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Spider Woman (Donna Ragno): personaggio, storia e collezionismo

15 Gennaio 2026

Introduzione – Spider Woman nei fumetti Marvel

Il nome Spider Woman, o donna ragno, nei fumetti Marvel non identifica un solo personaggio, ma una vera e propria eredità narrativa. Nel corso degli anni, questa identità è passata di mano più volte, assumendo significati diversi a seconda dell’epoca e del contesto editoriale.

Questa guida si concentra esclusivamente sulle Spider Woman dei fumetti, analizzandone origini, ruoli e importanza anche dal punto di vista collezionistico, senza entrare nel terreno delle trasposizioni cinematografiche.

In questa guida analizziamo le principali donne-ragno dell’universo Marvel, concentrandoci sulle loro vicende fumettistiche e sul valore collezionistico delle loro prime apparizioni.

Se invece vuoi capire quanto possono valere oggi i fumetti Marvel, tra prime edizioni, ristampe e condizioni di conservazione, puoi approfondire l’argomento in questa guida dedicata alla valutazione dei fumetti Marvel.

Le diverse identità di Spider Woman

Jessica Miriam Drew – la Spider Woman originale

Jessica Miriam Drew è un personaggio immaginario dei fumetti Marvel e, soprattutto, la prima a indossare il nome “donna ragno” in modo ufficiale. La Marvel la introduce nel 1977: testi di Archie Goodwin e disegni di Sal Buscema, con esordio su Marvel Spotlight n. 32. Da lì in poi, Jessica diventa la versione “madre” del concetto di Spider Woman, quella che apre la strada a tutte le altre.

A livello narrativo, la sua storia è stata ritoccata più volte (com’è normale in Marvel), ma il punto fermo è che non nasce come semplice copia del personaggio di Spiderman: Jessica ha un’identità tutta sua, spesso legata a trame di spionaggio e doppio gioco. Tra le sue caratteristiche più riconoscibili ci sono i venom blast bio-elettrici e l’uso dei feromoni, due elementi che la rendono diversa dall’Uomo Ragno anche “di feeling”, non solo di poteri.

Jessica Drew ha una storia editoriale complessa e stratificata che la Marvel ha più volte rielaborato nel corso degli anni, come raccontato anche nella scheda ufficiale del personaggio sul sito Marvel.

Julia Carpenter – dalla Donna Ragno ad Arachne

Julia Carpenter entra nell’universo Marvel nel 1984, nel pieno di Secret Wars, uno degli eventi più importanti degli anni Ottanta. Creata da Jim Shooter e Mike Zeck, viene introdotta come Spider Woman in un contesto molto diverso da quello di Jessica Drew: più supereroistico, più legato ai grandi crossover, meno intimo e psicologico.

Le sue origini passano da un esperimento governativo mal riuscito, pensato per creare un super-soldato. Da qui derivano poteri simili a quelli dell’Uomo Ragno: forza, agilità, capacità di aderire alle superfici e un caratteristico costume nero con motivi bianchi che la distingue visivamente dalle altre versioni.

Dal punto di vista editoriale, Julia è importante perché rappresenta una fase di transizione. Dopo aver abbandonato il nome di Spider Woman, assume l’identità di Arachne e, in seguito, eredita il ruolo di Madame Web, diventando una figura più “mistica” e di supporto all’interno del multiverso dei ragni.

julia carpenter spiderwoman

Mattie Franklin – la Spider Woman “di passaggio”

Mattie Franklin rappresenta una fase molto particolare nella storia editoriale della donna ragno. Creata da John Byrne e Rafael Kayanan, debutta alla fine degli anni Novanta, in un periodo in cui Peter Parker è temporaneamente fuori scena e l’universo di Spider-Man vive una fase di rimescolamento delle identità.

Mattie ottiene i suoi poteri partecipando al Raduno dei Cinque, un rituale misterioso legato a Norman Osborn, e inizialmente agisce come sostituta dell’Uomo Ragno, indossando un costume molto simile al suo. Quando Peter torna in attività, Mattie assume ufficialmente il nome di Spider Woman.

Il suo percorso è breve e piuttosto tragico: entra in contatto con Madame Web, si scontra con Charlotte Witter e finisce coinvolta in trame sempre più oscure, tra perdita dei poteri e manipolazioni esterne. Editorialmente, Mattie incarna l’idea della Spider Woman come identità temporanea, fragile, destinata a non durare.

mattie franklin spiderwoman

Gwen Stacy / Spider-Gwen – la Donna Ragno di Terra-65

Tra tutte le incarnazioni moderne della Spider Woman, Spider-Gwen è senza dubbio quella che ha avuto l’impatto più immediato e duraturo. Debutta nel 2014 durante l’evento Spider-Verse, creata da Jason Latour e Robbi Rodriguez, e arriva da un universo alternativo: Terra-65.

