Batman fumetto in Italia

Batman, il fumetto in Italia: Mondadori, Cenisio e Williams

21 Aprile 2023

Batman fumetto: gli esordi in Italia nel primo dopoguerra

L’uomo pipistrello nasce negli Stati Uniti nel 1939, da un’idea di Bob Kane e Bill Finger. La sua prima apparizione avviene sul celeberrimo (e oggi super costoso) action comics 27. Il primo numero, della prima testata americana che porta il suo nome, è invece datato 1940. In questo articolo però non parlerò del personaggio rappresentato sui comics americani, in quanto verrebbe fuori un testo oltremodo dispersivo, e mi limiterò a ripercorrere la sua storia italiana. Storia che inizia con due nomi che non sono neanche quelli sui: Ala d’acciaio e Fantasma.
urrà giornale Batman
Se alla editoriale Corno va riconosciuto il merito di aver importato i supereroi Marvel in Italia, il primato di aver introdotto l’universo DC nel bel paese è dell’editore Cino Del Duca. Sulle pagine delle sue edizioni Mondiali o Editions Mondiales, fra il 1945 e il 1949, fanno la loro comparsa gli eroi DC, fra cui il nostro Ala d’acciaio. L’esordio è nella versione francese del giornale Urrah e in seguito sulla “Collection Fantome”, editions Mondiales, sempre francese. In Italia la prima serie “collezione uomo mascherato” (edizioni Mondiali) è quindi successiva alla francese. Pare fosse composta da 31 numeri a ricorrenza settimanale e non si fregiava neanche di un titolo nella testata (il nome italiano traduce semplicemente quello francese, ma viene utilizzato giusto per poterla catalogare in qualche modo). Le copertine non erano originali ma riprese dalle edizioni USA e francesi; gli albi erano di piccole dimensioni, anticipatorie di quasi un decennio degli albi del falco. Nel 1947 seguì a ruota la pubblicazione della Urra’ settimanale 1/28. Qui Bat-man diventa “Il Fantasma”. Robin è “L’aquilotto”. Superman “L’uomo d’acciaio”. Ma ci sono anche le storie di Tarzan e di Spirit di Will Eisner. Anche questa collana ebbe vita breve, non arrivando a compiere nemmeno un anno e si concluse lasciando in sospeso la storia a puntate, senza alcuna spiegazione (cosa che mettendomi nei panni di un bambino di quel periodo deve essere stata atroce).
urrà giornale a fumetti

Batman negli anni 50 e 60, gli albi del falco

Un miliardario come Bruce Wayne non poteva rimanere confinato all’interno di albi e serie che duravano da Natale a Santo Stefano, con nomi che erano un insulto al suo carisma da duro. Il personaggio viene rilanciato in sordina da Mondadori, che nel 1955 lo ricicla per farlo apparire come comprimario all’interno del numero 33 degli albi del falco, serie italiana su Nembo Kid (in quel periodo Superman si chiamava così). All’inizio non gli va troppo bene: in queste prime storie fa da contorno al protagonista, il suo costume da supereroe non ha i toni cupi, grigi e neri che siamo abituati a vedergli addosso, ma un rosso – violetto smunto. Inoltre si chiama Pipistrello. Senza uomo, pipistrello e basta. l’Aquilotto però viene promosso in Robin. In Italia appare come Batman soltanto nel 1958, nel numero 105 sempre della serie degli albi del falco. Nel 1965, a partire dal numero 62 della collana “Superalbo Nembo-Kid” il pipistrello fa il suo esordio sulla testata, che cambia il nome in “Superalbo Batman Nembo Kid”.

