Candy Candy è stato senz’altro uno dei fumetti e anime più amato dalle bambine cresciute negli anni 80, ancora oggi viene ricordata con affetto per la sua storia, a tratti commovente, strizzando sempre l’occhio alla malinconia con l’euforia e la positività della protagonista.
Sull’onda del grande amore verso questo personaggio, furono prodotti e commercializzati un’infinità di oggetti. I negozi, le edicole, le librerie, vennero invase da svariati materiali su Candy, visto il grande successo riscosso in televisione con la serie animata.
Le bambole ancora oggi rappresentano una vera chicca di questo personaggio, diventando nel corso degli anni delle vere rarità. In questo articolo descriveremo in particolare le bambole Candy Candy anni 80, vintage, prodotte dalla Polistil che oggi sono oggetto di collezionismo (anche usate). Chiunque le volesse vendere potrà inoltre contattarci per farcele vedere e proporcele (la mail è sempre quella nei contatti e il numero telefonico 3518675462).

Bambole Candy Candy Polistil, il primo periodo

Chiunque, negli anni 80, avrà posseduto o avuto modo di vedere una bambola di Candy, visto che ne circolavano realmente di ogni tipo.
Le prime e più conosciute, oltre ad essere oggi le più rare, sono quelle prodotte dalla Polistil, azienda produttrice di giocattoli con centro direzionale a Milano, specializzata inizialmente in modellini in plastica e metallo e successivamente in giocattoli, tra cui modelli di carri armati, bambole, action figure, robot e action figures correlate a programmi TV. Dopo trentatré anni di attività e una collaborazione con Tonka, Polistil nel 1993 si è ritirata dal commercio.
Di questo marchio in principio furono prodotte tre personalissime bambole di Candy:
– La prima con abito corto, come la si poteva vedere nei primi episodi dell’anime;
candy candy polistil abito corto
– La seconda, versione sposa, mai vista sia nell’anime che nel manga;
candy candy bambola sposa
– La terza, aveva abito lungo da ballo, rosa e viola.
candy candy polistil bambola abito viola
Le dimensioni di queste bambole, erano paragonabili a quelle di una classica Barbie. Ovviamente si scelse per la struttura del viso e lo stile una colorazione più fedele alle illustrazioni di Candy.
Le scatole delle prime Polistil erano identiche, quindi con lo stesso disegno e si differenziavano solo per la differente bambola al suo interno.
Venne realizzato un guardaroba, composto da: abiti, scarpe, accessori vari… sponsorizzato sul retro della scatola di ogni bambola.

Bambole Candy Polistil anni 80, seconda produzione

Dopo le prime tre versioni, ne furono messe sul mercato altre due:
– Candy crocerossina, con i capelli corti, coperti dalla cuffia da crocerossina;
– Candy al ballo, con abito lungo e scintillante da sera.
candy bambola crocerossina giocattolo
In questo caso, la grafica delle due scatole, cambiò e le due illustrazioni andavano a raffigurare proprio le due bambole al suo interno, con i loro abiti.
Capitava molto spesso, negli anni 80 e ancora oggi, come fondi di magazzino, soprattutto su Ebay o in fiere varie, di trovare queste bambole con le stesse scatole, ma con vestiti diversi da quelli descritti sopra. Questo assolutamente non voleva significare che non fossero ufficiali o originali, semplicemente, i negozianti dell’epoca spesso tendevano a sostituire gli abiti alle bambole, così da creare numerose versioni di Candy. Questa pratica, definita “cannibalizzazione” simpaticamente da qualche collezionista, veniva fatta per tanti giocattoli, in modo da offrire più scelta nei negozi e aumentare le vendite.

Accessori, vestiti e outfit delle bambole Candy anni 80

vestito candy candy
La Polistil, come già anticipato prima, oltre alle cinque bambole si dedicò anche al loro guardaroba, mettendo sul mercato ben 19 abiti, tutti diversi, più gli accessori necessari per completare gli outfit.
Oltre questi 19 abiti, furono realizzate alcune copie dello stesso modello, con colorazioni differenti, per consentire alle bambine del tempo di vestire la propria bambola Candy con i colori che più preferivano.

