Nel vasto universo di Braccio di Ferro, dominato da pugni, spinaci e forza bruta, esiste un personaggio che vince le sue battaglie senza alzare un dito. Poldo Sbafini non è un eroe, non è un villain e nemmeno una semplice spalla comica. È qualcosa di più sottile: un sopravvissuto. Un parassita sociale con un’intelligenza ben superiore a quella che lascia intendere la sua fame cronica.
Nei fumetti, Poldo è spesso ricordato come “quello degli hamburger”, ma ridurlo a questo significa non averlo letto davvero.
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ToggleLe origini di Poldo
Poldo nasce nel 1931 dalla penna di E. C. Segar, all’interno di Thimble Theatre. Nel materiale originale americano il suo nome è Wellington Wimpy. All’inizio è un personaggio marginale, addirittura un arbitro disonesto in un incontro di boxe. Ma Segar capisce presto che in quella figura corpulenta, educata e viscida al tempo stesso, c’è molto più potenziale di quanto sembri.
L’ispirazione arriva dal mondo reale: J. William “Windy Bill” Schuchert, personaggio noto nella cittadina di Chester, Illinois, famoso per scroccare pasti con una parlantina irresistibile. Da qui nasce l’idea di un uomo che non combatte, non lavora e non paga, ma che riesce comunque a mangiare ogni giorno. Un concetto sorprendentemente moderno.
Fame, eleganza e disonestà: chi è davvero Poldo Sbafini
Fisicamente Poldo è inconfondibile: basso, rotondo, giacca scura, cravatta rossa, bombetta marrone. Ma il vero tratto distintivo non è l’aspetto, bensì il comportamento. Poldo è educato, parla bene, usa un linguaggio spesso sofisticato. Ed è proprio questo il suo trucco.
Nei fumetti di Segar, Poldo non è stupido. Anzi, è probabilmente uno dei personaggi più intelligenti della serie. È pigro, sì. È vigliacco, spesso. Ma sa sempre come ottenere ciò che vuole: un hamburger gratis. Le sue promesse di pagamento (“ti pagherò martedì”) sono diventate leggendarie non perché siano credibili, ma perché funzionano.

Il rapporto con Braccio di Ferro (e con il resto del mondo)
Il rapporto tra Poldo e Braccio di Ferro è uno dei più interessanti del fumetto classico americano. Braccio di Ferro è forte, diretto, istintivo. Poldo è l’opposto: riflessivo, opportunista, manipolatore. Funzionano come coppia comica proprio perché si completano.
Poldo non è un vero amico nel senso classico. È un alleato occasionale, pronto a sparire quando le cose si mettono male. Eppure Braccio di Ferro continua a tollerarlo, forse perché in fondo riconosce in lui una forma di sopravvivenza diversa dalla propria.
Dai fumetti ai cartoni: un personaggio semplificato
Nei cartoni animati degli anni ’30 prodotti dai Fleischer Studios, Poldo subisce una semplificazione drastica. Diventa soprattutto una spalla comica, concentrata sulla fame e sulla codardia. L’eloquenza e la sottigliezza del personaggio di Segar vengono ridotte per adattarsi a un linguaggio più slapstick.
Con il passaggio a Famous Studios, le sue apparizioni si diradano ulteriormente. Rimane riconoscibile, ma perde centralità. Solo con le serie TV successive e con alcune riprese più fedeli allo spirito originale, Poldo recupera parte della sua personalità fumettistica.
Poldo di Braccio di Ferro nella cultura pop: hamburger, informatica e fast food
Poldo Sbafini ha superato da tempo i confini del fumetto. Il suo nome è diventato sinonimo di scroccone elegante, tanto da entrare nel linguaggio comune. In informatica esiste persino la “dieta di Poldo”, un problema logico-matematico che prende spunto dalla sua fame infinita.
La catena di fast food inglese Wimpy prende direttamente il nome dal personaggio, così come numerose paninoteche italiane. Poldo è apparso in serie animate moderne come I Griffin e Robot Chicken, spesso come citazione colta per chi conosce il fumetto originale.

Poldo nei fumetti rari: perché interessa ai collezionisti
Per chi colleziona fumetti, Poldo è tutt’altro che marginale. Le strisce originali di Thimble Theatre dei primi anni ’30, soprattutto quelle in cui Poldo assume un ruolo centrale, sono oggi molto ricercate. Anche alcune edizioni successive, comprese ristampe particolari e albi con storie focalizzate su di lui, attirano l’attenzione dei collezionisti più attenti.
Non è raro che proprio Poldo renda memorabile una storia apparentemente secondaria.
Poldo Sbafini non è mai stato un modello da imitare, ma è sempre stato incredibilmente umano. Nei fumetti di Braccio di Ferro rappresenta l’altra faccia dell’eroismo: quella di chi non combatte, non lavora e non vince, ma riesce comunque a cavarsela. Forse è per questo che, a distanza di quasi un secolo, Poldo continua a far sorridere e a funzionare sulla pagina. In un mondo di pugni e spinaci, lui resta fedele alla sua filosofia: sopravvivere, possibilmente con un hamburger in mano.
Domande frequenti
Chi è Poldo Braccio di Ferro?
Poldo Sbafini è uno dei personaggi più strani e interessanti dell’universo di Braccio di Ferro. Nei fumetti di Segar non è solo “quello che mangia hamburger”, ma una presenza costante, sempre ai margini, sempre pronta a infilarsi nella storia al momento giusto. Non combatte, non lavora e non si prende mai responsabilità, ma in qualche modo riesce sempre a cavarsela.
Perché Poldo è ossessionato dagli hamburger?
Perché negli anni Trenta, nei fumetti, l’hamburger era una cosa concreta: cibo economico, immediato, popolare. Per Poldo diventa un’ossessione, ma anche uno strumento narrativo. Ogni sua mossa ruota attorno al modo di ottenerne uno senza pagare. Promesse, discorsi eleganti, scuse improbabili: tutto serve a raggiungere lo stesso obiettivo. E quasi sempre ci riesce.
Poldo è solo un personaggio comico?
Dipende da dove lo guardi. Nei cartoni animati spesso sì, è soprattutto una spalla comica. Nei fumetti, invece, è molto più ambiguo. Poldo è pigro e opportunista, ma non è stupido. Anzi, a volte sembra l’unico a capire davvero come funziona il mondo intorno a lui. Fa ridere, ma spesso mette anche un po’ a disagio.
In quali fumetti compare Poldo?
Poldo appare per la prima volta nel 1931 nelle strisce di Thimble Theatre e diventa presto un personaggio fisso accanto a Braccio di Ferro e Olivia. Dopo la morte di Segar continua a comparire in fumetti, ristampe e revival editoriali. Le storie più interessanti, però, restano quelle delle origini, quando Poldo aveva ancora spazio per parlare, imbrogliare e manipolare la situazione a suo favore.
Perché Poldo interessa ai collezionisti di fumetti?
Perché è legato al periodo più brillante e sperimentale di Thimble Theatre. Le strisce e gli albi in cui Poldo ha un ruolo centrale raccontano un tipo di fumetto molto diverso da quello che è arrivato poi nei cartoni. Per chi colleziona, queste storie sono interessanti proprio perché mostrano il personaggio nel suo momento migliore, prima che venisse semplificato.