Lanciostory è una rivista settimanale di fumetti pubblicata in Italia a partire dal 1975. Per molti lettori è stata il primo contatto con una parte di fumetto diverso da quello più diffuso in edicola: storie lunghe, spesso ambientate fuori dai generi classici italiani, con una forte presenza di autori sudamericani.
Nel tempo la testata ha mantenuto una linea abbastanza coerente, pur attraversando cambi editoriali e passaggi di gestione. Da Eura Editoriale fino a Editoriale Aurea, Lanciostory ha continuato a uscire con regolarità, restando legata a un’idea precisa di rivista: selezione di serie, pubblicazione a puntate e rapporto costante con i lettori.
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ToggleCos’è Lanciostory e quale spazio ha avuto nel fumetto italiano
Lanciostory nasce come settimanale da edicola in un periodo in cui il mercato italiano è già molto strutturato. Accanto ai fumetti Disney, ai tascabili neri e alle grandi serie Bonelli, trova uno spazio proprio puntando su un tipo di proposta meno diffusa.
La rivista si caratterizza fin dall’inizio per la presenza di fumetti argentini e sudamericani, spesso inediti per il pubblico italiano. Questo porta in edicola autori e personaggi che non rientrano nei circuiti più noti, ampliando di fatto l’offerta disponibile per i lettori.
Nel corso degli anni Lanciostory si è costruita un pubblico fedele, legato sia alle singole serie sia al formato della rivista stessa. Più che sul singolo numero, l’interesse si è sempre concentrato sulla continuità: seguire le storie settimana dopo settimana, raccogliere le annate, conservare gli inserti.
Come nasce Lanciostory
Lanciostory esordisce in edicola il 14 aprile 1975. Il numero 1 viene preceduto da un numero 0 promozionale, usato per sondare il possibile interesse dei lettori verso la nuova testata. Fin dall’inizio, quindi, il progetto viene presentato come qualcosa di preciso, non come una semplice rivista riempita di materiali eterogenei.
Il debutto del 1975
Il contesto in cui nasce è quello di un’edicola italiana molto affollata. Ci sono già testate forti, abitudini di lettura consolidate e pubblici abbastanza distinti. Lanciostory prova a ritagliarsi uno spazio scegliendo un’altra strada. Punta su fumetti argentini e sudamericani ancora poco familiari al grande pubblico italiano, con una veste grafica curata e una costruzione editoriale più ordinata di quanto si vedesse spesso nelle antologie da edicola dell’epoca.
L’idea editoriale iniziale
La rivista si presenta subito con un’identità abbastanza chiara. Da una parte c’è la scelta del fumetto di scuola sudamericana, che diventa uno dei suoi tratti più forti. Dall’altra c’è la presenza di rubriche, spazi di dialogo con i lettori e un impianto che prova a dare continuità alla lettura settimanale. Non solo serie a puntate, quindi, ma anche un modo preciso di accompagnarle e presentarle.
Questo aspetto si vede bene anche nella pagina della posta, dove Stelio Rizzo imposta un rapporto diretto con i lettori. La rubrica non resta chiusa dentro il solo perimetro del fumetto, ma apre spesso anche a temi più larghi.

L’identità editoriale della rivista
Una parte importante dell’identità di Lanciostory si lega al lavoro di Stelio Rizzo, che firma la fase iniziale della testata e contribuisce a definirne il tono. La scelta dei fumetti, il modo di presentarli e il dialogo con i lettori aiutano a costruire una rivista che non si limita a pubblicare materiale a puntate, ma prova a dargli una cornice precisa.
Questo si vede bene proprio nella continuità editoriale. Settimana dopo settimana, la rivista mantiene un’impronta abbastanza leggibile. C’è attenzione per il fumetto argentino, per la serialità lunga e per un pubblico che viene considerato capace di seguire proposte anche meno immediate rispetto a quelle più comuni in edicola.
