Harry Osborn è uno di quei personaggi che nei fumetti di Spider-Man non alzano mai la voce, ma finiscono per farsi sentire lo stesso. Non è un eroe, non è un cattivo “da manuale” e non nasce nemmeno come antagonista. È, prima di tutto, il figlio di Norman Osborn: un’eredità ingombrante, soprattutto quando quel cognome è legato al green goblin e a tutto ciò che ne consegue. Amico di Peter Parker, presenza fissa accanto a Uomo Ragno senza saperlo, Harry cresce in bilico tra affetto e frustrazione, sempre un passo indietro rispetto a chi sembra cavarsela meglio di lui. Quando il segreto di famiglia viene a galla, e la maschera del Goblin smette di essere solo un incubo lontano, Harry fa la scelta peggiore nel modo più umano possibile: prende il posto del padre. Non per sete di potere, ma per dare un senso al caos. Ed è proprio questa fragilità a renderlo uno dei personaggi più inquietanti e memorabili dell’universo Marvel.
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ToggleHarry Osborn: creazione e prime apparizioni editoriali
Nascita del personaggio
Harry Osborn debutta nei fumetti Marvel nel pieno della Silver Age, in The Amazing Spider-Man n. 31 (1965). Il personaggio nasce dalla penna di Stan Lee e dalle matite di Steve Ditko, inizialmente pensato come semplice comprimario nella vita universitaria di Peter Parker. In questa fase Harry è lontano anni luce dall’idea di villain: è il classico amico fragile, insicuro, spesso sopraffatto dall’ingombrante figura paterna. La vera svolta arriva poco dopo, quando il personaggio viene sviluppato ulteriormente sotto la gestione di John Romita Sr., che ne definisce in modo più marcato il lato emotivo e drammatico, preparandolo – quasi senza che il lettore se ne accorga – al ruolo tragico che lo renderà memorabile.
Le prime pubblicazioni in Italia
In Italia, Harry Osborn arriva sulle pagine dell’Uomo Ragno pubblicato da Editoriale Corno tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta. Anche per i lettori italiani, inizialmente Harry è poco più che un volto noto del cast fisso: l’amico di Peter, il figlio di Norman, una presenza apparentemente marginale. Solo con il passare degli anni – e soprattutto con la rivelazione del legame tra la famiglia Osborn e il green goblin – il personaggio assume un peso narrativo crescente. Ed è proprio questa evoluzione lenta, distribuita su decenni di storie, a rendere oggi Harry Osborn uno dei personaggi più interessanti anche dal punto di vista collezionistico, soprattutto nelle sue prime apparizioni e negli archi narrativi chiave legati alla sua trasformazione.
Nel corso degli anni, la figura di Harry Osborn è stata analizzata e approfondita in numerose storie, diventando uno dei personaggi più complessi legati a Spider-Man, è possibile trovare l’elenco di tutte le sue apparizioni nella dettagliata scheda fumettistica su Comic Vine.

Harry Osborn: infanzia, famiglia e prime crepe
Harry Osborn nasce con tutto quello che, sulla carta, dovrebbe rendere semplice la vita: soldi, prestigio, un futuro già scritto. Il problema è che nascere figlio di Norman Osborn significa anche crescere accanto a un padre distante, ossessivo, incapace di vedere nel figlio qualcosa che non sia una delusione. La madre, Emily Lyman, muore quando Harry è ancora in fasce, lasciandolo solo con un genitore emotivamente assente e sempre più consumato dal lavoro… e da segreti decisamente poco salutari. Harry cresce così: circondato da lusso, ma affamato di approvazione, con una fragilità che resta ben nascosta dietro l’immagine del “ragazzo ricco”.
