Archimede Pitagorico

Archimede Pitagorico: Il genio di Paperopoli

9 Gennaio 2026

Quando a Paperopoli qualcosa smette di funzionare come dovrebbe, di solito non è colpa del destino. È molto più probabile che ci sia di mezzo un’invenzione. E, quasi sempre, quell’invenzione porta la firma di Archimede Pitagorico.

Creato da Carl Barks, Archimede è uno dei pilastri dell’universo Disney a fumetti. Senza di lui, Paperinik sarebbe rimasto un eroe in pigiama, Zio Paperone non avrebbe mai recuperato il suo deposito sprofondato in una voragine, e Paperopoli avrebbe avuto parecchi problemi in più da gestire.

Origini e creazione

Archimede Pitagorico viene introdotto nel 1952 da Carl Barks, “l’uomo dei paperi”, l’autore che più di chiunque altro ha saputo popolare il mondo dei paperi disneyani di meravigliosi personaggi.

La prima apparizione di Archimede avviene nella storia Gladstone’s Terrible Secret, pubblicata nel maggio del 1952 sul numero 140 di Walt Disney’s Comics and Stories. In Italia la storia arriva poche settimane dopo, sul numero 45 di Topolino, con il titolo Paperino e l’amuleto del cugino Gastone. È qui che il personaggio debutta ufficialmente per il pubblico italiano, già con un’identità ben definita, destinato a comparire in centinaia di storie. Un elenco completo delle storie dedicate ad Archimede Pitagorico è disponibile su Disney Comics Wiki.

prima apparizione

Nome e ispirazioni

Negli Stati Uniti il personaggio si chiama Gyro Gearloose, un gioco di parole intraducibile alla lettera: gyro richiama il movimento, gear gli ingranaggi, loose qualcosa di allentato, svitato. In sintesi: un genio brillante, ma con qualche rotella fuori posto. Il significato è evidente, ma resta fortemente ancorato alla lingua e alla cultura d’origine.

La prima resa italiana – Giro Rotalibera – era corretta, persino ingegnosa, ma mancava di autorevolezza.  A rimediare fu Guido Martina, che ebbe un’intuizione semplice e geniale: ribattezzarlo Archimede Pitagorico.

Una scelta che mette insieme due giganti della scienza antica: Archimede, simbolo dell’ingegno applicato, e Pitagora, emblema del pensiero teorico e astratto. Due anime che convivono perfettamente nel personaggio: l’inventore che costruisce macchine impossibili e lo scienziato che ragiona per principi, formule e lampi di intuizione.

Non è un dettaglio da poco. Quel nome conferisce al personaggio una dignità intellettuale che va oltre la comicità della situazione. Archimede non è solo “quello che inventa cose strane”: è uno scienziato nel senso più classico del termine, anche quando le sue creazioni finiscono per camminare da sole, esplodere o discutere con lui.

laboratorio di archimede

Il laboratorio di Archimede Pitagorico

Il vero domicilio di Archimede non è tanto una casa quanto un’estensione della sua mente: il laboratorio. Un luogo dove il concetto di ordine segue regole tutte sue, e dove una lampadina con le gambe è considerata un collaboratore affidabile.

Il laboratorio sorge alla periferia di Paperopoli, in Calisota, ed è un centro di sperimentazione continua: un’officina creativa dove si progettano soluzioni a problemi che spesso non esistevano prima dell’invenzione stessa, ma che, una volta creati, qualcuno deve pur risolvere.

Qui Archimede passa gran parte delle sue giornate, immerso tra progetti incompiuti, prototipi improbabili e macchinari che sembrano sempre sul punto di prendere vita. Ed è proprio in questo ambiente che nasce Edi, la sua prima e più riuscita invenzione: una lampadina semovente che incarna letteralmente il “lampo di genio”. Silenzioso, efficiente, spesso più lucido del suo creatore, una sorta di coscienza tecnica che tiene insieme intuizione e pragmatismo.

Il laboratorio è anche il luogo dove Archimede diventa, suo malgrado, una figura centrale per Paperopoli. Da qui escono le invenzioni destinate a Paperinik, i congegni per Zio Paperone, e una lunga serie di dispositivi pensati per migliorare la vita quotidiana dei cittadini… a volte con risultati imprevedibili.

archimede pitagorico edi

Personalità e caratteristiche

Geniale, instancabile, animato da una curiosità inesauribile, Archimede affronta il mondo con l’entusiasmo di chi vede in ogni problema un’occasione di studio e in ogni ostacolo una sfida stimolante.