Bambola Candy Candy di stoffa e la Candy fiammiferino

candy candy bambola di stoffa polistil
Successivamente (insieme alla bambole modello Barbie), la Polistil realizzò e mise sul mercato tre versioni di stoffa che si distinguevano tra loro, oltre che per le fantasie e stoffe diverse dei loro abiti, anche per la grandezza. La piccola alta 28 cm, la media 38 cm e infine la grande 50cm.
candy di stoffa
Insieme alle tre Candy in versione bambole di stoffa, nello stesso periodo, venne realizzata una linea di Candy mignon, stile fiammiferini.
La confezione in cartone, si apriva a cassetto, proprio come una scatola di fiammiferi e dentro c’era la bambolina, più un foglietto ripiegato a fisarmonica con illustrazioni e poesie. Ne furono realizzate sette mini versioni, con abitini di colore diverso.
candy mignon fiammiferino

“Imitazioni” e cloni delle bambole Candy anni 80 prodotte da altri marchi di giocattoli

Curiosità: negli anni 80, in Italia, visto la notevole attenzione rivolta al fenomeno, oltre alle bambole ufficiali spuntarono sul mercato italiano numerosi cloni che le somigliavano (non originali) e nascevano esclusivamente per facilitare la vendita di altre bambole, sfruttandone la notorietà del personaggio principale. Alcune di queste bambole oggi sono anche ricercate fra i collezionisti, sono abbastanza rare e hanno comunque un certo fascino (pur non essendo esattamente originali).
I nomi di queste bambole furono un vero inno alla fantasia, ed alcune nemmeno tanto somiglianti.
– Botti Botti, strutturata come la classica bambola di stoffa, ma di viso, per nulla somigliante a Candy;
– Betty Betty, prodotta dalla Furga, la bambola si acquistava in una scatola simile a quella della Polistil. Ovviamente non avendone i diritti di produzione non potevano usare le illustrazioni ufficiali, ed il risultato dell’intero prodotto si rivelò particolarmente scadente;
bambola betty betty
– Fru Fru, sempre della Furga, mini bambolina nata per emulare (con scarsi risultati) la Candy fiammiferina della Polistil;
– Cindy Cindy, prodotta da B minuto e C Srl, si rivelò essere uno dei cloni più riusciti. Corpo e viso molto simile a quello della Polistil, la stessa cosa per il box. Ne furono realizzate varie versioni, ed alcune davvero identiche a quelle del marchio originale.
– Silvy, prodotta dalla stessa casa di Cindy Cindy, rappresentava una Candy uguale a quella originale ma con i capelli castani.
bambola silvy
– Dolce Candy, bambola prodotta negli anni 90 dalla ditta Silvana, venne messa in vendita dopo la messa in onda della storica serie animata, sulle reti Mediaset, con il titolo di Dolce Candy.
Naturalmente, il successo di Candy Candy, non si fermò solo in Italia, altri paesi come la Francia, si mostrarono interessati a lei, producendo delle bambole a sua immagine, con vari abiti simili a quelle Polistil ma molto più alte.
Infine, non poteva essere da meno il Giappone, che ancora oggi detiene il record di maggiori produzioni legate al mondo di Candy. Le bambole prodotte lì erano praticamente identiche a quelle Polistil, solo che la qualità di queste prodotte in Giappone superava di gran lunga quelle realizzate in Italia. Oltre Candy, furono prodotti altri personaggi: Terence, il principe della Collina e la migliore amica (Annie).

Quale è la valutazione delle bambole Candy vintage oggi? Dove comprarle o venderle?

Le bambole di Candy vintage, soprattutto quelle ufficiali, oggi si possono ancora reperire. Si trovano spesso in vendita su gruppi di collezionismo monotematico o siti come Ebay. Il loro costo oscilla molto in base alle condizioni, senza box possono partire da 40,00 euro, mentre i fondi di magazzino ancora in box, sigillati, raggiungono cifre più elevate. Noi invitiamo sempre a fare una ricerca ampia dello stesso articolo e confrontare i prezzi, perché molti venditori sparano alto e lo stesso prodotto potete comprarlo spendendo cifre inferiori, con un po’ di pazienza. Trattandosi di oggetti molto richiesti, se invece siete voi a dover vendere, avrete sicuramente tanti potenziali acquirenti interessati.