Il Numero Uno di Alan Ford: chi è davvero il “vecchietto” più potente del fumetto italiano?

16 Aprile 2026

Le Origini del Numero Uno: un mistero lungo millenni

Il Numero Uno fa il suo esordio ufficiale nel n. 11 della serie, intitolato proprio “Il Numero Uno”. Inizialmente, Magnus e Bunker ce lo presentano come un vecchietto quasi rimbambito, un espediente narrativo che serve a nascondere quella che si rivelerà essere la mente più acuta, cinica e opportunista di tutto il fumetto italiano.

Uno degli aspetti più affascinanti del personaggio è la sua età imprecisata. Sua Eccellenza millanta infatti conoscenze dirette con figure storiche vissute migliaia di anni fa: dai consigli strategici dati a Giulio Cesare alle chiacchierate con Omero. Sebbene questi “racconti di vita vissuta” sembrino improbabili e figli di una mente mitomane, il carisma del personaggio lascia sempre il dubbio nel lettore. A rendere tutto ancora più grottesco interviene il n. 100 (Le colline nere del Sud Dakota), dove fa la sua comparsa nientemeno che il Nonno del Numero Uno, elevando il concetto di vecchiaia a livelli paradossali.

il numero 1

Poteri e Caratteristiche: il segreto del libriccino nero

Nonostante sia un vecchio paralitico inchiodato su una sedia a rotelle, il Numero Uno non ha bisogno di forza fisica per dominare il mondo. La sua vera arma è la conoscenza totale. È un fatto acclarato che lui conosca “vita, morte e miracoli” di qualsiasi essere umano sul pianeta, potenti della Terra inclusi.

Tutte queste informazioni compromettenti sono meticolosamente annotate in un libriccino di minuscole dimensioni, un oggetto iconico che rappresenta il vero archivio del potere e del ricatto. Grazie a questo strumento e alla sua intelligenza superiore, riesce a gestire il Gruppo TNT con un pessimo carattere e un cinismo senza pari, pronto ad approfittare di ogni situazione a scapito dei suoi stessi agenti, che sfrutta ignobilmente senza mai mostrare un briciolo di gratitudine.

numero uno alan ford

La saga della morte del Numero Uno: tra finzione e complotto

Uno dei momenti più drammatici e seguiti dai lettori della serie Corno è senza dubbio la saga legata alla presunta dipartita di Sua Eccellenza. Tutto ha inizio nel n. 184, dal titolo inequivocabile: Il Numero Uno è morto! (ottobre 1984). In questo albo, l’anziano capo del Gruppo TNT viene apparentemente eliminato da un misterioso killer senza nome.

Questa lunga e avvincente trama si protrae per oltre un anno, fino al n. 200, intitolato Hic Hic Hurrà (febbraio 1986). Durante questi sedici numeri, i membri del gruppo tentano disperatamente di scoprire l’identità dell’assassino e di svelare i segreti che circondano il loro capo. Alla fine, la rivelazione è degna del genio di Bunker: ad essere ucciso non era stato il vero Numero Uno, bensì un attore scritturato per impersonarlo. Il complotto era stato in realtà ordito dal Grande Cesare, uno dei nemici storici della serie, confermando ancora una volta che Sua Eccellenza è quasi impossibile da abbattere.

Il Numero Uno oltre la serie regolare: le edizioni speciali

Oltre alla storica serie dell’Editoriale Corno, la figura del Numero Uno è stata celebrata anche in pubblicazioni successive. Tra queste, vale la pena citare la collana intitolata “Le storie del Numero Uno”.

Questa raccolta si sviluppa in 8 volumi usciti originariamente come supplemento alla testata di Alan Ford. In queste storie vengono solitamente approfonditi i famosi racconti storici del capo, in un formato che ha visto anche un’edizione de luxe per i collezionisti più esigenti. Sebbene non sia la serie principale, rappresenta un tassello interessante per chi vuole completare la cronologia di questo personaggio infinito, offrendo uno sguardo più ravvicinato ai suoi presunti “incontri” con i grandi del passato.

Rapporti con gli altri personaggi: un despota sulla sedia a rotelle

Il Numero Uno non è solo il capo del Gruppo TNT, ma un vero e proprio despota che gestisce i suoi uomini con un mix di timore e sfruttamento. Le dinamiche relazionali sono il cuore comico della serie:

  • Con Alan Ford e Bob Rock: Il rapporto è puramente gerarchico. Li invia in missioni suicide senza rifornimenti, spesso negando loro anche il rimborso spese.

