Fra le riviste a fumetti italiane che hanno accompagnato tante generazioni del 900, ricordiamo Il Monello, della editrice Universo. A Partire dagli anni 30 e fino agli anni 90, con alcune pause nel mezzo, questa rivista – venduta successivamente in formato albo /libretto – ha goduto di grande notorietà, prima fra i bambini e dopo fra gli adolescenti. In questo articolo ripercorreremo la sua storia editoriale e proveremo a scoprirne qual è oggi il valore. Inoltre, come sempre, chiunque volesse vendere Il Monello o altre pubblicazione della casa editrice Universo, può contattarmi privatamente per proporre la sua collezione (i contatti li trovate alla pagina specifica oppure potete scrivere alla mail infograffitiblog@gmail.com)

Il Monello: storia ed edizioni, dal giornale al Monello Jet

Il Monello ha ricoperto un arco temporale che va dal 1933 al 1990: in pratica quasi 60 anni di uscite in edicola. Va precisato però che il fumetto ha subito diversi cambiamenti e la sua pubblicazione è stata anche interrotta per alcuni lassi di tempo più o meno prolungati. La casa editrice Universo, all’epoca diretta da Cino Del Duca e specializzata in romanzi popolari o uscite a dispense (“Cuore Garibaldino” forse vi dirà qualcosa), la ideò come serie “comica”, destinata a un pubblico di bambini, e in quegli anni ebbe un discreto successo.
Il titolo trae ispirazione dal celebre personaggio di Charlie Chaplin “Il Monello”, interpretato da un piccolo Jackie Coogan (divenuto poi celebre come Zio Fester della famiglia Addams). Dal 1933 fino al 1939 la serie è uscita in formato giornale, per intenderci lo stesso di Topolino giornale, Corriere dei piccoli, etc, con una dimensione orientativamente di 29×21,5 e un costo che partì da 10 l. per poi passare a 20, prima di interrompersi bruscamente. La periodicità era settimanale. Poi, nel 1939, dopo 339, venne assorbita da un’altra testata della stessa casa Universo, L’intrepido. Il Monello anteguerra si conclude essenzialmente in quel momento.
Non si esaurisce li però l’esistenza della testata, che nel dopoguerra e più precisamente nel 1953, riparte con un nuovo formato: esce infatti il Monello a fumetti (formato 18×17), con più pagine, copertine più colorate, nuovi autori e un target più maturo.
Dal 1964 fino al 1967 assume il titolo di “Monello Jet”, chiaro richiamo al fumetto “Jimmy Jet” che era stato assorbito. Il prezzo di copertina era di 30 lire. Nel 1967 riacquisisce il nome originale e il Jet va via. Dal 1970 fino alla fine, nel 1990, lo stile editoriale cambia ancora e la testata diventa una sorta di rivista per adolescenti, ricca di rubriche e informazioni. Chiuderà definitivamente i battenti nel 1990.

Il Monello: storie, disegnatori, tematiche e personaggi

Il monello anteguerra 1934
In tutti questi anni il settimanale ha lanciato o semplicemente reso più celebri tanti personaggi, alcuni già noti in America. Skippy, Arturo e Zoe, Superbone, spazzacamino e Fiordaliso, Piccola Eva (Little Eva negli Stati Uniti), Cuoricino, Fiordistella, Forza John, Rocky Ridge, Pedrito el Drito, Sem e Pan, Sempronio Felicino e Arcibaldo, sono solo alcuni dei fumetti di punta comparsi negli anni d’oro della testata.
Fra gli autori più celebri ricordiamo Ferdinando Corbella (Roberto Peroni), Luigi Grecchi, Walter Molino (che dai più viene ricordato per le sue mitiche copertine della Domenica del Corriere), Erio Nicolò, Mario Uggeri, Alfredo e Vincenzo Castelli, Terenghi, Cossio, Cappadonia, Gino Gavioli (divenuto poi celebre con i suoi personaggi del Carosello, insieme al fratello), Crotta, Bongrani, Toldo, Pedrocchi e tanti altri nomi che ciclicamente riaffiorano fra le firme del fumetto italiano. Moltissimi disegnatori del Monello infatti collaborarono anche per la testata “gemella” della editrice Universo, cioè l’Intrepido. In tutti questi anni di pubblicazioni, che si sono protratti dall’anteguerra fino agli anni 90, il settimanale si è dovuto adeguare ai gusti, alle tendenze e alle censure (soprattutto in periodo fascista) di un’ Italia che mutava nei gusti e negli interessi. Dall’ingenuità delle prime storie anni 30, ad uso e consumo quasi esclusivo dei più piccoli, siamo passati a una rivista con rubriche sportive, di gossip e curiosità per un pubblico più maturo. Dagli anni 70, per tutti gli anni 80 e 90 Le copertine colorate e illustrate hanno subito profonde mutazioni, in prima pagina invece di un disegno compariva un vip del periodo (negli anni 80, per la felicità dei suoi numerosi fan, compare anche Vasco Rossi). Pur non essendo più l’incontrastato protagonista della rivista, il fumetto però non è mai venuto meno, portato avanti da nuove generazioni di autori e illustratori.

Che valore ha il Monello oggi per chi lo vuol vendere o comprare?

Il monello libretto
Eccoci quindi alla domanda che più interessa chi si trova in possesso di vecchi giornali o libretti del Monello usati. “Quanto vale il Monello?”
Cominciamo col dire che stiamo parlando di una testata molto diffusa, in praticamente tutti gli anni della sua pubblicazione. Non si tratta quindi di un giornalino raro. Va anche detto che nel mondo del collezionismo è invecchiato un po’ male, o almeno così ci indicano le vendite dell’usato. Se osserviamo i mercatini online come Ebay o facciamo un giro nelle fiere, troviamo veramente tanti albi invenduti. Questa “crisi” non riguarda solamente il Monello, ma tanti altri fumetti di nicchia che non siano i soliti Topolino, Tex, Uomo ragno o Diabolik. Quindi non vale niente? Per fortuna ci sono ancora dei nostalgici che amano immergersi in epoche passate grazie a una macchina del tempo come questa, ma la richiesta resta bassa. Per il Monello formato libretto successivo agli anni 60, la vendita del singolo numero è trascurabile e credo vi convenga valutarla ad annata. Un’annata completa in ottime condizioni fra il 1970 e il 1980 potrebbe essere quotata circa 70 euro, ad un utente finale (quindi non a qualcuno che li deve rivendere). Le annate del formato libretto fra il 1955 e il 1965 hanno invece una valutazione più alta e in ottime condizioni potrebbero essere vendute a circa 130 euro. I primi numeri del 1953, tenuti in eccellenti condizioni, sono un po’ più rari. Resta abbastanza semplice reperirli in condizioni discrete.
Il monello supplemento primavera
Per quanto riguarda il Monello giornale anteguerra, sulla carta si alza la valutazione (i giornali vecchi sono di reperibilità più difficile, che tradotto significa maggior rarità), ma diminuiscono gli interessati. Alcune serie del 1935, del 36 o del 1937 possono essere vendute a circa 130 euro, ma la vendita è molto lenta.
Insieme al Monello venivano venduti dei Supplementi (supplemento Primavera, estate “Monellerie al sole” etc.) questi sono molto rari e hanno mercato (di nicchia e ristretto) anche al dettaglio.