Benito Jacovitti è un autore originale e dallo stile inconfondibile, che ha avuto il merito di rimanere sulla cresta dell’onda per gran parte del secolo scorso. Ancora oggi è apprezzato dai giovani che si avvicinano al mondo del fumetto e che da subito si innamorano dei suoi disegni unici e particolari. Il suo tratto ha segnato un’epoca, i suoi salami muniti di arti li ritroviamo fra le pagine di libri e riviste ma anche nei giochi da tavolo e in tante pubblicità del 900. In questo articolo proveremo a ripercorrere la sua vasta opera e cercheremo di capire anche quale sia la valutazione dei suoi lavori, oggi, nel mondo del collezionismo. Chiunque avesse opere del maestro può contattarci tramite mail infograffitiblog@gmail.com o su Whatsapp 3518675462 per proporli per una vendita o avere una stima.

biografia dell’autore benito jacovitti

Nato a Termoli, il 9 marzo del 1923 era albanese da parte di madre. Il padre invece era abruzzese e faceva l’operatore cinematografico. Il piccolo Benito fin da subito mostrò un talento precoce e un interesse per il fumetto. Già adolescente iniziò a collaborare sulla rivista satirica fiorentina “Il brivido” e sulla piemontese “Piccina” (editrice “la Taurina”).
Studiava ancora all’istituto d’arte di Firenze, ma la sua verve di umorista geniale non rimase a lungo soggiogata dagli schemi accademici.
jacovitti vittorioso
Del 1940 è il fumetto “Pippo e gli inglesi”, che lo fece notare e gli consentì di iniziare la sua proficua collaborazione con il settimanale il Vittorioso della cattolicissima AVE, una testata illustre e dove sarebbe cresciuto artisticamente. Gli anni al Vittorioso furono molto fertili da un punto di vista creativo. In quel periodo nacque anche il mitico diario Vitt, destinato a fare compagnia agli studenti fino agli anni 80.
Nascono alcuni fra i più importanti personaggi che l’hanno reso celebre: la signora Carlomagno, Mandrago il mago e l’onorevole Tarzan. Ma gli impegni di “Jac lisca di pesce” non si esauriscono qui. Nel 1957 inizia a collaborare con “il Giorno dei ragazzi” e in questo periodo facciamo la conoscenza di Cocco Bill e Gionni Galassia. Pubblica anche per il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei ragazzi altre storie con nuovi incredibili personaggi come Zorry Kid, Jack Mandolino e Tarallino.
Jac collaborò anche con il Travaso delle idee, insieme a Federcio Fellini. Tuttavia, per reticenze da parte dell’AVE, questa unione non portò alla pubblicazione della storia “due compagni”, pensata dai due artisti.
La sua fama è anche legata al Carosello. Fra i marchi da lui pubblicizzati ricordiamo Eldorado (Cocco Bill), Lanerossi (Pecor Bill)e Italiana Olii e Risi Teodora (Zorry Kid).
Nonostante i molteplici impegni, con i caroselli, con il Corriere dei piccoli, in seguito anche con il Giornalino e con altre riviste per le quali collaborerà saltuariamente, non perderà mai la verve creativa e la passione.
Muore a Roma il 3 dicembre 1997.
benito jacovitti

Cocco bill: il fumetto di benito jacovitti

In compagnia del buffo cavallo parlante Trottalemme e della maestrina pasticciona Osusanna Ailoviù perennemente innamorata del nostro eroe, il fumetto offre una visione alternativa e caricaturale di ciò che era il selvaggio west. Rispetto a tutti gli altri eroi dei fumetti western, Cocco Bill è molto più pazzerello e divertente, considerate che non beve alcolici ma camomilla e non fa lo sceriffo di professione, soltanto per vocazione. Anche i nemici sono particolari (alcuni parlano in dialetto napoletano) e i paesaggi vengono “sporcati” dagli interventi folli e geniali dell’autore che piazza salami, zucchine, lische di pesce qua e la’. La prima apparizione avviene sul numero 1 de “Il giorno dei ragazzi”, un periodico che stava al giornale “Il giorno” come il corriere dei piccoli stava al corriere della sera. Successivamente, negli anni, alla luce del grande successo avuto, si sposterà proprio su il corriere dei piccoli e poi anche su il giornalino. Vennero inoltre realizzati dei gadget, oggi ancora ricercatissimi fra gli appassionati collezionisti di Caroselli. Recentemente, dopo la morte di Jac, è stata realizzata anche una serie a cartoni animata. La Hachette ha inoltre pubblicato un’antologia immancabile per chiunque voglia leggere le esilaranti avventure del Cowboy, dal titolo Cocco Bill e il meglio di Jacovitti. In 80 volumi, include anche fumetti con altri personaggi: è la raccolta che, pur con i suoi limiti e difetti, consigliamo al lettore che vuole conoscere tutte le opere del maestro.