Negli anni successivi il lavoro di Filippo Ciolfi si inserisce dentro questa linea senza strappi netti. La testata cambia, si aggiorna, amplia in parte il proprio raggio d’azione, ma conserva una fisionomia stabile. È uno dei motivi per cui molti lettori ricordano Lanciostory non solo per le singole serie, ma come rivista nel suo insieme.
A pesare, in questo caso, è proprio la somma degli elementi: selezione degli autori, impaginazione, rubriche, ritmo delle uscite, rapporto di fiducia con chi comprava la rivista ogni settimana. In un mercato da edicola molto affollato, avere un’identità così leggibile ha aiutato Lanciostory a costruirsi uno spazio preciso e una durata fuori dal comune.
Gli autori che hanno definito Lanciostory
Una parte centrale di Lanciostory passa dagli autori pubblicati nel corso degli anni. La rivista si distingue soprattutto per la presenza di fumettisti argentini e sudamericani, molti dei quali trovano qui una diffusione ampia in Italia.
Tra i nomi più importanti c’è Héctor Germán Oesterheld, legato a opere che hanno avuto una lunga circolazione anche fuori dall’Argentina. Accanto a lui, il lavoro grafico di Francisco Solano López contribuisce a dare forma a uno dei fumetti più conosciuti pubblicati sulla rivista.
Un altro nome ricorrente è Robin Wood, sceneggiatore molto presente sulle pagine di Lanciostory. Le sue serie accompagnano per anni i lettori, con storie lunghe e personaggi che si sviluppano nel tempo. Insieme a lui, autori come Carlos Trillo e Domingo Mandrafina portano un tipo di narrazione diverso da quello più diffuso nel fumetto italiano dello stesso periodo.
C’è poi il contributo di disegnatori come Enrique Breccia e Juan Zanotto, che introducono uno stile grafico meno convenzionale per il pubblico dell’edicola. Le loro tavole, spesso più scure e dettagliate, si distinguono subito rispetto ad altre produzioni contemporanee.
Accanto alla scuola sudamericana trovano spazio anche autori italiani. Tra questi, Paolo Eleuteri Serpieri compare sulle pagine della rivista con storie ambientate nel West, inserendosi in un contesto già molto vario per temi e atmosfere.
Nel complesso, la forza di Lanciostory sta proprio in questa combinazione. Non un singolo autore dominante, ma una presenza costante di firme diverse, capaci di costruire nel tempo un’identità precisa per la rivista.
Le serie più legate a Lanciostory
Dentro Lanciostory le serie hanno sempre avuto un peso centrale. La lettura settimanale si costruisce proprio sulla continuità: storie che vanno avanti per mesi, a volte per anni, e che spingono a seguire la rivista numero dopo numero.
L’Eternauta
Tra i titoli più importanti pubblicati sulla rivista c’è L’Eternauta, scritto da Héctor Germán Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López. È una delle opere più note del fumetto argentino e ha avuto diverse riproposizioni anche in Italia.
La sua presenza su Lanciostory contribuisce a consolidare il legame della rivista con quel tipo di narrativa: storie lunghe, spesso più dense, con un’impostazione diversa rispetto ai fumetti seriali più tradizionali da edicola.
Dago, Nippur e gli altri personaggi
Accanto a L’Eternauta, alcune serie diventano nel tempo punti di riferimento per i lettori abituali.
Dago, scritto da Robin Wood e disegnato inizialmente da Alberto Salinas, segue la vita di un uomo che attraversa epoche e ambientazioni diverse, mantenendo una struttura narrativa ampia e continuativa.
Nippur di Lagash, sempre legato a Robin Wood, porta invece in primo piano un’ambientazione storica antica, con una costruzione del personaggio che si sviluppa nel tempo, numero dopo numero.
A queste si affiancano altre serie come Savarese, Martin Hel e Loco Chavez, che contribuiscono a dare varietà alla rivista senza cambiare la sua impostazione di fondo.
