Il Commissario Basettoni è una presenza fondamentale nelle storie di Topolino. Rappresenta l’autorità che funziona, l’istituzione che non ostacola l’eroe ma lo sostiene, riconoscendone capacità e intuito. È una figura stabile, rassicurante, che attraversa decenni di pubblicazioni senza perdere credibilità. Proprio per questo, più che un comprimario, è uno dei pilastri silenziosi dell’universo narrativo di Topolinia.
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ToggleOrigini del personaggio
La nascita nelle strisce americane
Il Commissario Basettoni compare per la prima volta alla fine degli anni Trenta, quando le strisce di Topolino stanno diventando sempre più avventurose e meno legate al semplice umorismo. A crearlo è Floyd Gottfredson, l’autore che in quegli anni sta dando forma all’intero mondo narrativo di Topolino, trasformandolo in un vero investigatore. Il suo nome originale è Chief Seamus O’Hara.
L’esordio avviene nel 1939, nella storia Topolino e il mistero di Macchia Nera. Basettoni entra subito in scena come commissario di polizia di Topolinia, senza bisogno di presentazioni elaborate. È un’autorità che funziona, pratica, concreta. Non è l’ennesimo superiore incapace che intralcia l’eroe, ma una figura che capisce in fretta con chi ha a che fare. Fin dalle prime apparizioni, infatti, si affida a Topolino con naturalezza, riconoscendone l’intelligenza e il fiuto investigativo. Un’impostazione tutt’altro che scontata per l’epoca, e che resterà una delle caratteristiche più riuscite del personaggio.
L’arrivo sulle pagine italiane
Il pubblico italiano conosce il Commissario Basettoni attraverso le ristampe delle strisce americane pubblicate su Topolino. All’inizio il personaggio è ancora molto vicino al modello originale: autorevole, distaccato, quasi impersonale. Con il passare degli anni, però, e con l’avvio di una produzione italiana sempre più autonoma, Basettoni inizia a cambiare tono.
Gli autori italiani ne smussano gli angoli, lo rendono più umano, a tratti persino paterno. Resta il commissario di polizia, ma diventa anche una presenza familiare, qualcuno che il lettore riconosce immediatamente, numero dopo numero. È in questa fase che Basettoni smette di essere solo un personaggio “importato” e diventa parte integrante dell’immaginario disneyano italiano, capace di reggere storie più lunghe e articolate senza perdere la sua funzione principale: mantenere l’equilibrio in una Topolinia dove l’ordine, almeno sulla carta, esiste davvero.

Il ruolo del Commissario Basettoni nelle storie di Topolino
Quando nelle storie di Topolino compare il Commissario Basettoni, di solito vuol dire che la situazione è seria. È quello che riceve la denuncia, che ascolta il resoconto, che annuisce mentre Topolino espone la sua teoria. Poi, quasi sempre, gli lascia campo libero.
Sta al suo posto, con calma. Sa che Topolino arriverà dove serve arrivare. E quando l’avversario è qualcuno come Pietro Gambadilegno o Macchia Nera, la sua presenza serve a ricordare che, anche nelle storie più tese, a Topolinia c’è ancora qualcuno che tiene in piedi l’ordine delle cose.
Non ruba mai la scena, ma senza di lui molte storie semplicemente non partirebbero nemmeno.
Dalle strisce americane alla tradizione italiana
Il Commissario Basettoni nasce nelle strisce americane firmate da Floyd Gottfredson, e lì mantiene a lungo un’impostazione molto asciutta. È un poliziotto serio, poco incline alle confidenze, più vicino a un funzionario che a un personaggio “da carattere”. Serve alla storia, fa il suo dovere e lascia spazio a Topolino. Niente di più, niente di meno.
Quando però Basettoni entra stabilmente nella produzione italiana, le cose cambiano. Gli autori iniziano a usarlo con maggiore libertà, dandogli un tono più umano e riconoscibile. Con Romano Scarpa, per esempio, il commissario smette di essere solo una figura istituzionale e diventa qualcuno che il lettore sente familiare, quasi rassicurante. È sempre autorevole, ma meno distante.
Negli anni successivi, sceneggiatori come Giorgio Pezzin e Tito Faraci continuano su questa strada. Basettoni resta al suo posto, non diventa mai protagonista, ma acquista spessore. Reagisce, riflette, a volte si stanca, a volte si preoccupa. Anche dal punto di vista grafico, con autori come Giorgio Cavazzano, il personaggio trova una fisionomia definitiva, immediatamente riconoscibile.
È così che Basettoni, senza strappi né rivoluzioni, passa dall’essere un personaggio “importato” a diventare una presenza tipicamente italiana. Sempre coerente con le sue origini, ma perfettamente a suo agio nelle storie di Topolino così come le abbiamo lette per decenni.

Il Commissario Basettoni fuori dai fumetti
Il Commissario Basettoni non è un personaggio che ha avuto bisogno di molte “reinvenzioni” animate, ma nel corso degli anni qualche apparizione fuori dalla carta l’ha fatta. Nei cartoni come Mickey Mouse Works e House of Mouse il suo ruolo resta coerente: poche battute, presenza misurata, funzione di contorno alle storie di Topolino.
Chi è abituato ai fumetti nota subito qualche differenza, soprattutto nell’aspetto. In alcune versioni animate, ad esempio, il colore del pelo tende al marrone anziché al grigio più familiare delle storie a fumetti. Cambiamenti minimi, che non alterano però il senso del personaggio. Anche fuori dalla carta, Basettoni resta quello di sempre: serio, tranquillo, poco incline agli eccessi.

Il Commissario Basettoni e il collezionismo Disney
Il Commissario Basettoni non è mai stato un personaggio da collezione in senso stretto. Non esistono albi ricercati perché c’è Basettoni, né numeri diventati iconici per una sua apparizione. Il suo interesse collezionistico è sempre legato al contesto, non al personaggio in sé.
Il discorso cambia quando si guarda alle origini. Le strisce americane firmate da Floyd Gottfredson, in cui Basettoni compare fin dalle prime avventure investigative di Topolino, hanno un valore storico ben preciso. Qui Basettoni fa parte della costruzione dell’universo narrativo di Topolino, e il suo ruolo contribuisce all’importanza complessiva delle storie.
Anche in Italia, qualche numero degli anni Cinquanta può avere un interesse collezionistico, ma non per la presenza del commissario in quanto tale. Si parla piuttosto di albi legati a un periodo preciso, a una certa qualità editoriale o a firme importanti. Basettoni c’è, fa il suo lavoro, ma resta sullo sfondo, esattamente come nelle storie.
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Domande frequenti
Chi ha inventato il Commissario Basettoni?
Il Commissario Basettoni nasce nelle strisce di Topolino alla fine degli anni Trenta. Il personaggio viene creato da Floyd Gottfredson, autore centrale nello sviluppo delle storie investigative di Topolino.
In quale storia compare per la prima volta Basettoni?
La prima apparizione è del 1939, nella storia Topolino e il mistero di Macchia Nera, pubblicata nelle strisce giornaliere americane.
Basettoni è sempre stato rappresentato allo stesso modo?
No. Nelle strisce americane è più rigido e formale. Nelle storie italiane, con il tempo, diventa più umano e riconoscibile, pur restando una figura d’autorità.
Basettoni compare anche nei cartoni animati Disney?
Sì, compare in alcune serie animate Disney, come Mickey Mouse Works e House of Mouse. Anche lì mantiene un ruolo secondario, coerente con quello dei fumetti.