Jacovitti: le altre opere a fumetti

Pinocchio

La favola di Collodi la conosciamo tutti e sarebbe superfluo parlarne. Jac l’ha però reinterpretata a suo modo e il suo Pinocchio è ormai iconico, non inferiore per fama a quelli di Mussino (tanto per fare un paragone con un altro illustratore). Pinocchio fu un soggetto a lui caro, pubblicato in prima edizione nel 1943 (edizioni la scuola) e successivamente sui numeri del Vittorioso. Una fra le edizioni più interessanti per i collezionisti è quella inserita nella serie “Giraffone” degli albi del Vittorioso, dove il maestro ha pubblicato molte sue opere. Celebre è l’edizione AVE, ma ancor di più lo è quella del 1977 dei fratelli Spada, in copertina rigida, con Pinocchio aggrappato alla lettera “P”.

Pippo, Pertica e Palla

Fra i primissimi personaggi pubblicati, i 3P sono tre amici in cerca di (o in fuga da) interessanti avventure. Si tratta di un trio di birbanti: Il protagonista è Pippo, Pertica è uno spilungone strampalato e Palla un un omino pavido e rotondetto. Le storie principali sono state pubblicate sul Vittorioso a partire dagli anni 40, ma anche sugli Albi avventura della Anaf, nella serie lisca di pesce curata da Jac. Pippo è il “monello” che monopolizza l’intera serie, nelle prime avventure apparse sul Vittorioso compare solo lui nel titolo delle storie: Pippo e gli inglesi, Pippo e il mistero dei lupino, Forza Pippo etc etc. Il Vittorioso dedica a lui una collana speciale, dal titolo “Albi di Pippo”.

Cip l’arcipoliziotto

Un poliziotto impeccabile nel corpo di un anonimo signorotto di mezza età, bassino e senza capelli. Questo è Cip l’arcipoliziotto, apparso per la prima volta nel numero 22 del Vittorioso del 1945. Insieme a lui troviamo il goffo assistente Gallina e un bassotto di nome Kilometro. Il villain della serie è Zagar, dal look che richiama vagamente Fantomas o Diabolik.

Tom Ficcanaso

Un giornalista che fa di necessità virtù e si trasforma in poliziotto senza ovviamente esserlo. Qui Jacovitti si cimenta nel genere giallo e poliziesco, senza disperdere il suo ingrediente segreto: l’umorismo. Tom si ficca spesso nei guai ma con espedienti e tanta fortuna riesce a riportare a casa sempre le penne. Esordisce nel giorno dei ragazzi nel 1957.

Jak Mandolino

Un criminale da due soldi che si atteggia a pericolo pubblico. Coadiuvato da cop Korn, il piccolo diavolo tentatore che gli fa da spalla, “Jak Violoncello” (così era soprannominato) ha un aspetto minaccioso ma nei fatti è anche lui un combinaguai. I suoi colpi infatti hanno sempre un esito disastroso e rocambolesco. Esordisce nel 1953 nella serie Ave di Capitan Walter. Negli anni viene ristampato e compare sugli albi del Vittorioso e sul corriere dei ragazzi.

Zorry Kid

Il riferimento a Zorro non è un mistero. Anche l’ambientazione è molto simile, ma il Don Diego di questa serie si Chiama Kid Paloma, alle prese con il cattivissimo Don Pedro Magnapoco. Kid quando non veste i panni di Zorry fa il ballerino di Flamenco. Fra i comprimari della serie ritroviamo il cavallo Saratoga, uno zio sofferente di Gotta (Alvaron de la Gota appunto) e il maggiordomo Carmelito Battiston. La bella della situazione è Alonza Alonza detta Alonza, che è anche la figlia del cattivo.

Joe Balordo

Pensato per un pubblico più adulto, Joe è un detective strampalato e senza un soldo. L’ambientazione è un po’ caotica e malfamata, sulla scena si avvicendano prostitute, rapinatori e delinquenti di vario tipo. Le gag però non mancano e sono il sale della serie. Joe Balordo è uno degli ultimi personaggi ideati, la sua prima apparizione è datata ottobre 1981 e avviene sulle pagine di Linus.