Nel complesso, più che il singolo titolo isolato, è la presenza costante di queste serie a definire l’esperienza di lettura di Lanciostory. Il lettore non segue solo una storia, ma un insieme di percorsi che si intrecciano lungo le uscite settimanali.

Gli inserti e il valore delle raccolte complete
Una delle caratteristiche più riconoscibili di Lanciostory è la presenza degli inserti allegati, spesso spillati alla rivista e pensati per essere raccolti nel tempo. Non si tratta di un dettaglio secondario. Per molti lettori, quegli inserti fanno parte integrante dell’esperienza.
In diversi casi permettono di leggere storie complete in modo più ordinato rispetto alla serializzazione settimanale. Altre volte raccolgono cicli narrativi o materiali specifici che sulla rivista avrebbero avuto una gestione più frammentata. Questo cambia anche il modo in cui la rivista viene conservata: non solo numeri singoli, ma pezzi di una raccolta più ampia.
Dal punto di vista collezionistico, la presenza degli inserti ha un peso concreto. Un numero con inserto mancante perde interesse, soprattutto se si tratta di sequenze da completare. Al contrario, una serie di numeri con tutti gli inserti presenti e ben conservati diventa molto più interessante.
Qui entra in gioco un aspetto tipico di Lanciostory: il valore non si concentra tanto sul singolo albo isolato, ma sulla continuità della raccolta. Annate complete, blocchi di numeri consecutivi, sequenze con inserti integri hanno un peso maggiore rispetto a copie sparse.
Le condizioni restano importanti, come sempre. Ma in questo caso contano anche la completezza e la coerenza della serie. Una raccolta ordinata, senza buchi e con tutti gli allegati, risulta più appetibile per chi cerca questo tipo di materiale.
Questo vale soprattutto per le prime annate e per i periodi più seguiti della rivista, dove ricostruire una sequenza completa richiede più attenzione e, in alcuni casi, anche più tempo.
Lanciostory oltre il fumetto sudamericano
Con il passare degli anni, Lanciostory non resta legata in modo esclusivo al fumetto argentino. La base rimane quella, ma la rivista amplia gradualmente il proprio raggio d’azione.
L’apertura alla scuola franco-belga
Accanto agli autori sudamericani iniziano a comparire anche serie provenienti dall’area franco-belga. È un passaggio che non cambia l’identità della rivista, ma la rende più varia.
Tra i titoli pubblicati compare anche XIII, serie che ha una diffusione ampia anche al di fuori della rivista. La sua presenza su Lanciostory rappresenta un esempio di come la testata abbia saputo integrare materiali diversi senza perdere una certa coerenza.
Questo tipo di apertura permette di avvicinare lettori con gusti differenti, mantenendo però una struttura riconoscibile. Le serie cambiano, ma il formato resta lo stesso: pubblicazione a puntate, lettura continuativa, attenzione alla durata.
Nel tempo, questa combinazione contribuisce a rendere Lanciostory una rivista meno rigida rispetto ad altre antologie da edicola. Il contenuto si amplia, ma il modo in cui viene proposto rimane stabile.

Da Eura a Editoriale Aurea
Per molti anni Lanciostory è legata a Eura Editoriale, casa editrice che ne costruisce l’identità fin dal 1975. È sotto Eura che la rivista prende forma, si consolida e trova il suo pubblico.
Questa fase si chiude alla fine degli anni Duemila. Nel 2010 la pubblicazione passa a Editoriale Aurea, che raccoglie l’eredità della testata e ne prosegue l’uscita senza interruzioni. Il passaggio non porta a cambiamenti netti nella struttura della rivista. Il formato resta quello settimanale, così come l’impostazione generale: serie a puntate, selezione di autori già presenti negli anni precedenti e continuità con il pubblico abituale.
Con il cambio di editore si inseriscono aggiornamenti graduali, soprattutto nella scelta dei materiali e nella gestione della rivista, ma senza modificare in modo evidente l’impianto costruito nel tempo. Questo tipo di continuità è uno degli elementi che caratterizzano Lanciostory.
