Come valutare HeroQuest senza cadere in trappole nè deliri di onnipotenza

Era l’ormai remoto 1989 quando venne pubblicato dalla MB per la prima volta il gioco da tavolo Heroquest, destinato a diventare un’icona dall’alone leggendario nel settore dei giochi fantasy, soprattutto per le generazioni ’70 e ’80. Anche se non siete appassionati di giochi di ruolo o più comunemente di giochi da tavolo fantasy, ma siete nati comunque in quel torno di tempo, è davvero difficile che non ne abbiate mai sentito parlare. E nel caso non ne abbiate la minima idea, beh, questa è sicuramente l’occasione giusta per conoscere uno dei giochi di intrattenimento più gradito dall’era del pre-web.
Ma quanto vale HeroQuest dopo trenta anni, con le sue numerose espansioni? E quali sono esattamente le loro attuali valutazioni anche a fronte delle novitá che si profilano sull’orizzonte?

HeroQuest completo, incompleto o con miniature dipinte?

Il ricchissimo starter set di HeroQuest prevedeva un tabellone di gioco, una selezione di 35 miniature, 21 porte (16 aperte e 15 chiuse), 15 mobili e accessori, 64 carte, 6 dadi, 21 tasselli, il libro delle imprese, lo schermo del mago e fogli segna punti e ovviamente libretto per le istruzioni.
Il gran numero di accessori fa sì che spesso ai desiderosi collezionisti capiti di mettere le mani su un set orfano di molti elementi, in altri casi può invece capitare di trovare delle miniature dipinte. Non crediate però sia un valore aggiunto: primo perchè occorre valutare il livello di pittura, secondo perchè il collezionista preferisce sempre avere una versione “pura” del gioco.
I mobili erano invece la parte più più suscettibile a rotture e mancanze: candele, topi, piccoli teschi e piccole parti erano davvero molto delicati.

Al gioco originario furono aggiunte poco dopo ben 4 espansioni ufficiali, uscite tutte tra il 1989 ed il 1993:

La rocca di Kellar (Kellar’s Keep)
Il ritorno del signore degli stregoni (The return of the witch lord)
L’orda degli ogre (Against the Ogre)
I maghi di Morcar (Wizards of Morcar)
Elf quest
Barbarian Quest

Alla serie sopra se ne aggiunge un’altra, prodotta in parallelo:

HeroQuest: Nuove imprese (Advance Heroquest)
Terror in the Dark
Adventure design kit

Queste ultime sono da considerarsi una linea parallela, con maggiori debiti verso l’universo di Warhammer e regole più sofisticate, accostabili ai giochi di ruolo. In Italia, e nel mondo intero onestamente, Advance HeroQuest e tutte le sue espansioni sono ancora piu rare e meno conosciute e giocate rispetto alla versione classica, occupando in tal modo una nicchia più ristretta nel mercato del collezionismo. Nonostante ciò la versione Advance costituisce indubbiamente una chicca tra gli appassionati ed una perla tra le collezioni che vogliono essere riconosciute tali.

Valore economico: comprare e vendere Heroquest

Per poter fare una corretta valutazione di HeroQuest è necessario ripercorrere, anche se a grandi linee, la breve storia del gioco, che giá nel 1993 veniva ritirato dal mercato, entrando direttamente nel pantheon del collezionismo e vantando ancora oggi giocatori irriducibili ed una attivissima community in grado di attrarre nella propria sfera giocatori anche più giovani.
L’intuizione di Heroquest si deve tutta alla MB (Milton Bradley LTD), che appoggiandosi alla giá profonda esperienza della Games Workshop, prospettava un avventura per 4 eroi ambientata in un mondo fanatsy ispirato chiaramente al mondo di Warhammer. Le miniature erano immancabilmente realizzate dalla Citadel: un nano, un umano, un elfo ed un barbaro, alle prese con orde di goblin, orchi, mummie, scheletri e guerrieri del caos per salvare l’impero.
Non sembrano chiare le motivazioni che hanno portato alla cancellazione del prodotto, anche se un divorzio tra MB e Games Wokshop, sembra la causa più probabile, soprattutto se si considera il fatto che da lì a poco la GW lanciò i propri giochi da tavolo: WarhammerQuest (il nome identico, se non la sostituzione di Hero con il prodotto allora di punta della casa di miniature inglese) e Starquest (anche qui il nome è quasi ricalcato, ambientato nell’oscuro mondo futuristico di Warhammer 40’000).

