L’almanacco di Topolino Mondadori è nato ufficialmente nel 1956 / 57 (anno della sua prima pubblicazione continuativa e mensile in una nuova veste) e si conclude, sempre ufficialmente, nel 1984 dopo 336 uscite. Non è proprio corretto però indicare queste date di esordio e fine, in quanto esperimenti di un almanacco erano già stati fatti a partire dagli anni 30. Inoltre, a metà degli anni 40, una versione ufficiale di almanacco compariva già all’interno della serie comica degli albi d’oro Mondadori, ma non era ancora una testata a sé stante. Fra alterne vicissitudini, cambi di nome e formato, ha resistito poi con nomi differenti fino al 2017, anno in cui è stato sospeso per ripartire nuovamente nel 2021.
Insieme alla serie libretto è fra le serie a fumetti Disney più famose. Ha sempre occupato una posizione un po’ particolare nel collezionismo Disney. Non ha la fama immediata del libretto, né il richiamo quasi mitologico del giornale di Topolino, ma ha una storia editoriale lunga, articolata e tutt’altro che banale. Questa continuità, unita ai cambi di veste, alle annate complete, agli allegati e alle diverse serie che si sono succedute nel tempo, lo rende una raccolta molto interessante per chi ama i fumetti Disney d’epoca e vuole andare oltre le testate più diffuse.
In questo articolo ci occuperemo nello specifico del valore e della quotazione di questo prodotto editoriale, ma parleremo anche della sua storia e delle differenze che intercorrono fra i tanti almanacchi pubblicati dall’inizio ad oggi.
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Originariamente, negli almanacchi del 1957 il prezzo in copertina era di 100 lire. Compariva in alto a sinistra la dicitura “albo d’oro”. Sotto il titolo della pubblicazione compare il mese di uscita. Nei primi anni il colore della copertina e della costina cambiavano in base alle scelte editoriali del numero. La costina divenne poi sempre azzurra e dal numero 217 gialla. Per quanto riguarda gli illustratori, si trattava praticamente degli stessi della libretto. Oltre ad americani come Carl Barks, si alternavano il buon Giuseppe Perego e meno frequentemente Ambrogio Vergani.
Ad oggi trovare una copertina in buone condizioni potrebbe non essere facile in particolar modo per via della sempre più difficile reperibilità di prodotti “condizioni edicola” sul mercato. Una copertina che presenta evidenti strappi, oppure rimaneggiamenti e tentativi più o meno riusciti di restauro perde inesorabilmente il suo valore, ed ovviamente questo è un aspetto che la maggior parte dei collezionisti conosce e tiene in elevata considerazione.
Condizioni degli albi e particolari da controllare
Nel caso dell’Almanacco Topolino, le condizioni generali fanno spesso la differenza fra un albo semplicemente gradevole e un pezzo davvero interessante per chi colleziona. Oltre alla copertina, conviene controllare bene costa, angoli, freschezza della carta, eventuali scritte o timbri, presenza di restauri, bollini, figurine e inserti. Anche piccoli difetti che a prima vista possono sembrare tollerabili, quando si accumulano abbassano di molto l’interesse della raccolta. Lo stesso vale per le annate: una serie completa ma malconcia può risultare meno desiderabile di un gruppo più piccolo di albi ben conservati e corretti.
Almanacco Topolino cronologia
- La prima uscita di un albo almanacco Disney risale al 1936, come vedremo nel paragrafo successivo sulla storia editoriale, ma questi non vengono considerati parte della testata ufficiale.
- I primi tre numeri nel formato ufficiale sono del 1956 e riportano come numerazione 39, 40 e 41. Si inserivano nella collana già esistente degli albi d’oro. Ciò significa che il numero 1 del 1957 è in realtà il numero 4 mentre il vero numero 1 è il 39.
- L’almanacco usciva in edicola periodicamente ogni mese, quindi ogni annata è composta da 12 numeri. i primi numeri, fino al 1962, erano spillati. A partire da giugno 1962 le uscite erano brossurate.
- Nel gennaio del 1961 anche sull’Almanacco, come nel libretto, vengono inserite le figurine fustellate dell’enciclopedia di Topolino. Questo fino al 1964.