Lanciostory interessa ai collezionisti?
Lanciostory ha un peso storico evidente, ma dal punto di vista collezionistico va inquadrata nel modo giusto. Non è una testata in cui il valore si concentra su pochi numeri isolati. L’interesse nasce soprattutto dalla continuità.
Cosa cercano di più i collezionisti
I pezzi più ricercati sono, prima di tutto, il numero 0 e i primi numeri del 1975, legati alla fase iniziale della rivista. A questi si aggiungono le copie con inserti completi, soprattutto quando fanno parte di sequenze precise.
Anche le annate complete o quasi complete hanno un loro interesse. Non tanto per il singolo numero, ma per la possibilità di ricostruire la lettura settimanale senza interruzioni.
Il valore di una collezione completa
Nel caso di Lanciostory, una raccolta ordinata vale più serie di numeri sparsi. Sequenze continue, inserti presenti, condizioni buone e coerenza della collezione fanno la differenza. Il singolo albo, preso da solo, ha di solito un valore contenuto. La situazione cambia quando si parla di blocchi di numeri o di annate complete, soprattutto se ben conservate. Si tratta comunque di riviste molto comuni e di grande diffusione, per le quali non si parla mai di prezzi fuori portata. In questo senso, Lanciostory si colloca in una zona intermedia del collezionismo: non una testata costruita sulla rarità, ma nemmeno un materiale privo di interesse. Il suo valore sta nella struttura della raccolta più che nel pezzo singolo, oltre che nell’interesse storico.
Perché Lanciostory resta una rivista molto amata
Una parte del legame con Lanciostory nasce dalla continuità. Per anni è stata una presenza fissa in edicola, con un’uscita regolare e un formato che non è cambiato in modo evidente. Questo ha creato un rapporto stabile con i lettori.
Un altro elemento riguarda i contenuti. La rivista ha portato in Italia autori e storie che non erano così diffusi altrove. Per molti, Lanciostory è stata il primo contatto con un certo tipo di fumetto, diverso da quello più comune nelle altre pubblicazioni da edicola.
C’è poi il modo in cui venivano proposte le storie. La pubblicazione a puntate, gli inserti da raccogliere, le serie che si sviluppavano nel tempo. Tutti elementi che costruivano un’abitudine di lettura e una certa fedeltà alla testata.
Infine, pesa anche l’aspetto più personale. Chi ha seguito Lanciostory per anni tende a ricordarla come un appuntamento costante. Non solo per le singole storie, ma per l’esperienza complessiva: andare in edicola, trovare il nuovo numero, continuare la lettura da dove si era lasciata.
È questo insieme di fattori che mantiene viva l’attenzione verso la rivista, anche a distanza di molti anni dalle prime pubblicazioni.
Domande frequenti
Quando è uscito il primo numero di Lanciostory?
Il primo numero esce il 14 aprile 1975. Prima c’è anche un numero 0 promozionale, usato per presentare la rivista.
Che tipo di fumetto era Lanciostory?
Era una rivista settimanale da edicola. Dentro trovavi storie a puntate, spesso di autori argentini e sudamericani, con uno stile un po’ diverso rispetto ai fumetti più comuni in Italia.
Quali autori si trovavano su Lanciostory?
Nel corso degli anni passano nomi importanti, soprattutto della scuola sudamericana. Tra quelli più presenti ci sono Oesterheld, Solano López, Robin Wood, Trillo, Breccia, Mandrafina, Zanotto. Poi anche qualche autore italiano, come Serpieri.
Quali sono le serie più conosciute pubblicate sulla rivista?
Tra le più ricordate ci sono L’Eternauta, Dago, Nippur di Lagash e Savarese. Sono storie che hanno accompagnato la rivista per molto tempo.
Lanciostory pubblicava solo fumetti argentini?
All’inizio soprattutto sì, ed è uno dei motivi per cui si distingue. Col tempo però arrivano anche altre cose, compresi alcuni titoli franco-belgi come XIII.