L’amicizia con Peter Parker e il mondo universitario
L’ingresso all’Empire State University segna uno dei pochi momenti in cui Harry sembra trovare un equilibrio. Qui conosce Peter Parker, con cui nasce un’amicizia autentica, fatta di convivenza, studio e quella strana solidarietà che si crea tra chi non si sente mai davvero all’altezza. Attorno a loro ruotano figure fondamentali come Gwen Stacy, luminosa e tragica, e Mary Jane Watson, imprevedibile e magnetica. È un periodo apparentemente leggero, quasi normale, ma sotto la superficie Harry comincia a mostrare le prime crepe: insicurezza, gelosia, dipendenze. Mentre l’ Uomo Ragno combatte mostri mascherati per la città, Harry combatte qualcosa di più silenzioso e costante: la sensazione di essere sempre un passo indietro rispetto a tutti gli altri.
La trasformazione di Harry Osborn nel Goblin
Eredità, vendetta e identità spezzata
Il vero punto di non ritorno per Harry Osborn arriva con la morte apparente di Norman Osborn. Quando il green goblin sembra finalmente sconfitto, Harry non ottiene la pace che si aspettava: ottiene solo domande, rabbia e un bersaglio ben preciso. Convinto che l’ Uomo Ragno sia responsabile della fine del padre, Harry comincia a ricostruire pezzo dopo pezzo ciò che Norman aveva lasciato dietro di sé: laboratori segreti, appunti, armi… e una verità che avrebbe fatto comodo non scoprire mai. Il Goblin non è solo una maschera: è un’eredità tossica, pronta a essere indossata.
Il secondo Goblin: diverso, ma non meno pericoloso
Quando Harry decide di assumere il ruolo del Goblin, lo fa in modo molto diverso dal padre. Il suo non è un piano lucido di conquista o dominio: è una vendetta personale, confusa, emotiva. A differenza di Norman, Harry è attraversato dal dubbio, dal senso di colpa e da un legame affettivo che non riesce a spezzare del tutto. Questo rende il suo Goblin più instabile, ma anche più imprevedibile. I suoi scontri con l’ Uomo Ragno non sono mai solo fisici: ogni combattimento è una resa dei conti emotiva, un dialogo violento tra due amici che non riescono più a riconoscersi.

Caduta, ritorni e una normalità sempre provvisoria
Harry Osborn dopo il Goblin
Dopo la prima sconfitta, Harry Osborn sembra finalmente allontanarsi dal Goblin. Le cure psichiatriche, la rimozione dei ricordi più traumatici e una parentesi di vita “normale” gli permettono di ricostruirsi: un matrimonio, un figlio, il tentativo sincero di essere qualcosa di diverso da suo padre. Ma nei fumetti Marvel il passato raramente resta sepolto. Il Goblin non sparisce mai davvero, resta lì, come una voce di fondo pronta a riaffiorare nei momenti peggiori. In saghe come Il bambino dentro, questa fragilità torna a galla con forza, mostrando quanto l’equilibrio di Harry sia sempre stato precario.
Un nemico che conosce troppo bene Spider-Man
A rendere Harry Osborn particolarmente pericoloso non sono solo i potenziamenti della formula Goblin, ma la sua conoscenza intima del mondo di Uomo Ragno. Harry conosce Peter Parker, ne conosce gli affetti, le paure, i punti deboli. Sa cosa ha significato la morte di Gwen Stacy, sa quanto Mary Jane sia importante, e sa usare tutto questo come arma. A differenza di altri nemici di Spider-Man – dall’Avvoltoio a Lizard – Harry non attacca solo il corpo dell’eroe, ma la sua vita privata. È un avversario che colpisce dove fa più male, spesso senza bisogno di indossare la maschera.
Poteri e abilità di Harry Osborn
La formula Goblin: forza, mente e instabilità
Quando Harry Osborn assume il ruolo di Goblin, lo fa attraverso una versione della famigerata formula sviluppata dal padre. Il risultato è un potenziamento fisico completo: forza, agilità, riflessi e resistenza ben oltre i limiti umani. Harry diventa più veloce, più resistente ai colpi e capace di affrontare l’ Uomo Ragno ad armi quasi pari. A questo si aggiunge una capacità rigenerativa accelerata che gli consente di recuperare da ferite che metterebbero fuori gioco un uomo normale.
