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Diabolik 1968: trama, produzione e informazioni sul film

25 Giugno 2022

Tra le prime produzioni cinematografiche di un fumetto italiano troviamo Diabolik (Danger Diabolik) di Mario Bava. Si tratta di una pellicola che ha avuto molteplici vicissitudini, ma per merito del regista è divenuto un cult, così da risplendere per la sua originalità.

Diabolik 1968: Mario Bava

Mario Bava nasce a Sanremo, il 31/7/1914 e muore a Roma.
Figlio di uno scultore, fotografo e scenografo del cinema muto, decide di dedicarsi solo poco più che ventenne al lavoro di titolista per le versioni italiane di alcuni film americani.
Fu a partire dal 1937 che inizia la sua vera carriera nel cinema come direttore della fotografia per due cortometraggi di Rossellini.
La sua carriera è ricca di capolavori e circondata da attori famosi, ma una svolta particolare è il film su Diabolik. Grazie alla sua regia, Mario Bava, salva una pellicola che sembrava destinata a non vedere mai la luce. Fu bravissimo nella realizzazione delle scenografie, dipinte da lui stesso, rendendo il film unico e donando alla pellicola un tono irrealistico e vivace, consentendo al film di non risultare mai vecchio nonostante gli anni che passano.

Diabolik 1968: trama

Nella pellicola del 1968 troviamo il vivacissimo ladro Diabolik alle prese con il furto della famosa collana di smeraldi della moglie del ministro delle finanze britannico. Il suo intento è di donarla alla sua abile fidanzata nonché complice Eva Kant. Ma, a causa di imprevisti e varie circostanze, i due ladri si troveranno a scontrarsi con dei criminali pericolosi.

Diabolik 1968: produzione

Tutto ha avuto inizio nella lontana primavera del 1965, quando cominciarono i primi pensieri su di una trasposizione cinematografica dell’opera ideata dalle sorelle Giussani. Fu per merito del giovane produttore Antonio Cervi, che cominciò a cercare possibili finanziatori, la riuscita dell’inizio di un progetto tangibile.
Riuscì a convincere Agostino (Dino) De Laurentis e nell’ottobre del 1965 fu reso noto il nome dell’attore protagonista, il famoso attore francese Alain Delon. Purtroppo, come spesso capita, non tutti gli inizi hanno una buona riuscita e per colpa di alcuni problemi con il budget la collaborazione con Delon fu nulla e venne chiamato Jean Sorel, anch’egli francese.
Il personaggio femminile fu assegnato ad un’attrice italiana, stiamo parlando di Elsa Martinelli.
Dopo un primo periodo di fermo, grazie alle conoscenze e all’abilità di De Laurentis, furono coinvolte due grandi case di produzione: Paramount, americana, e la Marianne Productions, francese. Per merito di ciò il budget salì a 800 milioni di dollari, questi soldi arrivarono in Italia e, non si sa come, sparirono in un breve lasso di tempo.
I problemi continuavano, sembrava non si potesse arrivare ad una riuscita, perché la pellicola andava consegnata e, proprio a causa di tutto ciò, entrò in atto un produttore associato e organizzatore del progetto: Bruno Todini. Fu proprio lui a proporre per la regia Mario Bava, che accetta subito vedendo nel progetto una vera opportunità. Anch’egli, purtroppo, si rese presto conto che mancavano soldi e occorreva ingegnarsi per poter rendere il film degno di nota.
Rivisitò tutta la sceneggiatura, tolse note cupe e optò per una impostazione alla 007. Ciò rese il film più adatto al pubblico impedendo di incorrere in problemi legali rispetto al Diabolik cartaceo.
Cominciarono i lavori impegnativi per le scenografie, usarono effetti ottici, come ad esempio vetri dipinti dallo stesso Bava per rendere i fondali epici davanti alle telecamere. Per ultimo, cambiò di nuovo gli attori: Diabolik divenne John Philip Law, poi inserirono Michel Piccoli, nel ruolo di Ginko, e, infine, Adolfo Celi. Anche Eva Kant fu sostituita e il ruolo da Elsa Martinelli venne assegnato a Catherine Deneuve, per poi conferirlo definitivamente a Marisa Mell.
Dopo tutto il trambusto, le riprese ebbero inizio e, nella data del 15 dicembre 1968, la pellicola uscì in tutta Italia.

Diabolik 1968: colonna sonora e altre informazioni

La colonna sonora del film di Bava vede un 45 giri con varie versioni disponibili. La canzone principale è interpretata da Christy, con testi di Norha e musiche del nostro amato e famoso compositore Ennio Morricone. Le versioni disponibili sono tante e alcune si possono trovare con delle scritte in rosso, ed è la versione comune, altrimenti vi è quella in giallo, che era stata pensata per Jubox e Radio, infine, in altre versioni c’è la copertina con apertura a lato.
Altre particolarità da sapere sul film riguardano la critica dopo l’uscita della pellicola, inizialmente non fu troppo benevola. Tullio Kezich, ha definito questo Diabolik come:
“Uno dei film più stupidi degli anni sessanta”.
Solo con il passare del tempo è divenuto un cult e il merito è di Mario Bava. Ha saputo dirigere il film con maestria senza mai annoiare, senza farlo essere troppo serio o fin troppo reale, potendo far immergere lo spettatore nelle particolari vicende dei due ladri.
Se la trama è stata debole, Bava ha posto rimedio, principalmente nella costruzione delle immagini, nei colori vividi, nelle luci e nella scenografia.

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