Il suo tratto più evidente è una fiducia quasi incrollabile nel progresso e nella ragione. Archimede crede sinceramente che ogni difficoltà possa essere compresa, analizzata e risolta, purché si disponga del tempo necessario e di qualche attrezzo adeguato. Questo ottimismo di fondo lo rende una presenza rassicurante per Paperopoli, anche quando le sue invenzioni finiscono per complicare ulteriormente la situazione prima di rimetterla a posto.

Accanto al genio scientifico emerge una profonda disponibilità verso gli altri. Archimede aiuta amici e concittadini con naturalezza, spesso senza preoccuparsi di guadagni o riconoscimenti. Il suo rapporto con Zio Paperone, fatto di collaborazioni continue e compensi raramente proporzionati all’impegno, racconta molto del suo carattere: l’interesse economico resta sempre in secondo piano rispetto alla soddisfazione di far funzionare le cose.

C’è poi un aspetto meno appariscente, ma fondamentale: Archimede possiede una notevole resilienza. Gli insuccessi non lo scoraggiano, gli errori non lo paralizzano, le critiche non ne intaccano la motivazione. Ogni fallimento viene archiviato come esperienza utile, spesso già mentre sta lavorando all’invenzione successiva. È una forma di disciplina mentale che lo rende credibile come scienziato e profondamente umano come personaggio.

Per tutte queste ragioni, Archimede finisce per assumere un ruolo quasi protettivo nei confronti di Paperopoli. Senza proclami e senza pose eroiche, agisce come una presenza costante, pronta a intervenire quando la città si trova ad affrontare problemi che richiedono ingegno, pazienza e una buona dose di creatività applicata.

edi

Le invenzioni di Archimede Pitagorico

La prima invenzione di Archimede è Edi, una lampadina capace di muoversi autonomamente e di intervenire con precisione nei momenti cruciali. La sua origine viene raccontata nella storia La prima invenzione di Archimede di Don Rosa, realizzata per celebrare i cinquant’anni del personaggio creato da Carl Barks nel 1952.

In quella vicenda Archimede sta lavorando alle cosiddette “scatole pensanti”, dispositivi progettati per aumentare l’intelligenza degli animali. Durante gli esperimenti, una vecchia lampada appartenente a Paperino entra nel processo in modo del tutto imprevisto, dando origine a una nuova forma di intelligenza artificiale: Edi. Il risultato è sorprendentemente funzionante, fedele e collaborativo. Edi diventa una presenza costante nel laboratorio e nella vita di Archimede. Compare in innumerevoli storie successive e accompagna l’inventore in ogni fase del lavoro, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo, alla verifica e alla riuscita delle sue invenzioni.

Da questo momento in poi, le invenzioni si moltiplicano. Macchinari per il recupero di oggetti impossibili, congegni pensati per migliorare la vita quotidiana dei cittadini, dispositivi sperimentali che risolvono un problema aprendone altri due. È una produzione incessante, che rispecchia una mente incapace di fermarsi e sempre proiettata verso la soluzione successiva.

Le invenzioni per Paperinik

Una parte consistente del lavoro di Archimede finisce invariabilmente nelle mani di Paperinik. Veicoli improbabili, gadget multifunzione, sistemi di difesa e soluzioni di fuga che sembrano usciti da un catalogo segreto: tutto passa dal laboratorio di Archimede.

Le invenzioni per Paperone

Il rapporto con Zio Paperone segue invece dinamiche ben note. Archimede progetta, costruisce e collauda; Paperone chiede, contratta e cerca di spendere il meno possibile. Le invenzioni spaziano da soluzioni industriali a marchingegni pensati per difendere o recuperare la celebre fortuna, e Archimede si applica con la stessa serietà a ogni incarico, senza lasciarsi troppo distrarre dai conti finali. .

Il bello delle invenzioni di Archimede sta proprio nel modo in cui nascono. Le idee prendono forma tra prove, aggiustamenti e inevitabili imprevisti. Qualcosa funziona subito, qualcos’altro richiede un intervento di Edi o una revisione completa del progetto. Nel complesso, le invenzioni di Archimede fanno esattamente ciò che dovrebbero fare: complicano la situazione quanto basta per rendere la storia interessante e, alla fine, la rimettono in piedi.

