metal hurlant rivista a fumetti

Metal Hurlant e Totem: autori e storia editoriale delle due riviste di fantascienza

8 Giugno 2023

Metal Hurlant e Les Humanoïdes Associés: dalle origini in Francia alla rivista Heavy Metal negli Stati Uniti

Era la fine del 1974 quando in Francia, grazie alla visionaria follia dei disegnatori Moebius e Philippe Druillet, del giornalista Jean-Pierre Dionnet e di Bernard Farkas nacque la casa editrice Les Humanoïdes Associés. Fu l’inizio di una rivoluzione nel mondo del fumetto e della fantascienza, con la rivista Metal Hurlant (uscita trimestrale, primo numero a gennaio 1975, poi a cadenza bimestrale dal numero 7 e infine mensile dal 9) che da subito si impose all’attenzione prima dell’Europa e poi degli Stati Uniti dove uscì con il nome Heavy Metal (primo numero nell’aprile 1977). Oltre ad ospitare le storie dei due fondatori, Metal Hurlant ha pubblicato uscita dopo uscita i lavori di un numero impressionante di maestri del fumetto. Insieme alle prime pietre miliari di Moebius (Arzach e The Long Tomorrow su tutti) ecco trovare spazio e farsi luce Bilal, Caza, Margerin, Voss, Corben, Jodorowsky. Metal Hurlant ha dato visibilità anche a interpreti italiani, con brevi racconti di Milo Manara che oltralpe è considerato come uno dei più grandi maestri del fumetto, e con le forme di Druuna magicamente illustrate da Paolo Eleuteri Serpieri. Le pubblicazioni di Metal Hurlant durarono per oltre un decennio, fermandosi nel 1987 dopo 146 numeri mentre la versione Usa continua tuttora le pubblicazioni, ma avendo preso da subito una sua linea editoriale diversa alla rivista madre possiamo facilmente considerarla come un soggetto a sé stante.

Metal Hurlant in Italia: Edizioni Nuova Frontiera

metal hurlant 1 edizione nuova frontiera
In Italia le Edizioni Nuova Frontiera, che già editavano la rivista di fumetti Totem, provarono nel 1981 a importare il prodotto cercando di essere più fedeli possibile all’edizione francese più di quanto lo fosse Totem. I contenuti erano gli stessi, storie fantastiche e di fantascienza, mondi immaginari, avventure surreali, una spruzzata di sesso che non fa mai male e anche recensioni di libri, cinema, musica e sporadiche interviste. Fu un esperimento che purtroppo ebbe breve vita, pur essendo nelle intenzioni di partenza un mensile, le uscite avvenivano con irregolarità disarmante e dal marzo 1981 al maggio 1983 arrivano in edicola disordinatamente gli unici dodici numeri della versione italiana, a un costo di 2.500 lire i primi dieci e 3.000 lire gli ultimi due. Il contenuto, a rivederlo oggi, era però di assoluto livello. Già nel primo numero con la copertina di Moebius, venivano pubblicate sia l’incredibile e divertente storia “Fone” di Milo Manara, che “Gli occhi del gatto” di Moebius con sceneggiatura di Jodorowsky che anni dopo diventerà un volume a sé stante. Insieme a questi due maestri, comparivano i vari Voss, Margerin, Druillet e tanti altri, oltre ad alcuni contributi redazionali, come un saggio di ben quattro pagine scritto da Luca Raffaelli proprio sulla figura di Moebius che all’epoca si stava imponendo come astro nascente del fumetto internazionale. Le caratteristiche della rivista, stampata in formato A4 erano di 48 pagine in bianco e nero e 64 a colori, più il quartino di copertina. Le pagine in bianco e nero erano su carta usomano, mentre quelle a colori, dove la qualità di stampa lasciava però parecchio a desiderare, erano su carta patinata. Rilegatura brossurata a filo refe, con copertina incollata.