- Da gennaio 1970 la numerazione muta: non troveremo più l’anno e il mese ma un numero progressivo che tiene il conto di tutte le uscite fino a quel momento. Si parte quindi dal 157.
- Col numero 317 la legatura torna spillata e non è più brossurata.
- Nel 1984 la testata chiude e riparte nel 1985 come Mega Almanacco, mantenendo stessa numerazione (337).
- Nel 1992 la testata cambia ancora una volta nome e diventa Mega 2000.
- Nel 2000 si trasforma in mega 3000.
- Nel 2006 è soltanto “Mega”, fino alla sua chiusura nel 2017.
Dall’Almanacco classico alle serie Mega
Con il passaggio a Mega Almanacco, Mega 2000, Mega 3000 e poi Mega, la testata continua la propria storia ma cambia anche percezione agli occhi di molti collezionisti. La serie classica resta infatti quella più cercata, sia per ragioni anagrafiche sia per il legame con la stagione Mondadori più amata.
Le serie successive hanno comunque un loro pubblico, soprattutto fra chi desidera seguire la continuità completa della pubblicazione o recuperare materiale Disney meno immediato, ma raramente suscitano lo stesso entusiasmo delle annate più antiche. In altre parole, fanno parte della stessa storia editoriale, ma si muovono su un piano collezionistico diverso.
Storia editoriale e nuova serie
Sebbene l’inizio ufficiale si faccia coincidere con il 1957, in realtà pubblicazioni note come almanacco Disney erano già state vendute come prova o come “tappabuchi” in collane già esistenti.
Gli almanacchi speciali sono 5, usciti fra il 1937 e il 1940. Sono usciti l’anno precedente rispetto all’anno che riportano in copertina, esattamente nel mese di dicembre. In questo modo l’almanacco del 1937, ad esempio, è uscito nel dicembre del 1936 e così via. Al periodo anteguerra risalgono gli almanacchi Natale 1937, l’albo almanacco topolino del 1938, l’albo almanacco Topolino Paperino del 1939 e del 1940. Il mitico almanacco Maremonti del 1939 è uno speciale.
Successivamente, fra il 1947 e il 1956, uscirono 18 albi almanacco all’interno della collana già esistente degli albi d’oro Mondadori. In questa serie si inserisce la collana ufficiale che inizia nel 1956/57.
Come si colleziona oggi l’Almanacco Topolino
Chi colleziona Almanacco Topolino oggi tende in genere a seguire tre strade. La prima è quella delle annate complete, soprattutto per la serie classica degli anni Cinquanta, Sessanta e primi Settanta, che resta la più seguita. La seconda riguarda gli albi speciali e gli esperimenti più antichi, molto meno comuni e quindi più affascinanti per chi cerca materiale particolare. La terza è quella degli albi con figurine, bollini o gadget ancora presenti, perché la completezza cambia parecchio il livello di interesse. I numeri sciolti delle annate più tarde si trovano con maggiore facilità, mentre le raccolte ben tenute e omogenee continuano a essere quelle che attirano di più chi compra con attenzione.
Almanacco Topolino valore e quotazione
Sebbene non abbia il blasone della ben più celebre Topolino libretto, o del giornale di Topolino, l’almanacco ha una sua storia di tutto rispetto e un valore economico che in alcuni casi regge il confronto con le altre testate di Topolino.
La prima annata del 1956 / 57 è quella che ha la valutazione economica più alta rispetto alle altre. Il valore diminuisce però anno dopo anno. Giacché ogni anno contiene 12 almanacchi, uno per ogni mese, è consigliabile vendere l’intera annata quando essa è completa. Annate non complete noterete che farete più fatica a venderle, così come i singoli numeri, a meno che non si tratti di almanacchi speciali.
In linea di massima un’annata completa del 1970 in condizioni ottime, può essere acquistata a una ventina di euro. L’annata del 1960, ad esempio, a circa un’ottantina (ad oggi, ma i prezzi mutano sempre). Nel dettaglio, poiché fra due pezzi identici possono esserci differenze di prezzo anche del 300%, in virtù delle condizioni dell’almanacco, eviterò stime “ufficiali”. Se da una parte un semplice nostalgico può accontentarsi di un albo usurato, giusto perché “l’importante è averne una copia”, i collezionisti esigenti – che poi di fatto sono coloro che sono disposti a spendere le cifre più interessanti – pretendono qualità, quindi albi senza gore, ingiallimenti e possibilmente con i bollini e le figurine.