Il Batman Mondadori 1/82

Nel 1966, sulla scia del successo del superalbo Nembo Kid, Batman raggiunge un importantissimo traguardo qui in Italia: la prima testata a lui dedicata. Il titolo porta il suo nome, i numeri sono 82, vanno dal dicembre 1966 fino al marzo del 1970. Contiene le storie DC pubblicate negli Stati Uniti e sporadicamente qualche storia italiana. La periodicità è quattordicinale per quasi l’intero arco della produzione, ad eccezione dei primi sei numeri mensili. Il formato è il classico albo supereroi 18×25 circa, spillato in costa. A spezzare il ritmo incalzante delle storie troviamo le rubriche, la posta dei lettori e le pagine con i giochi e le barzellette. Erano inoltre presenti numerosi gadget, allegati o inserti:
– Nel numero 2 troviamo il Bat Calendario da ritagliare.
– il numero 22 ha la Bat cartolina di auguri(uscita in contemporanea anche sul numero di Superman). In allegato a questo numero esce inoltre il Superalbo Superman Batman.
– Nei numeri 37, 38 e 40 erano presenti i poster rispettivamente della missione Apollo (siamo agli albori dell’esplorazione spaziale) e il manifesto di Antoine.
– 45 Bat-poster.
– 46,47, 49 inserti Mazzola e Anastasi da ritagliare.
– Il 48 ha il gadget (blisterato) più desiderato della serie: il portachiavi. Oggi è sicuramente fra i più rari in circolazione.
– A partire dal numero 50 e fino al 58 troviamo l’immagine delle squadre di calcio di serie A da ritagliare. Ogni numero pubblicizzava una squadra. Roma, Juventus, Milan, Sampdoria etc.
Alcuni collezionisti considerano la serie completa soltanto se sono presenti anche le “variant” total club. 50, 57, 60 e 68. Inoltre, nello stesso periodo, venne distribuito il poster total club a chi faceva il pieno di benzina al distributore. Questo gadget è abbastanza raro dunque (Ai giorni nostri sarebbe inesistente).
La serie ebbe breve durata: a un certo punto l’editore decise di ripubblicare le avventure americane degli anni 50. Questa decisione non piacque molto ai lettori, che lentamente manifestarono il proprio disappunto abbandonando la barca. Gli ultimi numeri furono i meno venduti e per questo oggi anche i più rari.

Gli anni 70: Batman Williams

La casa editrice Williams, sorta alla fine degli anni 60, raccolse l’eredità della Mondadori e nel 1971 proseguì la pubblicazione del supereroe in Italia. La stessa casa editrice pubblicò altri eroi DC, su tutti Flash e Superman. Del pipistrello uscirono in totale 32 albi, spillati, suddivisi in due serie. La prima comprende 11 albi, usciti fra agosto 1971 e maggio del 72.
Batman williams
La seconda “nuova serie” consta di 21 albi, il numero 1 uscito nel giugno 1972, il 21 nel gennaio 1974.
Nel complesso è una serie che oggi riusciamo a completare senza stress eccessivi. Anche questa è accompagnata però dai suoi gadget ed allegati:
– il numero 1 e il numero 2 della nuova serie hanno il manifesto.
– Il numero 5 della nuova serie ha le decalcomanie da fissare sulle magliette.

Gli anni 80, Il Batman Cenisio

La casa editrice Cenisio era specializzata nella pubblicazione di storie americane dei Looney Toones ma soprattutto di Tarzan, personaggio che da diversi anni era finito nel dimenticatoio in Italia. Intorno alla metà degli anni 70 acquisì i diritti per la pubblicazione degli eroi DC e quindi di Bat-man. Il numero 1 esce nel gennaio del 1976. La serie comprende 71 albi, l’ultimo uscito nel 1981. Il formato era ad albo spillato, non dissimile dal precedente Williams. Dal numero 59 le dimensioni si riducono fino alla termine della serie. Insieme alle avventure dell’uomo pipistrello, pubblica (mutando il titolo in Batman & co.) anche Superman, Lanterna Verde, Wonder Woman e supereroi DC in generale.
Gadget e adesivi:
– 1 e 40 avevano gli adesivi.
– 41 e 51 il poster.
– il numero 65 era in blister e conteneva all’interno, come omaggio, un altro albo arretrato della stessa raccolta (a caso, questa cosa quando l’ho saputa mi ha fatto sorridere, se ci pensiamo è come regalare un paio di pantaloni a qualcuno che non conosci e di cui non sai nemmeno il sesso).
Gli anni 80 videro un progressivo abbandono da parte dei giovani per i supereroi. Anche la editoriale Corno, che in Italia aveva fatto furore pubblicando i supereroi Marvel, preso atto dell’inevitabile declino si arrese nel 1984. I supereroi DC continuarono a comparire all’interno di mensili contenitore come “Corto Maltese”, insieme a tanti altri personaggi “non super”. Bisognerà attendere gli anni 90 per il loro ritorno in pompa magna.