La scelta di ambientare Spider-Gwen su Terra-65 non è casuale. Il numero dell’universo è un riferimento diretto al 1965, anno della prima apparizione di Gwen Stacy nei fumetti Marvel. Un dettaglio apparentemente secondario, ma molto apprezzato dagli appassionati più attenti: un modo elegante per legare una reinterpretazione moderna alle radici storiche del personaggio, senza riscriverne l’importanza editoriale.

Qui la storia prende una deviazione netta. A essere morsa dal ragno radioattivo non è Peter Parker, ma Gwen Stacy. Peter, invece, diventa una versione tragica di Lizard, l’uomo lucertola di questo mondo, e muore durante uno scontro con lei. Un evento che segna profondamente Gwen e definisce il tono del personaggio: colpa, responsabilità e isolamento.

Nel suo universo Gwen è conosciuta semplicemente come Spider-Woman, anche se il nome Ghost-Spider verrà adottato in seguito per distinguerla dalle altre versioni. Il suo stile visivo, il costume bianco e nero con interno rosa, e un taglio narrativo più emotivo e contemporaneo l’hanno resa rapidamente una delle figure più riconoscibili del personaggio di spiderman declinato al femminile.

Dal punto di vista collezionistico, Spider-Gwen ha già una sua identità ben definita: le prime apparizioni legate allo Spider-Verse e le serie iniziali sono tra le più cercate degli ultimi anni, soprattutto in condizioni elevate.

gwen ghost spider

Poteri e abilità delle donne-ragno

Chiamarle tutte “Spider-Woman” fa pensare a un set di poteri standard, ma nei fumetti non funziona affatto così. Ogni Donna Ragno arriva da una storia diversa, e i suoi poteri riflettono quel percorso, nel bene e nel male.

Jessica Drew, per esempio, non è mai stata una versione femminile dell’Uomo Ragno. Il suo marchio di fabbrica non sono le ragnatele, ma il Venom Blast: una scarica bio-elettrica che può stendere un avversario senza bisogno di colpirlo fisicamente. È un potere che dice molto del personaggio, perché privilegia il controllo allo scontro diretto. Ancora più controversa è la capacità di influenzare chi le sta vicino attraverso i feromoni: attrazione, timore, disagio. Nei fumetti questo aspetto viene spesso trattato come un peso, non come un vantaggio.

Detto questo, alcune caratteristiche tornano quasi sempre. Forza e resistenza superiori alla media, riflessi potenziati e la possibilità di muoversi su pareti e soffitti fanno parte del “pacchetto base”. In alcune versioni, come quella di Julia Carpenter, entra in gioco anche la planata, più che un vero volo, legata al costume e non a un potere puro.

Nel complesso, le Spider-Woman non danno mai l’idea di eroine leggere o spensierate. I loro poteri servono a sopravvivere, a portare a termine missioni complicate, a uscire da situazioni sporche. È una differenza sottile, ma nei fumetti si sente tutta.

Spider-Woman nei grandi eventi Marvel

Le varie incarnazioni di Spider-Woman non restano confinate a storie marginali, ma finiscono spesso coinvolte nei momenti in cui l’universo Marvel cambia pelle. Ed è proprio in questi eventi che il personaggio guadagna spessore e peso narrativo.

Uno dei passaggi più delicati arriva con Secret Invasion (2008). In questa saga si scopre che Jessica Drew è stata sostituita per lungo tempo dalla regina Skrull Veranke. Il colpo non è solo narrativo, ma emotivo: quando la vera Jessica torna, non trova più la fiducia di prima. Anche dopo la fine dell’invasione, l’ombra del dubbio continua a seguirla, rendendola un personaggio più isolato e sospettato rispetto al passato.

Qualche anno dopo, tra 2014 e 2015, arriva il Spider-Verse, l’evento che mette insieme tutte le versioni “ragnesche” del multiverso. È qui che Spider-Gwen smette di essere una semplice curiosità alternativa e diventa una presenza riconoscibile, con un ruolo preciso all’interno della mitologia dell’Uomo Ragno. Per molte Spider-Woman, questo arco segna il passaggio definitivo da personaggi di contorno a protagoniste vere e proprie.

Il grande reset arriva poi con Secret Wars (2015). La distruzione e successiva ricostruzione dell’universo Marvel porta alla chiusura di molte serie e al rilancio di altre. Anche le testate legate a Spider-Woman subiscono cambiamenti, sia a livello di continuità sia di impostazione editoriale, aprendo la strada a nuove versioni del personaggio e a un diverso modo di raccontarlo.

Infine, eventi come Civil War (2006), pur non essendo centrati su Spider-Woman, influenzano indirettamente il suo ruolo all’interno degli Avengers e delle strutture di potere Marvel. In questi contesti, il personaggio si distingue spesso per scelte pragmatiche, meno ideologiche, che lo rendono coerente con la sua natura più ambigua e meno “da manifesto”.

secret wars marvel 6

Spiderwoman: fumetti rari e da collezione

Dal punto di vista del collezionismo, Spider-Woman è un caso interessante perché unisce prime apparizioni storiche, cicli editoriali discontinui e un’attenzione crescente negli ultimi anni. Non è un personaggio “da record d’asta” come l’Uomo Ragno, ma offre comunque margini di interesse, soprattutto per chi cerca numeri chiave Marvel fuori dai soliti circuiti inflazionati.

