Quando una miniatura di Warhammer puó essere definita rara e di valore? Quali sono i marchi da controllare?

Credo sia impossibile per chiunque, a parte ovviamente per la Games-Workshop stessa, calcolare esattamente il numero di miniature che la ditta di Nottingham ha prodotto in piú di 40 anni di carriera. Tanti sono i cambiamenti avvenuti nel corso dei decenni e che rendono difficile stabilire in modo chiaro e preciso il valore di una miniatura ormai definita rara o addirittura il valore di un intero esercito di Warhammer. Per esempio le miniature in passato venivano realizzate dalla Citadel, il cui logo da un bel po’ di tempo è scomparso dalle scatole; esisteva il marchio Warhammer Fantasy, che da circa 6 anni è stato soppiantato dal piú enigmatico AoS (Age of Sigmar), persiste invece Warhammer 40K; nel 1998 si è aggiunto il marchio ForgeWorld, che produce poche miniature e di categoria superiore – quanto meno nei prezzi: molti appassionati di Warhammer avranno difficoltá a definire tali miniature “belle semplicemente in quanto care”.
Tutta questa confusione fa in modo che raro e costoso sono due termini che non coincidono spesso, come si crederebbe, nel mondo delle miniature di Warhammer.
Cerchiamo quindi tramite semplici e brevi analisi di capirne il perchè.

Stimare il prezzo e la rarita di una miniatura è un’opera piú che mai complessa

Tanto per iniziare – non fatevi illusioni – una miniatura warhammer non si può considerare preziosa e costosa in quanto antica: certo, miniature prodotte negli anni ’80 sono indubbiamente introvabili, ma non necessariamente costose, dal momento che saranno veramente pochi i collezionisti volenterosi a sborsare una cifra alta. A complicare la situazione incide non soltanto il grado di conservazione della miniatura, ma altri e vari fattori:

• ancora in scatola e mai tirata fuori
• tirata fuori dalla scatola ma non montata
• dipinta bene/ dipinta male
• montata e mai dipinta
• il kit originario conserva ancora le componenti aggiuntive

a fare una gran differenza in questo caso è anche la sua bellezza intrinseca.
Facciamo il punto sulla bellezza intrinseca ed estrinseca delle miniature.
Un fumetto, un giocattolo vecchio di 30 o anche 40 anni é sicuramente considerato una perla da parte di un collezionista (e qui parliamo di bellezza estrinseca) perchè vecchio e ancora integro, sebbene il suo valore economico possa essere anche basso – con gran rabbia da parte dell’ occasionale venditore, che magari non conosce le dinamiche interne a quel determinato ambito collezionistico.
Con Warhammer invece non è affatto cosí. Nell’universo Games Workshop hanno un grandissimo peso il processo tecnologico, la sperimentazione e persino le ultime scoperte in campo fisico e chimico.
Che significa tutto ció, chiederete voi. Cerchiamo di capirci meglio.
Avete mai visto una minitura prodotta dalla GW negli anni ’80? Se la ponete accanto ad una miniatura prodotta al giorno d’oggi il confronto risulta davvero impietoso.
Quelle prodotte 30, o anche piú anni fa, hanno un aspetto davvero orrbile: in metallo, spesso piombo o leghe di stagno, sono pesanti, poco aggraziate e scarne di dettagli; laddove quelle prodotte ai nostri giorni, oltre ad avere l’indubbio vantaggio di essere interamente in plastica (é davvero un vantaggio quando la miniatura vi scappa dalla mani e schianta sul pavimento, e vi assicuro che le miniature hanno una propensione particolare a sfuggirvi dalle mani) sono ricche di dettagli con pose dinamiche che le rendono davvero belle a vedersi, anche per un non appassionato.
Inoltre l’alto tasso con cui la Games Workshop rilascia nuove miniature e toglie dal mercato le quelle in vendita è davvero frenetico. Talmente che non di rado capita che una miniatura rilasciata nel 2018 sia oggi fuori commercio, mentre altre scatole originarie dei primi anni 2000 siano ancora disponibili sul sito ufficiale: risultato? La miniatura del 2018 varrá molto di più di una vecchia scatola polverosa, ritrovata per caso nel ripostiglio o garage, dopo 20 anni di muffe. Interi eserciti di Warhammer sono stati cambiati nel corso degli anni. Ma esiste ancora un’altra eccezione: la miniatura in causa fa parte di un esercito molto apprezzato o di uno di quelli poco amati dai giocatori-collezionisti? Anche questo è un fattore che determina l’aumento o il crollo del prezzo.
Se fate anche un rapido giro su ebay troverete che i prezzi sono sempre molto alti, esageratamente alti – dal momento che spesso chi stabilisce il prezzo non si informa mai abbastanza. Col risultato che altri, quando si troveranno tra le mani la medesima scatola la prezzeranno basandosi su quelle stesse cifre, generando in tal modo uno stallo dei prezzi come delle vendite.
Questo è uno dei principali motivi per cui un vero collezionista, con decenni di hobby sulle spalle (ed io personalmente mi considero uno di quelli, avendo iniziato nell’ormai lontano 1999), diffida di questo sito o altri simili: proprio per non dover sborsare cifre folli. Ma preferisce piuttosto confrontarsi con altri collezionisti e magari, alle volte, optare per il buon vecchio metodo dello scambio. Con il risultato che le miniature di warhammer in vendita a cifre folli restano invendute per anni, o fin quando almeno il venditore, stanco, non decide di ridurne drasticamente il prezzo, o le mette all’asta.
Tutto ciò che avete fin qui letto deve persino indurvi a fare poco affidamento alle volte anche sugli stessi collezionisti di Warhammer per avere stime precise. Non tanto perchè vi proporranno un prezzo basso pur di accaparrarsi la preziosa scatola in questione (come accade in molti ambiti), ma perchè in quanto collezionista è esperto di miniature e non di prezzi, che invece salgono e scendono a ritmo altalenante a seconda che la miniatura sia più o meno apprezzata, ritirata dal commercio o, se rara, che non sia stata rimpiazzata da una versione più nuova.
Occorre insomma tenersi sempre aggiornati e controllare tutte le novitá che la GW rilascia ormai con cadenza quasi giornaliera.