Kamasultra

Un Jacovitti che non ti aspetti, per questa rivisitazione del celeberrimo Kamasutra. La pubblicazione di questa parodia causò un po’ di problemi a Jac, che dovette interrompere la sua collaborazione con la casa editrice AVE, la stessa che pubblicava il Vittorioso e che era di stampo cattolico. Il fatto che un disegnatore di fumetti per bambini, affrontasse temi così audaci non andò a genio agli editori di Ave. L’autore aveva in precedenza anche collaborato per il piccolo missionario e il Kamasultra ci svela quindi un Jacovitti capace di interpretare a modo suo qualsiasi genere fumettistico, non di meno quello erotico. I testi sono di Marcello Marchesi. La casa editrice è la milanese Maga publicitas, l’opera avrebbe dovuto essere pubblicata in fascicoli ma ne usciranno solamente 4. Le tavole, a partire dagli anni 70, furono pubblicate sul magazine Playmen.
Successivamente, nel 1983, per la casa editrice Artefact uscirà un altro Kama sutra a tiratura limitata a 300 esemplari e firmata. Per stampa alternativa esce Il Kamasutra spaziale, sicuramente il meno raro e più facilmente reperibile ancora oggi.

Opere minori

diario vitt
Abbiamo omesso molti personaggi da questo elenco non esaustivo e che non ha alcuna pretesa di esserlo. Citiamo Raimondo il vagabondo, Chicchirichì, Zim, Peppino il paladino, L’onorevole Tarzan, Fruttolino, Occhio di pollo. Per non parlare delle storie, apparse su riviste oggi dimenticate come Il piccolo missionario o sugli albi del Vittorioso: L’opera Omnia di Benito Jacovitti è vastissima. Per riuscire a citare – quindi senza descrivere in maniera particolareggiata – ogni suo lavoro un articolo risulta assolutamente inadeguato. La casa editrice hachette si è recentemente cimentata nell’impresa pubblicando l’enciclopedica Cocco Bill e il meglio di Jacovitti, in edizione cartonata, in 80 volumi. Sebbene sia l’opera che più di ogni altra offre una panoramica sulla sterminata produzione del maestro, gioco forza continua a sfuggire qualcosa. In particolare il materiale antecedente al 1957 (che precede il giorno dei ragazzi) è frammentario e i diritti appartengono ancora alle varie testate con cui Lisca di pesce collaborò. La Mondadori ha acquisito i diritti della casa editrice Ave.
Negli anni 90 è nato un magazine, pubblicato fino al 2001, interamente dedicato al maestro dal titolo Jacovitti Magazine.
Non dobbiamo dimenticare che l’arte di Jacovitti ha valicato la carta stampata e il fumetto: il diario Vitt è famosissimo, un must per gli studenti, soprattutto fra gli anni 50 e 70. Inoltre, la potenza dei suoi disegni è stata sfruttata nel settore pubblicitario: le tabelle dei gelati Eldorado negli anni 80 sono un fulgido esempio. Nel settore ludico la Clementoni ha prodotto due giochi con i disegni di Jac che rievocano le atmosfere di Cocco Bill: Assalto alla Jac Banca e la Febbre dell’oro.
Ma il maestro è stato presente nelle nostre vite anche per Natale e durante le feste, con le sue mitiche carte del mercante in fiera.

Valutazione, vendita e acquisto delle collezioni

Le opere dal valore economico più alto sono quelle fra gli anni 40 e gli anni 50. Le pubblicazioni maggiormente impreziosite dai suoi disegni appartengono alla casa editrice AVE: il Vittorioso, gli albi del vittorioso, almanaccovitt. Avevano però già all’epoca una discreta tiratura e non sono considerate molto rare. A fare la differenza sono quindi le condizioni della carta. Sul Giorno dei ragazzi sono presenti tante sue storie con protagonista anche Cocco bill, ma la serie più rara è l’album del giorno: purché i volumi rettangolari non siano rilegati. Purtroppo era usanza dell’epoca fare rilegare i fumetti e questo si traduce in una perdita di valore economico, come abbiamo trattato abbondantemente in questa pagina.
La quotazione dei diari vitt è ancora oggi molto buona, ma non devono essere scritti! Un diario scritto è molto comune.
Fate molta attenzione invece ai gadget del Carosello, ai manifesti pubblicitari e all’oggettistica. Come abbiamo scritto in questa pagina, Jacovitti ha messo la sua arte al servizio della pubblicità, ma questi prodotti sono molto di nicchia e oggi continuano a essere ricercati.
Anche i giochi da tavola, fra cui la Tombola, hanno una buona richiesta di mercato quando sono completi di tutti i componenti.
Inutile dire che tutte le tavole originali o le strisce che portano la sua firma hanno valutazioni a parte che dipendono da altri fattori: chi è il personaggio raffigurato? In che periodo è stata realizzata la tavola? C’è qualche elemento, come una firma o un’autentica che prova, fuori da ogni ragionevole, che è originale? Oltre ovviamente alla bellezza della tavola stessa.