La famiglia Pitagorico

Osservando Archimede al lavoro, viene naturale pensare a un genio isolato, capitato quasi per caso a Paperopoli. In realtà, scavando appena sotto la superficie, emerge una verità piuttosto chiara: il talento, in casa Pitagorico, è una questione di famiglia.

L’albero genealogico di Archimede Pitagorico è popolato da inventori, scienziati e spiriti curiosi, tutti accomunati da una certa inclinazione a risolvere i problemi in modo poco convenzionale. Una dinastia di cervelloni che attraversa le generazioni e che rende il genio di Archimede meno un’eccezione e più il risultato di una lunga tradizione.

Il padre, Fulton Pitagorico, è stato un inventore metodico e rispettato, oltre che membro delle Giovani Marmotte. A lui Archimede deve non solo l’eredità del laboratorio, ma anche un’impostazione di lavoro basata su competenza e applicazione pratica. Fulton rappresenta la versione più ordinata e disciplinata del talento di famiglia.

Il nonno, Cacciavite Pitagorico, aggiunge invece una nota più avventurosa al quadro. Inventore e spirito irrequieto, amico del giovane Zio Paperone, è l’esempio di come il genio Pitagorico sappia adattarsi a contesti molto diversi, dai battelli sul Mississippi alle invenzioni a energia alternativa. Una figura che sembra uscita da un romanzo d’avventura, con qualche bullone in più.

La tradizione prosegue con Newton Pitagorico, nipote di Archimede e membro delle Giovani Marmotte. Piccolo inventore in erba, Newton ripropone in scala ridotta lo stesso mix di entusiasmo, curiosità e intuizione che caratterizza lo zio. Con lui il genio Pitagorico dimostra di avere ancora parecchio futuro davanti.

newton

Alter ego di Archimede Pitagorico

Nel corso degli anni, Archimede ha mostrato più di una deviazione rispetto alla sua abituale affidabilità. Queste trasformazioni, spesso legate a esperimenti mal riusciti o a condizioni fuori controllo, hanno dato vita a una serie di alter ego ben distinti.

Uno dei più noti è Archi-X, protagonista della storia Paperinik e l’attacco di Archi-X. In questo caso Archimede viene colpito accidentalmente da un raggio “malvagio” sviluppato nel suo laboratorio e diventa una versione notturna e decisamente poco amichevole di Archimede. Qui l’inventore diventa una minaccia vera e propria per Paperopoli, spinto da un’energia distruttiva che non ha nulla a che vedere con la sua abituale disponibilità.

Ancora più inquietante è Mad Ducktor, che appare nella storia Paperinik e l’amichevole minaccia. Qui l’alter ego nasce come incarnazione separata delle frustrazioni e del risentimento accumulati da Archimede nel corso degli anni, in particolare nei confronti di Zio Paperone. Il risultato è un vero e proprio antagonista autonomo, destinato a diventare un villain ricorrente.

Decisamente diverso è lo Scherzomane, al centro della storia Archimede e il signor scherzo. In seguito a un esperimento ispirato al classico tema del doppio alla Jekyll e Hyde, Archimede si trasforma in un personaggio dedito a scherzi sempre più invasivi e fuori luogo. La situazione degenera rapidamente, fino a rendere necessario l’intervento di Qui, Quo e Qua per rimettere le cose a posto.

Nel loro insieme, questi episodi mostrano un Archimede diverso dal solito, alle prese con situazioni che sfuggono al suo controllo. Sono parentesi narrative che aggiungono varietà al personaggio senza intaccarne il ruolo abituale a Paperopoli.

archimede pitagorico alter ego

Legami sentimentali

La vita sentimentale di Archimede Pitagorico non è mai stata particolarmente affollata. Non per misteriosi traumi o drammi irrisolti, ma per una ragione molto più semplice: quando passi la maggior parte del tempo in laboratorio, circondato da ingranaggi, prototipi e idee in fase di collaudo, il romanticismo tende a finire un po’ in secondo piano. Nelle storie di Carl Barks, Archimede appare perfettamente a suo agio in questa dimensione. Vive bene da solo, lavora molto, dorme poco e non sembra minimamente turbato dall’assenza di una relazione stabile.

Nel corso degli anni, soprattutto nelle produzioni italiane, qualche tentativo di esplorare un lato più sentimentale c’è stato. La più nota è Ariella, protagonista di una parentesi romantica tanto intensa quanto breve, destinata a restare un episodio isolato. All’estero compare anche Matilda, che in alcune versioni assume un ruolo più definito, mentre nelle storie italiane resta sullo sfondo, senza mai diventare davvero centrale.