Gli anni 90, Batman Glenat e Play Press

Nel 1989 Tim Burton dirige il suo primo Batman al cinema, con Michael Keaton nel ruolo del protagonista. Già nel 1992 esce Batman il ritorno. Entrambi i film avevano un cast stratosferico (Danny De Vito, Cristopher Walken, Jack Nicholson, Kim Basinger, Michelle Pfeffer)e riscossero un successo di pubblico strepitoso in tutto il mondo, Italia compresa. Uscì anche un popolare cartone animato “Batman the animated serie”, che ispirò una linea di giocattoli Kenner oggi molto collezionata. La figura di Bruce Wayne, accompagnata da tutti i cattivoni come Joker, il pinguino o Cat-woman, riacquistò popolarità. Una rinascita che in generale riguardò tutti i comics americani.
Nel 1992 Glenat / Rizzoli, grazie ad Andrea Voglino e Fulvia Serra (a cui va anche dato il merito di essere stata la prima a pubblicare in Italia quel capolavoro del Cavaliere Oscuro di Miller) ripubblica a distanza di 11 anni dall’ultimo numero Cenisio, un fumetto interamente dedicato a Batman. Il formato era più grande dei vecchi albi Cenisio / Williams. La testata pubblicò in tutto 52 numeri, fino al passaggio alla edizioni Play Press. Questa casa editrice mantenne i diritti italiani per la pubblicazione dei supereroi DC fino al 2006.

Batman fumetto, valutazione delle collezioni

In questa scheda ci sono diverse lacune, tanti numeri unici, tante parodie che sono state omesse, perché non posso considerarle delle vere e proprie collezioni. Non mi sono soffermato neppure sul Batman Planeta e in generale quello post 2000, dal momento che raramente recensisco fumetti successivi al 2000. Però, per quel che concerne il materiale antico o vintage dovremmo aver elencato più o meno tutto. La domanda a questo punto è:”quanto valgono queste collezioni”?
In generale poco e in generale tutte hanno un trend di mercato nettamente in discesa. Una grande notizia per chi vuole cominciare a collezionare una di queste serie, un peccato per chi invece le vuole vendere, poiché è capitato nel periodo sbagliato.
Una Batman Mondadori completa, in buone condizioni, oggi è acquistabile a circa 300 euro (fino a qualche anno fa bisognava spendere almeno 1000 euro per entrarne in possesso). Gli ultimi numeri, i gadget e le variant total club sono gli elementi chiave della serie. Le serie Williams e Cenisio sono ancor più di nicchia, fatta eccezione tanto per cambiare per gli ultimi numeri o quelli con adesivi e gadget. Ad avere invece un discreto collezionistico sono le primissime uscite degli anni quaranta, ovviamente non in versione anastatica.
Il discorso cambia se invece volete approcciarvi al collezionismo di tavole originali: trattandosi di mercato americano, il riferimento è Heritage. Tavole e strips di supereroi oggi sono molto quotate, in base all’autore e al periodo. La cover originale di Frank Miller di the Dark Knight returns è andata a 2 milioni e mezzo di dollari, tanto per fare un esempio. Più “accessibili” quelle di Neal Adams che si aggirano sui 300mila dollari circa.
Chiunque volesse contattarmi per propormi in vendita i suoi fumetti di Batman può farlo (le cover originali dei fumettisti americani magari no) tramite i miei canali: mail, whatsapp, telefono.

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