basti pensare semplicemente a quella del 1963 o del 1964 – c’è un divario abbastanza importante sul mercato. Siccome però Diabolik era un maestro nel camuffamento, anche il numero 1, oltre alle ristampe ufficiali e alle anastatiche ha molti falsi. In particolare, negli anni 80, furono stampati dei falsi non autorizzati del numero 1. In questa guida abbiamo già spiegato come riconoscerli, ma qui cercheremo di sintetizzare gli elementi più importanti per un immediato “smascheramento”, delle ristampe autorizzate quanto dei falsi.
– Il diabolik del 1962 è di formato più piccolo rispetto a tutti gli altri: 16,5 centimetri circa in altezza e 11,5 in larghezza.
– Assicuratevi che non compaia da nessuna parte la dicitura ristampa. Verificate soprattutto in quarta di copertina, nell’angolo basso e in seconda di copertina. Verificate che la quarta non sia stata manomessa. Sono stati prodotti dei falsi con la ristampa Swiss privati della dicitura ristampa.
– in seconda di copertina la diffusione è Ingoglia e non Sodip.
– Il prezzo in copertina è di 150 lire, collocato all’interno di un tondino e non di un rettangolo.
Veniamo ai dettagli di colore.
– Il mignolo della donna in copertina ha una patina azzurrina.
– la costa è di un blu tendente allo scuro e lievemente sgranato. Diffidare dagli azzurrini pallidicci.
– C’è un retino nei capelli della donna.
– La B nel logo Diabolik presenta una piccola “virgola” all’interno.
– Il logo Diabolik è disegnato sopra una striscia di nero di tonalità differente da quello del resto della copertina. Si osserva una sorta di “stacco”, come se il logo e l’area intorno ad esso siano state colorate in seguito.
Bisogna tenere presente che una copia anastatica è facilmente riconoscibile, in quanto chi stampava anastatiche non lo faceva per truffare possibili collezionisti. Al contrario, un falso creato con intenti fraudolenti, può riprodurre molti degli elementi originali di cui abbiamo giusto adesso parlato, motivo per il quale è sempre bene fare visionare la copia che volete vendere / acquistare dal vivo a un collezionista. Nei limiti delle mie possibilità relativi alla distanza geografica, potete anche contattarmi per un consulto.
Infine, non tutte le prime edizioni originali sono identiche fra loro: fra due originali possono essere presenti lievi differenze (Giusto per complicare ancora un po’ le cose).

Diabolik il re del terrore numero 1 originale: prezzo e valore

La prima edizione del Diabolik 1 disegnato da Zarcone, in ottime condizioni, può valere circa 2000 euro. Prima di redigere questo paragrafo ammetto di aver dato un’occhiata in giro, come faccio sempre, alle valutazioni che il popolo della rete da a questo albo. Mensilmente le valutazioni dei fumetti sono soggette a variazioni di prezzo più o meno importanti ed è bene verificare le fonti. Quello che ho notato è che il fumetto in oggetto viene valutato con disarmante pressappochismo. Lo stesso avviene per il numero 1 di Topolino e credo sia una costante per tutti i numeri 1 “famosi”. Il re del terrore viene classificato introvabile, vendibile a migliaia di euro e tante altre cose meravigliose che purtroppo non sempre corrispondono a realtà.
Parlare di quotazioni da migliaia di euro senza valutare minuziosamente le condizioni dell’albo è inutile e fuorviante. Intendiamoci, un re del terrore da edicola può sulla carta valere anche più dei 4000 euro paventati in giro, ma quando parliamo di un fumetto da edicola parliamo di un’autentica rarità. Nella realtà dei fatti i fumetti anni 60 si presentano usati, usurati, magari ben tenuti ma pur sempre con lievi pieghette o abrasioni, comunque non da edicola (che ricordiamo significa “come mai letto, uscito oggi dall’edicola”). Questa è la norma, motivo per cui ritengo sia fuorviante dare valutazioni così alte, attribuite correttamente ai rarissimi esemplari perfetti che conosciamo.
Se dovete acquistare il numero 1 inoltre è preferibile che vi affidiate a una fumetteria conosciuta o a un venditore con tanti feedback. Si tratta, come scritto nel paragrafo precedente, di un albo molto falsificato e costoso, pertanto dovete tutelarvi da ogni rischio di truffa (o inesperienza: ricordiamo che sovente il privato venditore è in buona fede, non sa nemmeno lui che sta vendendo un falso). Di conseguenza, questo vale anche nel caso siate voi a possederlo e volerlo vendere. Se una fumetteria online ha questo fumetto in vendita a 4000 euro (e non lo vende) non significa che voi lo venderete alla stessa cifra: un collezionista preferisce comprare in fumetteria e non da un privato. L’unico modo per fare concorrenza a una fumetteria qualificata, vendendo da privato, è abbassare il costo dell’albo.
Tutte le altre edizioni del re del terrore, ad eccezione della rara ristampa successiva (che comunque, pur essendo più rara, non raggiunge le cifre della prima stampa), hanno quotazioni decisamente più popolari e abbordabili.