Ma il vero problema non è il corpo: è la mente. La formula Goblin amplifica l’instabilità emotiva di Harry, rendendolo impulsivo, paranoico e ossessivo. A differenza di Norman, che riesce spesso a separare razionalità e follia, Harry vive il Goblin come una seconda identità che fatica a controllare. Questo lo rende meno stratega, ma molto più pericoloso nelle reazioni.
Armi, tecnologia e approccio al combattimento
Harry utilizza gran parte dell’arsenale classico del Goblin: l’aliante, le bombe a forma di zucca, gas allucinogeni e gadget offensivi progettati per disorientare l’avversario. Non è solo una questione di potenza, ma di pressione psicologica. Le sue armi sono pensate per colpire, confondere e spingere Spider-Man all’errore. In questo senso, Harry combatte in modo più emotivo che tattico, alternando momenti di grande lucidità a scatti di rabbia incontrollata.

Morte, conseguenze e ritorni dall’ombra
La fine di Harry Osborn (e quello che viene dopo)
La morte di Harry Osborn è uno di quei momenti che, nei fumetti di Spider-Man, non passano inosservati. Non è solo la caduta di un nemico, ma la perdita definitiva di un amico. Lo scontro finale con l’ Uomo Ragno non è costruito come un semplice duello tra eroe e villain: è una resa dei conti emotiva, in cui Harry arriva a comprendere fino in fondo il peso delle proprie scelte. Il suo sacrificio segna Peter Parker in modo profondo e duraturo, diventando una delle ferite più difficili da rimarginare nella sua vita.
Ma, come spesso accade nell’universo Marvel, la morte non coincide con la fine della storia.
Eredità tossiche, piani postumi e tormenti psicologici
Anche dopo la sua scomparsa, Harry continua a influenzare la vita di Spider-Man. Attraverso intelligenze artificiali, registrazioni, manipolazioni e piani lasciati in eredità, il suo fantasma narrativo resta presente a lungo. È una scelta narrativa coerente con il personaggio: Harry non è mai stato capace di “andarsene davvero”, né dalla vita di Peter né da quella del Goblin. In queste storie emerge con forza l’idea che il vero lascito degli Osborn non siano solo armi o formule, ma traumi irrisolti e cicli di vendetta che si autoalimentano.

Altre versioni di Harry Osborn e adattamenti nei media
Harry Osborn nel multiverso Marvel
Nel multiverso Marvel, Harry Osborn è uno di quei personaggi che cambiano pelle spesso, ma senza perdere il nucleo tragico che lo definisce. In alcune realtà alternative diventa una figura ancora più oscura, in altre prova – inutilmente – a spezzare il ciclo di violenza degli Osborn. Nell’universo Ultimate Marvel, ad esempio, il suo rapporto con Peter Parker è più teso e segnato dalla manipolazione scientifica della Oscorp, mentre in linee narrative come Marvel Zombies o MC2 il personaggio viene spinto verso esiti estremi, spesso più crudeli che redentivi. In queste versioni alternative Harry non è mai solo “il figlio di”: è una variabile instabile che mette alla prova l’identità stessa dell’Uomo Ragno e il concetto di eredità familiare nell’universo Marvel.
Harry Osborn tra cinema, animazione e videogiochi
Anche fuori dalla carta stampata, Harry Osborn resta una presenza centrale nel mondo di Spider-Man. Al cinema è stato interpretato da James Franco nella trilogia di Spider-Man e da Dane DeHaan in The Amazing Spider-Man 2, con approcci molto diversi ma sempre legati al tema dell’eredità e del conflitto interiore. Nelle serie animate e nei videogiochi dedicati a Spider-Man, Harry viene spesso reinterpretato come figura di sfondo pronta a diventare detonatore narrativo: amico, rivale o vittima designata delle ambizioni di Norman. È una dimostrazione di quanto il personaggio funzioni anche fuori dai fumetti, pur dando il meglio di sé quando ha il tempo – e le pagine – per sviluppare tutta la sua complessità psicologica.