La regola rimane però la stessa: un’annata del 1957, a pari condizioni di un’annata del 1965, ha un valore decisamente maggiore. Così come un’annata del 1965 ha un valore leggermente maggiore di una degli anni 80.
Menzione a parte meritano gli almanacchi speciali: l’almanacco annuale dal 1936/37 al 1940 e anche l’almanacco Maremonti. Il valore di questi pezzi, in ottime condizioni è di circa 100 euro. Qualcosa in più l’almanacco Maremonti.
Figurine e gadget allegati
Alcune edizioni ed alcuni numero di questo fumetto riportavano anche, al loro interno, delle figurine allegate in qualità di gadget: esse erano molto ricercate un tempo, e lo sono ancora adesso, forse ancor di più per via della loro difficile reperibilità. Poi, in particolare, dobbiamo segnalare gli almanacchi di aprile e maggio del 1970 al cui interno era fustellato il gadget componibile “deposito di zio Paperone”. Se ancora presente, questo inserto renderà il vostro almanacco molto più raro e affascinante della versione normale.
Tra le figurine più interessanti, invece, ricordiamo ad esempio quelle degli anni 60 sul corpo umano, e quelle sugli uccelli.
Domande frequenti
Quali sono gli Almanacchi Topolino più rari?
In genere gli almanacchi più difficili da trovare sono quelli più antichi, in particolare gli speciali anteguerra e le prime annate della serie ufficiale del 1956/57. Anche alcuni numeri con figurine, bollini o gadget completi possono risultare più interessanti rispetto agli albi comuni.
Quanto vale un’Almanacco Topolino?
Dipende dall’annata, dalle condizioni e dalla completezza. Una raccolta dei primi anni può avere una quotazione ben diversa rispetto a un’annata più tarda, soprattutto se gli albi sono ben conservati e completi di inserti. Le copie usurate, restaurate o incomplete scendono invece in modo evidente.
Conviene vendere gli Almanacchi Topolino a numeri singoli o in annate complete?
Di solito l’annata completa è la soluzione migliore, soprattutto per la serie classica. I numeri sciolti si vendono con più fatica, a meno che non si tratti di albi particolari, speciali o con allegati ricercati.
Le figurine e i gadget fanno aumentare l’interesse collezionistico?
Sì, in molti casi sì. Figurine, bollini e gadget originali rendono l’albo più completo e più desiderabile, specialmente quando si tratta di inserti che nel tempo sono andati spesso perduti. Gli Almanacchi con allegati ancora presenti attirano di più rispetto alle copie normali.
Qual è la differenza tra l’Almanacco Topolino classico e le serie Mega?
La serie classica resta quella più seguita dai collezionisti, soprattutto per le prime annate Mondadori. Mega Almanacco, Mega 2000, Mega 3000 e Mega proseguono la storia della testata, ma in genere si collocano su un livello collezionistico diverso rispetto agli albi più antichi.
Gli Almanacchi Topolino anteguerra fanno parte della serie ufficiale?
Sono collegati alla storia della testata, ma di solito vengono considerati come antecedenti o pubblicazioni speciali più che come parte della serie ufficiale iniziata nel 1956/57. Proprio per questo hanno un fascino particolare nel collezionismo Disney.
Come si valuta lo stato di conservazione di un Almanacco Topolino?
Bisogna controllare copertina, costa, angoli, freschezza della carta, eventuali scritte, restauri, strappi e presenza di figurine o inserti. Anche piccoli difetti, quando si sommano, rendono l’albo meno interessante per chi cerca copie ben tenute.
Gli Almanacchi degli anni Ottanta valgono meno di quelli degli anni Cinquanta e Sessanta?
In linea generale sì. Le annate più antiche restano le più ricercate, mentre quelle tarde si trovano con maggiore facilità. Restano comunque interessanti quando la raccolta è completa, omogenea e ben conservata.