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Fumetti Zio Paperone: valore e prezzo della collezione, storia editoriale, edizioni

11 Febbraio 2023

Lo zio più famoso di Paperopoli ha una serie a fumetti tutta sua: la Zio Paperone 1/216, pensata e pubblicata da Mondadori ma conclusa da Disney Italia. Il suo fiore all’occhiello sono le storie di Carl Barks e del suo principale erede, Don Rosa. Il primo numero è uscito nel dicembre del 1987 (curiosità: anche la prima apparizione di Paperon de Paperoni avviene in una storia natalizia: il Natale di Paperino sul monte Orso, su Topolino giornale 677), l’ultimo nel 2008. Si tratta di un’opera omnia per veri appassionati, un progetto che fin dalla sua genesi ha strizzato l’occhio al collezionismo, includendo storie vecchie di autori di spicco. Non a caso fra i curatori italiani c’è Luca Boschi, esperto Disney, sceneggiatore (e anche collezionista) a cui dobbiamo dire grazie per altre importanti antologie come i Maestri d’oro o gli anni d’oro di Topolino, entrambe oggi molto apprezzate anche da un pubblico più “adulto”.

Storie fumetti di zio paperone: valore, prezzo, numeri rari e valutazione delle edizioni


Oggi la valutazione della serie non è particolarmente alta, se paragonata a collezioni Disney anteguerra e più blasonate. Tuttavia, se teniamo in considerazione la sua datazione (1987-2008), ha un suo mercato di nicchia, rispetto alla penuria generale che riscontriamo nel fumetto Disney anni 80/90. La collezione, rigorosamente completa, con i tre speciali Paperino presenti, in ottime condizioni, ha una quotazione di circa 350 euro. I primi numeri sono un po’ più ricercati di altri. Il numero in assoluto più raro da trovare è l’ultimo, il 216, seguito a ruota dal 215 e dal 214. Comunissimi, praticamente invendibili singolarmente, sono i numeri centrali della raccolta. Ignorando il mero valore economico, ma badando a quello della lettura, i primi albi, almeno fino al 100, sono i più interessanti. Sono quelli in cui compare maggiormente la mano del maestro Barks, con le storie più suggestive ambientate nella dimensione papera. Perché allora se sono così belle queste storie non hanno un valore economico adeguato? Perché sono state ristampate decine di volte. Senza contare che in tempi più recenti Disney e Panini hanno realizzato un’altra opera omnia che si intitola “Uack vita da paperi”, più breve, economica, con le storie più belle. A questa aggiungiamo anche “La grande dinastia dei Paperi” e l’opera omnia di Don Rosa della Panini. Insomma, fortunatamente per gli appassionati di Paperino e dello zione, la possibilità di leggere le storie dei loro personaggi preferiti non mancano. Questo però ha indubbiamente fatto abbassare la valutazione della ZP Mondadori. I collezionisti più agguerriti non si fermano alla lettura, ma cercano condizioni estetiche sempre più impeccabili, gadget ed allegati: il 1°cent di Zio Paperone (supplemento al 49), Zio Paperone progetto D.U.C.K., i tesori Disney (5 volumi pregiati con copertina telata), la storia di Bambi (supplemento al n. 33), il volume Paperdinastia di Don Rosa e il poster sempre di Don Rosa allegato al n. 87.
paperdinastia

Collezione fumetti Zio Paperone 1/216 Mondadori: storia editoriale

L’idea di realizzare un’opera omnia di Carl Barks, prima ancora che a Mondadori, era venuta alla Duckie Comic club, dietro cui ci si celerebbe tale Luigi Olmeda. La sua The complete Carl Barks collection 1/33 è la prima vera antologia italiana delle opere di Barks con i paperi. E vi confesso che per essere un prodotto amatoriale non è affatto male. Tuttavia, a quanto pare, non fu mai autorizzata ufficialmente e quindi non ebbe molta fortuna. Nel 1987 nasce così l’idea – questa volta da parte del colosso Mondadori – di riunire in un’unica serie il meglio dell’uomo dei paperi. La periodicità era inizialmente mensile. Una bella trovata ma interrotta sul nascere, dopo 14 numeri, forse perché nel frattempo i diritti Disney erano passati a Disney Italia. Che però ebbe la lungimiranza di proseguirla, come se nulla fosse a distanza di due anni, ricominciando direttamente dal numero 15. In copertina apparve la dicitura “speciale collezionisti”. All’interno degli albi, almeno per i primi 100 numeri, sono presenti principalmente le storie di Carl Barks riprese dagli originali americani già pubblicati sulla Carl Barks Library o su Four color Comics. In quella fase le copertine sono quasi tutte ad opera del maestro, con qualche saltuaria intromissione. Soltanto a partire dal numero 70 e fino alla sua conclusione, i disegni della prima sono di Marco Rota. Oltre alle storie originali americane (tradotte in italiano, ovviamente) che già da sole bastavano a farci contenti, la serie poteva contare sugli interessantissimi approfondimenti del già citato Luca Boschi, Alberto Becattini e Piero Zanotto. Con il passare del tempo purtroppo ha patito un importante calo qualitativo, essenzialmente per ciò che inerisce le storie.

Fumetti Zio Paperone: autori e storie più importanti

tesori disney
Fra gli autori il nome di richiamo è quello di Carl Barks. Lo zione è una sua creazione, così come moltissimi fra gli abitanti di Paperopoli: Ciccio, Gastone, Amelia, la numero Uno, la Banda Bassotti etc etc. Nel tempo la ZP 1/216 ha pubblicato praticamente tutte le sue avventure più rilevanti, partendo da Paperino e il Natale su monte orso, fino alla penultima “una cavalcato nella storia” (l’ultima, “Paperino da qualche parte in mezzo al nulla” la troviamo però su tesori 3), includendo anche altri personaggi del maestro. All’inizio, più o meno per i primi 70 numeri, tutte le storie sono scritte e disegnate da lui. Successivamente vengono introdotte avventure di Don Rosa in larga parte e in minima di autori danesi o olandesi, in Italia quasi del tutto sconosciuti. Con il passare del tempo vengono pubblicati anche Romano Scarpa e Guido Martina. Altri sceneggiatori e disegnatori statunitensi di buon livello sono Paul Murry, Al Hubbard, Bob Gregory, Tony Strobl, Jack Hannah, Jack Bradbury. Più o meno intorno al numero 180 passiamo però all’estremo opposto: le storie di Barks e Rosa rappresentano l’eccezione mentre prolificano quelle degli autori europei meno blasonati, prive della verve degli americani. I lettori avvertono il cambiamento qualitativo e le vendite della testata iniziano a calare, nonostante gli interessanti approfondimenti dei vari Boschi, Becattini e Cannatella.

Comprare o vendere la collezione

Come già detto, allo stato attuale delle cose è un po’ passata “di moda” fra i collezionisti, perché Disney Italia ha pubblicato nuove proposte più economiche. Potrebbe essere un buon momento per comprarla a prezzi vantaggiosi. Se avete esigenze in merito alle condizioni, il mio consiglio è di acquistarla in fiera o su Catawiki. Se invece desiderate vendere la serie, potete utilizzare Ebay o potete contattarmi privatamente per proporla anche a me. Trovate ogni informazione sulla pagina relativa alle vendita fra privati.

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