Fuori produzione vuol dire sempre raro?

No. Perchè? Perchè Warhammer funziona diversamente dagli altri hobby e collezionismi.
Vi faccio un esempio concreto: trovate in casa vostra una o più miniature dimenticate da decenni, ancora inscatolate e mai tirate fuori. Non esiste occasione più ghiotta, si penserebbe, per farci anche un bel gruzzoletto. Niente di più errato invece! Magari la scatola in questione è stata rifatta recentemente dalla GW con miniature migliori, col risultato che nessuno vorrá le miniature che avete voi in casa, perchè vecchie appunto ed incapaci a reggere in confronto con le nuove sculture.
Ecco un esempio chiaro di quanto affermato:


Si tratta di Mephiston uno dei tanti eroi dell’esercito degli Angeli Sanguinari di Warhammer 40k. La prima miniatura è stata rilasciata durante gli anni ’90, la seconda nel 2019.
Voi quale comprereste? Un giocatore degli Angeli Sanguinari comprerebbe indubbiamente la seconda, e se poi volesse integrare, da collezionista (e solo da collezionista dal momento che non è possibile schierare nel proprio esercito due volte lo stesso personaggio) allora comprerebbe anche quella vecchia, ma non pagherebbe mai 3, 4 o 5 volte il suo valore. Piuttosto il suo corrispondente in euro o al massimo il doppio, essendo una miniatura di cui possiede giá una versione migliore.

Warhammer, miniature a tiratura limitata

Negli ultimi tempi la GW, vista la grande richiesta dei propri prodotti sul mercato, ha cercato anche di solleticare l’interesse dei collezionisti rilasciando delle miniature a tiratura limitata, rendendone possibile l’acquisto sul proprio sito o negozi ufficiali per un periodo di tempo limitato.
Col risultato che nei primi giorni di uscita i prezzi dei prodotti su ebay e altri siti raggiungevano cifre stellari, per poi ridursi drasticamente giá dopo una settimana. Cerchiamo di dare una spiegazione a questo fenomeno. Quando un prodotto viene lanciato sul mercato e sono in pochi ad averlo si verifica la stessa febbre di possesso che si sperimenta per un giocattolo integro degli anni ’60. Ma non appena il prodotto si diffonde maggiormente ecco che il suo costo scende vertiginosamente, con gran rammarico di chi ha speso un capitale, senza voler aspettare qualche giorno di più. Questo comporta una speculazione iniziale abbastanza vergognosa, che spinge i collezionisti più ansiosi a pagare nei primi mesi cifre esorbitanti per una miniatura “esaurita” – e rivenduta da un privato che prevedendo il fenomeno ne aveva acquistate anche una decina – cui segue uno scoppio della bolla e un drastico calo del valore della miniatura in oggetto.
Con La GW questo fenomeno si verifica ancora, ma in misura molto attenuata e la spiegazione risulta parecchio semplice. La quantitá di miniature di Warhammer Fantasy, 40K e Warhammer Age of Sigmar é davvero spaventosa. Chi volesse collezionare tutto – e per quanto si sappia non esiste sul pianeta tale persona – avrebbe bisogno non soltanto di un capitale economico cospicuo, ma dovrebbe vivere in un museo, dal momento che difficilmente troverebbe spazio adeguato a tutti questi soldatini in una casa normale. Ciò fa in modo che collezionisti e giocatori si concentrino su pochi eserciti, lasciando stare tutti gli altri.
Facciamo un esempio concreto: un collezionista di Bretonnia non spenderá mai alcuna cifra per una miniatura a tiratura limitata di Space Marine, così come un giocatore di Mastini della Guerra non guarderá nemmeno la miniatura di esercito dei Conti Vampiro o Khemri. Anzi pur avendone la possibilitá non si recherá nemmeno in negozio ad acquistarla al suo originario valore di mercato. Questo comporta che una miniatura a tiratura limitata sará interessante soltanto per un ristretto numero di giocatori di Warhammer. Se poi addirittura capita che la miniatura in questione faccia parte di un esercito non molto amato, ecco allora che risulterá difficile rivenderla persino al prezzo originario, sebbene magari sia anche l’unica rimasta disponibile in circolazione.

