Periodico Disney, edito a partire dall’aprile 1949, è in vendita ancora oggi in edicola ogni settimana ad un prezzo di 3,00€: stiamo parlando di Topolino, testata di punta (ma anche la più anziana in assoluto arrivata sino a noi) della Disney Italia. Gli anni che questo fumetto si porta sulle spalle iniziano a farsi davvero tanti, così come il numero di pubblicazioni ininterrotte, che oggi ha superato anche molto abbondantemente le 3000.

La quantità di volumi che negli anni sono stati stampati ci consente di parlare anche di un aspetto che per i meno appassionati del settore potrebbe essere trascurabile: le copertine. Un valore aggiunto per i collezionisti e agli amanti dei dettagli, che seguono con grande passione le pubblicazioni Disney Italia e sono in grado di apprezzare queste piccole opere d’arte che fanno da cornice ai fumetto di Topolino.

Tutte le copertine in 70 anni di Topolino

Le copertine di Topolino venivano disegnate da artisti italiani e americani. Fra i nostrani ricordiamo Ambrogio Vergani che disegnò, alternandosi con autori americani come Carl Barks, Dick Moores, o Paul Murry praticamente tutte le copertine dei numeri (almeno) fino al 100. Negli anni 60 ad alternarsi con gli americani era principalmente Giuseppe Perego, ma già dagli anni 70 a lui si unirono Marco Rota e Romano Scarpa. In anni più recenti ai maestri si è aggiunto il grande Giorgio Cavazzano. In questa sede non possiamo pubblicare o menzionare tutte le copertine e tutti gli artisti che in oltre 70 anni dell’amato fumetto hanno messo la propria firma, ma possiamo descrivere alcune delle più interessanti, fantasiose e ricercate.

La bellezza di una copertina è la sintesi di tanti elementi. Prima di tutto, esattamente come vale per i Topolino da collezione oppure per la scelta dell’Almanacco Topolino più ricercati e graditi, a rendere un albo bello e ricercato è il giusto connubio fra rarità e bellezza. Concetto valido anche per le copertine.
In termini di rarità e di mito, nulla è più iconico della copertina del numero 1, che Inducks attribuisce (con qualche riserva) ad Ambrogio Vergani.

Molto spesso, le copertine più interessanti sono quelle celebrative: ne è un esempio quella del numero 3000 disegnata magistralmente da Andrea Freccero. Non è la sola, molte sono state pensate per occasioni speciali e hanno quindi un loro appeal indipendente da tutto il resto. I numeri tondi sono sempre auto-celebrativi: a partire dal 500, fino al 3000 (includendo anche il 1500 e il 2500), la copertina celebra il raggiungimento di un traguardo numerico.
Alcune copertine sono poi più delicate di altre, è il caso delle copertine bianche come quella del numero 113 o del grande classico Arcitopolino.
Affinché una copertina oltre ad essere bella sia anche di valore, non deve essere usurata, presentare scritte, scotch, mancanze o restauri e tentativi di rimaneggiamento. Possiamo dire che è la parte più immediatamente visibile e di impatto del fumetto, se si presenta malconcia, non siamo molto invogliati a tenere in libreria l’albo.

Copertine Topolino fumetto: le più belle

Cominciamo col dire che le copertine fra il 75 e il 200 possono essere considerate quasi una “storiella”, perché proseguivano tutte sul retro, creando quasi sempre una sorta di gag. Detto questo, anche a costo di non accattivarci la simpatia dei più giovani che leggono e con il rischio di apparire eccessivamente nostalgici, quasi tutte le copertine fino agli anni 60 avevano una marcia in più.
Copertine Topolino fumetto: le più belle
Il tema natalizio campeggia in cima fra i nostri ricordi di infanzia, e poiché il fumetto è anche (ma non solo, attenzione) dedicato ai più piccoli, è chiaro che tra le copertine più belle spicchino soprattutto quelle dedicate alla festività più amata da tutti. E questo non solo per via dell’aspetto nostalgico in sé, che comunque è importante e va sottolineato, ma anche perché nel magico periodo di Natale, gli artisti, per politica Disney, hanno sempre pensato e disegnato copertine speciali. Le copertine natalizie hanno qualcosa di unico, sono a tema, con colori cangianti, alternano la presenza di alberi glitterati a slitte e tanti regali. I personaggi indossano costumi da Babbo Natale, maneggiano candeline e luci. Sono copertine spesso molto “piene”, con tanti protagonisti sulla pagina.
La prima di questa serie di copertine natalizie è apparsa con Topolino numero 11, uscito nel dicembre 1949. Vi troviamo Paperino e Topolino, insieme ad altri personaggi, inclusi i nani, che fanno una specie di trenino di Natale che si “trascina” fino in quarta di copertina.