La rivista Totem

La rivista sorella maggiore, Totem per l’appunto, ebbe una vita migliore e più duratura. Il primo numero uscì nel febbraio 1980 ed era composto da brevi storie conclusive firmate dai soliti Bilal, Druillet, Caza, ma soprattutto su questo primo Totem faceva il suo esordio Milo Manara con le prime quindici pagine del capolavoro “H.P. e Giuseppe Bergman” una pietra miliare del fumetto nostrano. Anche in questo caso parte della rivista era in bianco e nero su carta usomano, mentre un trentaduesimo era stampato a colori su carta patinata. Col tempo la rivista si arricchì di contenuti editoriali importanti come Totemania, sei pagine dedicate alle lettere, vignette e brevissime storie dei lettori. La rivista uscì per ben 39 numeri, cessando le pubblicazioni a ottobre del 1984. 
totem rivista
Dopo la chiusura per ben tre volte si cercò di far risorgere la rivista dalle sue ceneri con testate che richiamavano marcatamente l’originale: Totem nuova serie, Totem Magazine e Totem Comic, quest’ultima con una caratterizzazione molto più spinta verso l’erotismo rispetto alle altre riviste appena nominate. Tutte esperienze velleitarie che ebbero brevissima vita.

Speciali Metal Hurlant, allegati e Metal Extra

Accanto alle riviste principali, sono state numerose le uscite speciali e le appendici che le Edizioni Nuova Frontiera hanno editato e che meritano di essere citate. La collana Metal Hurlant era composta di tre numeri di assoluto valore:
“L’Incal Nero” e “L’Incal luce” di Moebius anche queste con la sceneggiatura di Jodorowsky
jodorowski il ballo dell'incal
– “Il borgata delle stelle” di Jano-Tramber.
Quattro sono state invece le uscite racchiuse nei Metal Extra:
speciale Hollywood.
speciale Rock.
speciale Lovecraft.
speciale Fine del mondo.
Questi quattro Metal Extra furono pensati come dei numeri monografici a tema, illustrati da vari autori.
La collana Metal/Metal Totem Comics si componeva da sedici uscite spalmate tra il 1981 e il 1983. Tra queste meritano una segnalazione “Mississippi River di Moebius (numero 1 del 1981), “Fort Weeling” di Hugo Pratt (numero 6 del 1982), “I Leviatani” di Gillon (numero 10 del 1982) e “La grande traversata” di Jeronaton (numero 14 del 1983).
Per chiudere il discorso delle pubblicazioni delle Edizioni Nuova Frontiera, che probabilmente interessa più ai collezionisti, segnaliamo le due raccolte “Antologia Metal Hurlant” che comprende i primi quattro numero della rivista e “Antologia Metal Extra” con gli speciali Hollywood e Rock raccolti in un’unica uscita.

La nuova Metal Hurlant

Sempre a titolo informativo, segnaliamo che la rivista francese riprese brevemente le pubblicazioni nel biennio 2002-2004 con 14 numeri all’attivo tradotti anche in inglese, spagnolo e portoghese, mentre oggi Metal Hurlant è rinato come trimestrale di circa 300 pagine in vendita a 20 euro a numero (prima uscita fine 2021), con molto materiale redazionale e un po’ di fumetto. Poco a che vedere con la rivista del 1975, se non la ripresa grafica della testata.

Metal Hurlant: qual è la sua valutazione oggi nel settore del collezionismo?

per quel che concerne il valore di mercato, sia MH che Totem, in edizione italiana, hanno quotazioni abbastanza abbordabili. Se consideriamo l’importanza culturale della rivista questa è sicuramente un’ottima cosa, per tutti coloro che desiderano conoscere meglio il fumetto d’autore. L’edizione francese è invece più cara e difficile da trovare, soprattutto completa.

Articoli correlati

Tra i personaggi che popolano il mondo dell’immaginario, i puffi hanno conquistato un posto d’onore ormai da diverse generazioni. “Gli strani ometti blu”,  portatori del loro messaggio di amicizia e amore per la natura, non...
Jeff Arnold è un fumetto di genere western ideato dall’inglese Frank Humphris nel 1950 e pubblicato in Italia su Il giorno dei ragazzi (1957-1964) e sull’omonima testa dalla casa editrice Dardo (1963). In quegli anni...
Nel panorama dei fumetti italiani del dopoguerra, poche opere possono vantare il prestigio e l’influenza di “Il Grande Blek”. Creato nel lontano 1954 dal collettivo EsseGesse (Capitan Miki, Comandante Mark, Kinowa), questo epico fumetto western...