E quindi qual é la reale valutazione un esercito di Warhammer?

Mi piacerebbe dare risposte così nette e chiare, sarebbe semplice per me e mi garantirebbe tanti visitatori felici. Avendo letto le righe precedenti avete capito però che stimare il valore di un intero esercito di Warhammer è davvero un lavoraccio e le domande alla fine di tutto resteranno sempre le stesse: riusciró mai a venderlo a questo prezzo oppure lo sto svendendo?
In linea di massima, come da sempre nel mondo del collezionismo, vale il principio che un oggetto ha valore fin tanto che i collezionisti hanno voglia di darsi battaglia per accaparrarselo, spendendo anche cifre fuori dall’ordinario. La Games Workshop non ha fatto che rimescolare le carte durante i decenni, cancellando interi eserciti o regole di gioco, rendendone alcuni non più utilizzabili, se non in ristretti circoli di hobbisti o tra amici. In tal modo quel che fino a qualche tempo fa era raro e si vendeva anche ad una cifra discreta adesso vale poco o nulla, o comunque non molto più del suo valore di negozio. Ecco quindi svanita la possibilitá di guadagnarci qualcosa.
Un esercito in tal senso potrebbe essere paragonato ad un titolo in borsa, capace di veder salire o scendere il proprio prezzo nel giro di pochissimi giorni. E se si considera che la ditta di Nottingham è davvero quotata in borsa, allora il paragone non risulta poi tanto azzardato.
Indubbiamente un esercito completo, o quasi, ha un buon valore, soprattutto se ancora in scatola e mai utilizzato, ma anche qui attenzione a non prendere lucciole per lanterne!

Se l’esercito è relativamente nuovo, perchè comprarlo ad una cifra elevata, se è ancora acquistabile presso i negozi? Non sono rari i casi in cui privati rivendano scatole a prezzi maggiori delle loro corrispettive presenti ancora nei negozi, sperando di trovare qualche ignaro acquirente che caschi nella trappola.

– Se l’esercito è fuori produzione, allora si può anche pensare che la GW lo abbia ritirato dal commercio non tanto per sostituirlo, ma solo perchè risulta oneroso mantenere sul mercato un prodotto che non garantisce vendite adeguate. Anche in questo caso i rivenditori ne gonfiano il prezzo, in quanto raro appunto, ma sembrano non voler fare i conti col fatto che non si trovi nessuno in giro desideroso di acquistarlo.

– L’esercito è completo e addirittura dipinto, deve valere sicuramente una fortuna… Ehm, non proprio.
Benchè sia un lavoro lento e certosino, non vi è soddisfazione migliore per l’hobbista di Warhammer che schierare sul campo di battaglia, come sullo scaffale, un esercito magari non da competizione, però dipinto di propria mano. Inoltre, circa due anni fa, la GW ha prodotto dei colori acrilici davvero rivoluzionari, i cosidetti Contrast, che permettono quasi a tutti di ottenere risultati eccezionali in pochi passaggi. Quindi spesso capita al collezionista di comprare un esercito giá dipinto, perchè uno dei pochi ancora in cirolazione, con la tegola di doverlo prima ripulire per intero (operazione che richiede settimane se non mesi), per poi iniziare a dipingerlo secondo il proprio gusto.

– il mio esercito non si vende, eppure altri, allo stesso prezzo o anche più, vengono venduti con molta facilitá. Qui entra in atto un altro fattore ben diverso dagli altri: quello geografico. La maggior parte dei collezionisti si trova nel Regno Unito, negli Stati Uniti o in Australia. Tali acquirenti sono meno disposti a comprare sul mercato italiano non tanto per una mancanza di fiducia, quanto perchè sanno quanto sia difficile spedire grossi lotti di miniature, tanto in termini di costi di spedizione e dogana (ormai anche dal Regno Unito, grazie alla Brexit) quanto di sicurezza. La paura più grande per un collezionista è quella di aver sborsato una grossa cifra per poi vedersi recapitare in casa miniature rotte o malamente danneggiate.