Diabolik Il re del terrore numero 1: storia editoriale, cronologia delle ristampe e riedizioni

Di ristampe e riedizioni ne contiamo veramente tante.
– Dopo la prima edizione originale uscì una prima ristampa nel 1963, con il prezzo all’interno di un rettangolo. Paradossalmente, questa ristampa è perfino più rara della versione originale del 1962, pur non avendo lo stesso valore economico. La tiratura si stima essere di circa 4000 copie.
– Nel 1964 esce la versione con i disegni rifatti da Marchesi in sostituzione degli originali di Zarcone. La possiamo considerare la versione “ufficiale”, la più ristampata, anche se non la prima. Ne esistono due tipi: con barzelletta in terza di copertina e con pubblicità. Quella più rara ha la barzelletta. A sua volta, la versione con barzelletta esiste in due varianti: con seconda e terza di copertina bianca e grigia (leggermente più rara).
– Nel 1965 viene ristampato il Re del terrore di Marchesi.
– Dopo quasi 10 anni, nel 1973, compare una nuova ristampa, sempre della versione di Marchesi.
– Nel 1978 segnaliamo la collana Diabolik R (ristampa) che ristampa tutti i vecchi numeri di Diabolik, fra cui ovviamente il re del terrore. Facilmente riconoscibile, ha la costola bianca.
– A partire dagli anni 80 iniziarono a comparire alcuni falsi, che in quanto tali non sono ristampe ufficiali e non possono definirsi originali. Si tratta di riedizioni pirata della prima edizione del 1962, che però hanno ugualmente un loro interesse collezionistico.
– del 1992 è la rara ristampa dell’originale del 1962, limitata a 100 copie e offerta in regalo per in occasione del trentennale della nascita del fumetto.
– Nel 1994 inizia una nuova serie ristampa: Diabolik Swiss. Anche in questa occasione viene ristampato il numero 1.
– Nel 2001 abbiamo la terza ristampa, quella disegnata da Palumbo, che si aggiunge alle più vecchie edizioni Zarcone – Marchesi. In realtà sarebbe più corretto parlare di nuova versione, in quanto sono state apportate anche delle modifiche che colmavano le incongruenze della prima edizione.
– Nel 2004 esce una ristampa anastatica, abbastanza rara, allegata ai fascicoli De Agostini la grande avventura del fumetto.

diabolik il re del terrore numero 1 originale: la storia narrata

Il teatro della scena è il castello della ricca famiglia Garian. Diabolik si sostituisce con un abile travestimento a Stefano Garian (padre di Gustavo), da lui ucciso alcuni anni prima. In questo modo riesce ad intrufolarsi all’interno della cerchia ristretta della nobile casata. Quindi uccide senza pietà la marchesa di Semely, la nobildonna che era l’unica in grado di poter riconoscere il camuffamento del criminale. Con sotterfugi e inganni si impadronisce della cospicua eredità dei Garian e fa ricadere i sospetti sul giovane Gustavo. Soltanto l’arguzia dell’ispettore Ginko farà emergere la terribile verità, ma questo non sarà sufficiente a mandare all’aria i piani di Diabolik.
Non mi sento di fare un torto ai fan della serie se scrivo che la trama del Re del terrore non brilla per originalità. Essa è infatti dichiaratamente ispirata al primo romanzo di Fantomas. Sia ne “il re del terrore” quanto in Fantomas il teatro della scena è il castello di una nobile famiglia derubata. La nobildonna uccisa in questo caso e la marchesa di Semely, in Fantomas la marchesa di Langrune. Il corrispettivo di Gustavo Garian è Charles Lambert, giovane rampollo incolpato del crimine. Sullo sfondo della storia aleggia la presenza del criminale Diabolik / Fantomas, di cui si parla con terrore. Infine, in Diabolik l’antagonista della serie è Ginko, in Fantomas l’ispettore Juve.

Diabolik e Zarcone

I disegni del numero 1 originale sarebbero stati affidati a un misterioso artista di nome “Zarcone” o “Il tedesco”, come era soprannominato. Di costui non abbiamo saputo nulla per anni, fino a quando nel 1992 Paolo Ferriani nella pubblicazione “Diabolik” lo identificò come l’autore dei disegni del re del terrore. Ferriani riferisce che il soprannome il tedesco gli era stato affibbiato perché era sposato con una donna tedesca e si recava in redazione insieme a un bambino biondo, presumibilmente suo figlio. Non era particolarmente solerte nella consegna delle tavole e finito il lavoro per cui era stato pagato, sparì. Ferriani non aggiunge ulteriori informazioni sul suo conto. Già negli anni 70 però intorno a Zarcone aleggiava un certo mistero, al punto che le sorelle Giussani decisero di assumere il noto investigatore Tom Ponzi per rintracciarlo.
Successivamente all’articolo di Ferriani, Gianni Bono si interessa al caso e parlando con Brenno Fiumali, disegnatore della copertina del re del terrore, riesce a farsi fare uno schizzo del volto di Zarcone.
Recentemente, su fumo di china, è apparso un articolo che va in contraddizione con tutta questa aneddotica. Dietro alla misteriosa identità del disegnatore del primo Diabolik si celerebbe un illustratore dello studio Dami, un collettivo di artisti molto in voga in quel periodo. In particolare i sospetti ricadrebbero sul disegnatore Carlo Porciani. Per cui Zarcone sarebbe solo uno pseudonimo.
Molte sono però le incongruenze: tanto per cominciare lo stile dei disegni del re del terrore non è molto affine a quello dei disegni conosciuti firmati da Porciani. Inoltre, è possibile che in tutti questi anni, con la grande popolarità raggiunta dalla testata, il misterioso artista (Porciani è morto nel 2015) non si sia mai fatto avanti o abbia confidato a qualcuno di essere lui il disegnatore del numero 1 di Diabolik? E perché le sorelle Giussani avrebbero addirittura messo sulle sue tracce un detective privato, se lo studio Dami era ancora attivo?
Porciani e lo studio Dami erano infine talentuosi e apprezzati artisti. Con tutto il rispetto per le tavole del re del terrore, i disegni mostrano diverse lacune, non sono paragonabili a quelli che troveremo nei numeri successivi.