Accoglienza e impatto culturale di Harry Osborn
Un personaggio che fa male (e per questo funziona)
Nel panorama dei nemici e alleati di Uomo Ragno, Harry Osborn occupa un posto particolare. Non è il più potente, non è il più iconico dal punto di vista visivo e non è nemmeno il più longevo come antagonista. Eppure è uno dei più ricordati. Il motivo è semplice: Harry non rappresenta una minaccia “esterna”, ma personale. È l’amico che cade, il figlio che non regge il peso dell’eredità, il ragazzo che sbaglia tutto nel momento sbagliato. Proprio per questo, nel corso degli anni, molte storie con Harry Osborn sono finite regolarmente nelle liste delle saghe più drammatiche e riuscite del mondo di Spider-Man. La sua parabola viene spesso citata come esempio di come un personaggio di Spider-Man possa evolversi ben oltre il ruolo di semplice comprimario.
Harry Osborn e il collezionismo
Dal punto di vista collezionistico, Harry Osborn è legato ad alcuni snodi narrativi fondamentali dell’universo Marvel. Le sue prime apparizioni, le storie legate al green goblin, le saghe che coinvolgono Gwen Stacy, Mary Jane, e l’identità segreta di Peter Parker sono tutte abbastanza ricercate, soprattutto in buone condizioni. Non parliamo solo di numeri iconici, ma di albi che segnano passaggi emotivi cruciali nella vita dell’eroe. Ed è proprio questo tipo di fumetti – carichi di storia, più che di muscoli – a essere spesso al centro dell’interesse dei collezionisti più attenti.

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Domande frequenti
Chi è Harry Osborn nei fumetti Marvel?
Harry Osborn è uno di quei personaggi che nei fumetti di Spider-Man sembrano sempre sul punto di rompersi. È l’amico di Peter Parker, sì, ma anche il figlio di Norman Osborn, e questo da solo basta a spiegare molte cose. Non nasce cattivo, né eroico: è fragile, insicuro e spesso fuori posto. Ed è proprio questa sua instabilità a renderlo così importante nelle storie.
Perché Harry Osborn diventa il Green Goblin?
Harry diventa il Green Goblin perché non riesce a reggere la morte del padre. Convinto che Uomo Ragno ne sia responsabile, cerca una risposta nel modo peggiore possibile: indossando la stessa maschera che ha distrutto la sua famiglia. Non è una scelta razionale, ma una reazione emotiva, dettata dal dolore più che dalla cattiveria.
Harry Osborn è un cattivo o un alleato di Spider-Man?
Dipende dal momento della sua vita. Harry è stato un grande amico di Peter Parker, ma anche uno dei suoi nemici più personali. La cosa interessante è proprio questa: Harry non combatte Spider-Man per dominare il mondo o fare soldi, lo combatte perché non riesce a separare l’amicizia dalla rabbia e dal senso di colpa.
In cosa è diverso il Goblin di Harry da quello di Norman Osborn?
Il Goblin di Norman Osborn è freddo e calcolatore, quello di Harry molto più impulsivo. Norman controlla il caos, Harry ci affoga dentro. Il risultato è un Goblin meno lucido, ma spesso più pericoloso sul piano emotivo, perché colpisce Spider-Man sapendo esattamente dove fa più male.
Harry Osborn muore davvero nei fumetti?
Sì, Harry Osborn muore, ma come spesso succede nei fumetti Marvel la sua storia non finisce lì. Anche dopo la morte continua a pesare sulla vita di Peter Parker, sulle sue scelte e sui suoi rimpianti. Più che un addio definitivo, la sua è una presenza che resta, anche quando non c’è più.