Alla fine, però, la relazione più solida e duratura di Archimede resta quella con Edi. Presenza costante, collaboratore infallibile e compagno silenzioso di infinite sessioni di lavoro, Edi è l’unico che riesce a stargli accanto senza mai distrarlo. Un rapporto fatto di sguardi, segnali luminosi e interventi puntuali, che funziona molto meglio di qualsiasi storia romantica.

duck tales

Archimede Pitagorico oltre i fumetti

Quando un personaggio funziona davvero, prima o poi esce dalle pagine dei fumetti. Archimede Pitagorico non fa eccezione e, anzi, si presta particolarmente bene al salto verso l’animazione: geniale, riconoscibile, visivamente forte e sempre pronto a complicare le cose nel modo più interessante possibile.

La sua versione più nota fuori dai fumetti è senza dubbio quella di DuckTales. Qui Archimede assume un aspetto leggermente diverso rispetto alla controparte cartacea – capelli rossi, modi più espliciti, qualche tic in più – ma resta fedele nella sostanza: inventore instancabile, supporto tecnico indispensabile e presenza fissa ogni volta che serve una soluzione fuori standard. In questa incarnazione diventa anche il creatore di Robopap, con risultati che confermano come, quando Archimede inventa qualcosa, le conseguenze siano sempre degne di attenzione.

Nel reboot del 2017, DuckTales, il personaggio viene riletto in chiave più moderna. L’Archimede animato appare più spigoloso, meno accomodante e decisamente più ossessivo nei confronti delle proprie creazioni. Una scelta che divide, ma che aggiunge spessore e rende esplicito un aspetto già presente nei fumetti: quando passi la vita a inventare, il confine tra controllo e caos va tenuto d’occhio con una certa attenzione.

Al di fuori di DuckTales, Archimede compare sporadicamente anche in altri prodotti animati Disney, spesso in brevi apparizioni o camei. Presenze rapide, ma sufficienti a ribadire un concetto semplice: quando c’è bisogno di qualcuno che capisca davvero cosa sta succedendo, Archimede è sempre una scelta sensata.

Vuoi vendere fumetti Disney?

Se possiedi fumetti Disney e stai valutando di venderli, puoi contattarci direttamente tramite Fumettirari.com.

Ci occupiamo dell’acquisto di fumetti Disney da collezione, inclusi Topolino, altre testate storiche e collezioni complete, anche di grandi dimensioni.
È possibile avviare il contatto compilando il form con le informazioni essenziali sui fumetti che desideri vendere, oppure contattandomi tramite telefono o whatsapp al numero 3518675462 ,

Domande frequenti

Chi ha creato Archimede Pitagorico?
Archimede Pitagorico è stato creato da Carl Barks nel 1952. È uno dei personaggi più importanti dell’universo Disney a fumetti e una figura centrale nella costruzione narrativa di Paperopoli.

Qual è la prima apparizione di Archimede Pitagorico?
La prima apparizione avviene nella storia Gladstone’s Terrible Secret, pubblicata nel 1952 su Walt Disney’s Comics and Stories. In Italia la storia è uscita su Topolino con il titolo Paperino e l’amuleto del cugino Gastone.

Qual è il nome originale di Archimede Pitagorico?
Il nome originale del personaggio è Gyro Gearloose. Si tratta di un gioco di parole inglese legato al mondo della meccanica e all’idea di un inventore geniale ma leggermente “svitato”.

Perché in Italia si chiama Archimede Pitagorico?
Il nome italiano è stato scelto da Guido Martina e unisce due grandi figure della scienza antica, Archimede e Pitagora. È considerata una delle localizzazioni Disney più riuscite, tanto da diventare definitiva nel tempo.

Articoli correlati

Fenomeno è il nome assunto da Cain Marko, uomo legato agli X-Men da un rapporto che precede qualunque scontro in costume. Cain cresce nella stessa famiglia di Charles Xavier, condividendo l’infanzia con quello che diventerà...
Abominio entra nell’universo Marvel con un ruolo preciso: affrontare Hulk sul suo stesso terreno. Condivide l’origine gamma, possiede una forza paragonabile e una forma stabile che non prevede ritorni alla normalità. Fin dalla prima apparizione...
Nel mondo di Braccio di Ferro, Bruto è l’antagonista ricorrente, il rivale fisico e sentimentale che torna puntualmente a portare scompiglio nelle storie. Un grosso fastidio, certo, ma senza di lui molte avventure di Braccio...