La prima Spider-Woman, Jessica Drew, debutta su Marvel Spotlight n. 32 (1977). Questo albo resta il riferimento principale per i collezionisti: non è introvabile, ma in ottime condizioni continua a essere il numero più ricercato legato alla Donna Ragno. Subito dopo viene la serie regolare Spider-Woman vol. 1, che rappresenta il vero cuore storico del personaggio.

Per Julia Carpenter, il punto di partenza è Marvel Super Heroes Secret Wars n. 6 (1984). Qui il valore è legato soprattutto al contesto: Secret Wars è una saga molto collezionata, e le prime apparizioni al suo interno beneficiano ancora oggi di una domanda costante.

Mattie Franklin esordisce alla fine degli anni Novanta, in un periodo di forte sperimentazione Marvel. I suoi numeri non sono particolarmente costosi, ma attirano l’attenzione di chi colleziona le fasi di transizione dell’universo di Spider-Man, soprattutto per il legame con Madame Web e con il vuoto lasciato temporaneamente da Peter Parker.

Il discorso cambia con Spider-Gwen, introdotta nel 2014. Qui il collezionismo è più moderno: prime apparizioni, variant cover e prime stampe legate all’evento Spider-Verse sono già finite nel mirino di una nuova generazione di collezionisti, meno legata alla nostalgia e più attenta al design e all’identità alternativa del personaggio.

marvel spotlight 32

Cosa influisce sul valore dei fumetti di Spider-Woman

In generale, il valore dei fumetti di Spider-Woman dipende da tre fattori chiave:

  • prima apparizione del personaggio o della sua identità;

  • condizioni di conservazione, decisive soprattutto per gli albi anni ’70 e ’80;

  • contesto editoriale, ovvero eventi Marvel importanti o cicli particolarmente amati.

Se possiedi fumetti legati a Spider-Woman e vuoi capire se hanno un reale interesse collezionistico, puoi richiedere una valutazione fumetti Marvel tramite il modulo che trovi sul sito, o contattandomi telefonicamente o via whatsapp.

Domande frequenti

Chi è Spider-Woman nei fumetti Marvel?

Dipende da quale periodo (e da quale serie) stai leggendo: “Spider-Woman / donna ragno” non indica una sola supereroina. La prima è Jessica Drew (anni ’70), poi nel tempo il nome è passato anche ad altre figure come Julia Carpenter e Mattie Franklin. Stesso nome sul costume, storie e contesti molto diversi.

Qual è la prima apparizione di Spider-Woman?

Se parliamo della Donna Ragno “originale”, il punto di partenza è Marvel Spotlight n. 32 (1977): lì debutta Jessica Drew. È l’albo che interessa di più anche a livello collezionistico, perché è proprio la prima tessera del mosaico.

Spider-Woman è un personaggio di Spider-Man?

È nello stesso universo, quindi sì: incroci, eventi e personaggi comuni ci sono eccome. Però non nasce come “la versione femminile” di Spider-Man, e non vive all’ombra di Peter Parker. In molte storie Spider-Woman si muove su binari suoi: spionaggio, identità ambigue, incarichi scomodi… roba che spesso l’Uomo Ragno non toccherebbe neanche con un guanto.

Quali fumetti di Spider-Woman sono più interessanti da collezionare?

In genere i collezionisti puntano alle prime apparizioni (perché quelle, nel tempo, tengono botta). Quindi Marvel Spotlight 32 per Jessica Drew e Secret Wars 6 (1984) per Julia Carpenter. Poi, se ti interessano i personaggi “moderni”, alcune uscite legate a Spider-Gwen e agli eventi tipo Spider-Verse possono avere un loro mercato, soprattutto in ottime condizioni.

I fumetti di Spider-Woman hanno davvero valore?

A volte sì, a volte no: non è una risposta romantica, ma è quella vera. Molti numeri “normali” valgono poco e restano bellissimi da leggere. Il valore sale quando ci sono prime apparizioni, momenti chiave, edizioni particolari e — soprattutto — conservazione alta (che nel mondo reale non è così comune come si crede).

Come faccio a capire se i miei fumetti di Spider-Woman valgono qualcosa?

Il trucco è non farsi ingannare dalle stime “a sentimento” (o dalle inserzioni sparate a caso). Servono: edizione precisa, stato reale, completezza e un’idea del contesto editoriale. Se vuoi, sul sito puoi chiedere una valutazione dei tuoi fumetti Marvel: almeno capisci subito se hai materiale da collezione o semplicemente buoni numeri da lettura.

Conviene vendere fumetti Marvel oggi?

Se hai roba giusta e la presenti bene, sì, può convenire. Il mercato è attivo, ma non premia tutto in automatico: premia le prime apparizioni, le serie richieste, le collezioni coerenti e gli albi messi bene. Ecco perché una valutazione fatta con criterio, prima di vendere, evita brutte sorprese (e anche svendite).

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