Per quanto detto, senza ombra di dubbio chi possiede ancora oggi in casa una copia di Heroquest può a buon diritto ritenersi un intenditore in fatto di giochi da tavolo – fortunato colui che ne possiede ancora una copia sigillata con il cellofan! Sì perchè non rari sono i casi di scatole giunte al giorno d’oggi in stato pietoso, sia per la condizione di alcuni elementi di gioco, relizzati con materiali assai deperibili (soprattutto se in mano a bambini) come il cartone. Si pensi agli elementi scenici, alle schede personaggio o ai fogli delle quest. Altri elementi fragili, che non hanno resistito in molti casi allo scorrere impietoso del tempo sono alcuni parti di miniature: spada dell’elfo e del barbaro innanzitutto. Quasi impossibile da distruggere invece la miniatura del nano – sempre i primi in fatto di resistenza!
Sono molto comuni invece da trovare le parti singole: elementi scenici, varie miniature o parti di esse, oltre che le card personaggio o il libro delle istruzioni di gioco. Questa è una buona notizia perché se volete integrare la vostra scatola, orfana di qualche elemento, potete tranquillamente farlo spendendo davvero poco. Il prezzo di Heroquest sul mercato muta continuamente e subisce le folli oscillazioni delle mode, che ormai, sospinte dagli hype del web, regolano perfino il mondo dei giochi di ruolo. In generale non esiste un pezzo di Heroquest veramente raro (forse qualche miniatura, ad esempio quella del gargoyle, se integro), ma l’insieme della moltitudine delle parti e la loro integrità costituisce il valore del gioco.

Valutazione Rocca di Kellar, Ritorno del signore degli stregoni, Orda degli ogre, Maghi di Morcar e nuova edizione di Heroquest

Le ultime espansioni prodotte sono più difficili da trovare rispetto alle prime due. Particolarmente antipatiche sono Elf quest e barbarian quest. E proprio perchè l’interesse del pubblico non si è mai estinto che nell’ottobre del 2020 il sito inglese Zavvi ha avviato un piccolo ed ambizioso progetto: riportare in vita HeroQuest in una veste del tutto nuova. L’impresa sembra sia stata coronata da un successo eccezionale, facendo registrare il tutto esaurito addirittura delle prevendite nel giro di pochi giorni, con una piccola variante pero: la nuova scatola verrà distribuita soltanto a partire dall’autunno del 2021!
La nuova versione di Heroquest contiene il set di base più le prime due espansioni: Rocca di Kellar ed Il ritorno del signore degli stregoni. L’unica macchia è l’assenza del logo Games Workshop, la quale non ha concesso il proprio marchio a questa che può essere definita a tutti gli effetti una vera e propria operazione nostalgia.
Tra i punti positivi invece da annoverare il fatto che oltre ad aver realizzato nuove miniature, più in linea con il gusto dei tempi, Zavvi ha anche pensato di realizzare in plastica tutti gli elementi scenici, al posto del vecchio cartone.
La tiratura limitata dell’edizione – e persino più rara della prima edizione vintage – garantirá sicuramente una crescita esponenziale dei prezzi nell’ambito del collezionismo, con buona soddisfazione di coloro che sono riusciti ad accaparrarsene una copia.
Occorre quindi attendere e vedere come reagirà sul mercato del collezionismo l’edizione originale. Verrà scalzata dall’edizione del nuovo millennio, migliore nei materiali e nella veste grafica, o riuscirà a mantenere il primato proprio in virtù di quell’alone nostalgico, che nonostante tutto la rende molto apprezzata ancora oggi?