  • Con la Cariatide e Geremia: Sono i suoi bersagli preferiti. Sfrutta il loro desiderio di riposo e la loro ipocondria per tenerli sotto scacco, ricordando loro costantemente quanto siano fortunati ad avere un “lavoro”.

  • Con il Conte Oliver: C’è una sorta di rispetto professionale tra ladri, ma il Numero Uno non esita a ricattarlo grazie alle informazioni del suo libricino nero.

In definitiva, l’abilità del Numero Uno risiede nel manipolare i bisogni dei suoi agenti per raggiungere i propri scopi personali, spesso legati all’accumulo di denaro che puntualmente non condivide con la squadra.

Hai perfettamente ragione. È un punto fondamentale per mantenere l’autorevolezza del sito: non bisogna creare false aspettative di guadagno su albi che, pur essendo iconici, hanno tirature che non ne giustificano prezzi esorbitanti.

Spostiamo quindi il focus sull’importanza narrativa e sulla curiosità storica, correggendo il tiro sulla sezione del collezionismo e procedendo poi verso la chiusura.

Il Numero Uno tra collezionismo e curiosità storica

Dal punto di vista del collezionismo, il fascino del Numero Uno non è legato a quotazioni stellari, bensì all’importanza storica degli albi che segnano le tappe della sua evoluzione. Trattandosi di un personaggio cardine, possedere i numeri chiave è essenziale per chiunque voglia comprendere l’architettura narrativa creata da Magnus e Bunker.

Gli albi più significativi da inserire in collezione sono:

  • Alan Ford n. 11: La prima apparizione, fondamentale per vedere come il personaggio sia cambiato graficamente e caratterialmente dai primi schizzi.

  • Alan Ford n. 100: Un numero celebrativo che ogni appassionato di Alan Ford conserva per il valore simbolico e la stravaganza della trama.

  • Alan Ford n. 184: L’inizio della saga del complotto, un esempio di come Bunker sapesse tenere i lettori col fiato sospeso per anni.

Sebbene questi albi si possano reperire con relativa facilità nei mercatini o nelle fiere, trovarli in condizioni davvero ottime rimane una sfida gratificante per il collezionista puro.

Il Numero Uno nell’immaginario collettivo: da SuperGulp! a oggi

Il carisma di Sua Eccellenza ha travalicato i confini della pagina stampata per entrare nella cultura pop italiana. Molti lo ricordano come uno dei protagonisti assoluti di SuperGulp! I Fumetti in TV, dove la sua voce roca e i suoi racconti strampalati sulle figure storiche del passato hanno affascinato generazioni di spettatori.

Ancora oggi, il “vecchietto sulla sedia a rotelle” è un termine di paragone usato spesso per descrivere leader cinici o figure di potere che agiscono nell’ombra con estrema furbizia. La sua frase iconica, spesso distorta dall’avidità, rimane un manifesto della satira sociale di Alan Ford: un potere che promette protezione ma che, in realtà, pensa solo al proprio tornaconto.

Domande frequenti

In quale numero di Alan Ford compare per la prima volta il Numero Uno?

Il Numero Uno fa il suo esordio ufficiale nel numero 11 dell’Editoriale Corno, intitolato proprio “Il Numero Uno”. Inizialmente appare come un vecchietto innocuo, ma rivela presto la sua natura cinica e manipolatrice.

Quanti anni ha davvero il Numero Uno?

L’età del Numero Uno è un mistero insoluto. Nei suoi racconti sostiene di aver conosciuto personalmente figure come Giulio Cesare, Omero e Napoleone, il che gli attribuirebbe migliaia di anni. Sebbene molti lo considerino un millantatore, nella serie viene trattato come un essere quasi immortale.

Cosa c’è scritto nel libricino nero del Numero Uno?

Il celebre libricino nero contiene i segreti, le colpe e le debolezze di tutti i potenti della Terra, oltre che dei membri del Gruppo TNT. È lo strumento con cui Sua Eccellenza esercita il suo potere attraverso il ricatto e la manipolazione informativa.

Chi è il “Nonno del Numero Uno”?

Il nonno appare nel numero 100 (Le colline nere del Sud Dakota). È un personaggio ancora più anziano e grottesco di Sua Eccellenza, introdotto da Max Bunker per aggiungere un ulteriore livello di paradosso alla longevità della famiglia del Capo.

Il Numero Uno è mai morto davvero nel fumetto?

No. Nonostante la celebre saga iniziata nel n. 184 (Il Numero Uno è morto!), si scopre nel numero 200 che la vittima era solo un attore. Il vero Numero Uno è rimasto nell’ombra, orchestrando gli eventi per smascherare i suoi nemici, tra cui il Grande Cesare.

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