Molto bella anche la copertina natalizia del numero 129, uscito proprio il 25 dicembre del 55. Essa ritrae Topolino, Paperino e i nipotini con un sacco con i regali, sopra un cavalluccio a dondolo.
Altra copertina apprezzabile è quella del Natale 1954, uscita con il Topolino numero 105. L’autore è Ambrogio Vergani, ed in essa compare un Paperino a letto, infreddolito, che si sveglia e accende la luce. I nipotini gli hanno tirato via le coperte, ma Sul cuscino hanno lasciato un messaggio di auguri.
La numero 682 del 22 dicembre 1968 è di un candore raro per un fumetto: Paperino, Qui, Quo e Qua guardano da una finestra una stella cadente che solca il cielo notturno.
Negli anni 80 poi le copertine di Natale presentavano i temi dei mitici piatti di Natale Disney, una serie di piatti speciali in porcellana che uscivano uno per volta in occasione del Natale. Ognuno era disegnato da un’artista di punta di Topolino.

Alcune copertine sono speciali perché cadevano in occasioni come i mondiali di calcio. E’ il caso del numero 1175 del 1978, con un Paperino con indosso la casacca degli azzurri che celebra i mondiali in Argentina. Il 1803 celebra Baggio e i mondiali di calcio Italia 90.

topolino 1803
Dal 1088 fino al 1100, ogni copertina era dedicata a una squadra di calcio di serie A.
In più di settant’anni di storia di Topolino, sono veramente tantissime le copertine che possiamo annoverare nella categoria di belle, a dire la verità lo sarebbero quasi tutte quelle di quel periodo, e spesso il criterio di scelta non è univoco. A parte alcune copertine in assoluto importanti per il numero che rappresentano, è difficile trovare un collezionista che non apprezzi la numero 577 del 18 dicembre 1966. Racchiude in se’ tutti i fattori che rendono fantastica una copertina: il periodo è quello natalizio, lo sfondo è dorato e brillante, il concept molto bello, i disegni sono del maestro Giovan Battista Carpi e sono presenti i nostri amati paperi.
Fra i tanti criteri di scelta, ve ne sono alcuni che sono tenuti in grande considerazione quasi in maniera oggettiva: disegnatore, numero, bellezza. In tal senso la copertina del numero 100, disegnata da Carl Barks, per un numero chiave, splendida e divertente, rappresenta l’essenza stessa di una copertina di Topolino stupenda.

topolino 100
Anche la copertina del numero 110 è disegnata da Carl Barks che ci svela uno zio Paperone intento a fare dei conti danareschi con un grosso calcolatore.
Dick Moores è autore della copertina del numero 75 del settembre 1953, che celebra il compleanno di Topolino. Mickey è in copertina che accende le candeline sopra la torta. Ovviamente le candeline hanno la testa dei suoi amici Disney.
Negli anni 70 Marco Rota, fra le tante, disegnò una splendida copertina di Carnevale per il numero 1057.
Gli utenti del sito Papersera, menzionano fra le copertine più belle (e recenti), quella del numero 2027 di Patrice Croci.

Le copertine di Topolino più scorrette

Fra gli artisti che vantano nel curriculum il maggior numero di copertine disegnate, vi è senz’altro Giuseppe Perego. L’illustratore di Arcore, a partire dagli anni 50/60, ha davvero messa la sua impronta su una varietà enorme di copertine di Topolino. Alcune di queste sono però oggi considerate non troppo adatte a un pubblico di bambini e pertanto scorrette, politicamente e socialmente. In Topolino 285 Perego ci mostra Paperino che le suona di santa ragione ad uno dei nipotini. Avrà fatto una marachella? Affatto, stava solo giocando con le bolle di sapone, e il concept continua in quarta di copertina dove ritroviamo Paperino che ha preso, con la forza, le bolle di sapone del nipotino per giocarci lui. Sempre Perego, nel numero 438 rappresenta un momento di “vita di coppia” fra Paperino e Paperina. Non sembra particolarmente felice però, perché la fidanzata del nostro amato papero lo sta praticamente torturando, forse per curarlo e bendarlo, ma sembra proprio un maltrattamento più che una cura.

Alcune copertine vecchie mostrano i nostri protagonisti con fucili o armi varie al braccio. Nel numero 20 Topolino è armato di fucile da caccia. Nel numero 101 Pippo versione pirata ha una spada, un fucile e fuma. Nel 182, copertina fra l’altro molto bella di Tony Strobl, praticamente l’intera banda Disney si trova armata di fucili, fionde e archi sopra un carro, costretta a difendersi dagli attacchi degli indiani. Nel 565 è sempre pippo a sparare con il fucile.
Destano particolare perplessità le copertine in cui paperi e topi sono pochi attenti agli animali. Oggi i personaggi Disney sono praticamente vegetariani, ma prima non esisteva questa attenzione al mondo animale e non era difficile trovare paperino che mangiava del pollo. Fra le copertine che possono fare arrabbiare gli animalisti.
Nella copertina del 360 si vede un ennesimo Topolino cacciatore. Nel numero 584 vediamo Paperino strappare le piume a un povero pavone e indossarle.