Nelle avventure ambientate attorno a Nonna Papera, Ciccio lo trovi sempre alla fattoria. Se non sta mangiando, sta dormendo. Se non dorme, probabilmente sta pensando a cosa mangiare dopo. In un certo senso fa parte del paesaggio. C’è quando serve una mano e puntualmente non serve a molto. C’è quando c’è da lavorare e riesce sempre a evitare la fatica.
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TogglePrima apparizione e origini del personaggio
Ciccio di Nonna Papera nasce nel 1938, nelle strisce quotidiane di Paperino. Il nome originale è Gus Goose e la prima apparizione porta la firma di Bob Karp ai testi e Al Taliaferro ai disegni.
All’inizio Ciccio è pensato come una presenza occasionale. Un parente che arriva, si piazza in casa di Paperino e crea scompiglio con il suo appetito fuori controllo. Poco dopo passa anche all’animazione, con il cortometraggio Donald’s Cousin Gus del 1939, che fissa subito due elementi destinati a restare: la fame perenne e l’andatura lenta.
Nei fumetti, però, il personaggio trova una collocazione più stabile grazie a Carl Barks. Inserito nelle storie ambientate attorno alla fattoria, in qualità di aiutante di Nonna Papera, Ciccio diventa parte dell’equilibrio quotidiano di quel mondo.
Con l’arrivo in Italia, Gus Goose diventa semplicemente Ciccio. Cambia il nome, ma il non il personaggio, e da qui in poi appare con continuità nelle storie pubblicate su Topolino, soprattutto in quelle di ambientazione rurale.
Per chi vuole approfondire le origini del personaggio e la sua collocazione nella genealogia Disney, ecco una scheda dettagliata.

Ciccio alla fattoria
Alla fattoria di Nonna Papera, Ciccio è sempre nel posto giusto per non fare nulla. Se c’è da lavorare nei campi, lo trovi appisolato sotto un albero. Nonna Papera lo conosce bene: ogni tanto prova a coinvolgerlo, ogni tanto sbuffa, ma alla fine Ciccio resta lì. Non crea veri problemi, non combina disastri clamorosi. Occupa spazio, consuma tempo e vive secondo regole tutte sue.

Ciccio nei fumetti italiani
Nei fumetti italiani Ciccio trova terreno fertile. Le storie di campagna, pubblicate per anni su Topolino, gli permettono di stare in scena senza forzature. Non serve inventargli grandi ruoli: basta metterlo lì, alla fattoria, e lasciarlo fare Ciccio.
Gli autori italiani lo usano con molta libertà. A volte è poco più di una presenza di sfondo, altre volte diventa il centro di piccole situazioni quotidiane. Sempre con lo stesso tono: niente eroismi, niente svolte improvvise, solo giornate che scorrono lente, spesso interrotte da un pasto o da un sonnellino. Col tempo arrivano anche storie costruite attorno a lui. Non lo trasformano e non cercano di renderlo diverso. Giocano sempre sugli stessi elementi: fame, sonno, lentezza. Cambia la situazione, non il personaggio.
È così che diventa una presenza abituale nei fumetti italiani. Non perché faccia cose memorabili, ma perché lo riconosci subito. Entra in scena e sai già che il ritmo della storia cambierà, almeno per un po’.

Alter ego e versioni alternative
Ogni tanto, nelle storie italiane, qualcuno ha provato a giocare con Ciccio portandolo fuori dal suo habitat naturale. Nascono così versioni alternative e alter ego che restano più come parentesi che come veri cambiamenti.
Sono deviazioni brevi, legate a contesti specifici e a periodi precisi. Finita la storia, Ciccio torna sempre alla fattoria, ai suoi ritmi e alle sue abitudini.
La versione più nota è Iron Ciccius, inserita in avventure a tema supereroistico. Anche in questi casi, il personaggio resta fedele al suo modo di stare in scena, senza trasformarsi davvero.
Altre variazioni compaiono e scompaiono senza lasciare tracce durature. Restano come episodi isolati, curiosi da leggere e facili da collocare all’interno della produzione italiana.

Ciccio e il collezionismo Disney
Ciccio non è il classico personaggio che si cerca per una singola storia o per un numero chiave. Nei fumetti Disney entra quasi sempre in punta di piedi, all’interno di racconti più ampi, in genere ambientati alla fattoria di Nonna Papera.
Per questo motivo il suo interesse collezionistico non sta tanto nella rarità della singola apparizione, quanto nel tipo di storie in cui compare. si trova soprattutto in fumetti che raccontano un certo modo di fare Disney: ritmi lenti, situazioni quotidiane, personaggi che convivono più che avventurarsi.
Chi colleziona i fumetti Disney lo incontra in:
- storie di campagna
- numeri legati a periodi ben definiti del Topolino italiano
- racconti dove l’atmosfera conta più dell’azione
Molti fumetti con Ciccio non colpiscono a prima vista. Alcuni, però, diventano interessanti col tempo, perché raccontano una stagione del fumetto Disney che oggi si incontra meno spesso, fatta di pause, silenzi e piccole abitudini.
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Domande frequenti
Chi ha creato Ciccio di Nonna Papera?
Ciccio nasce nel 1938 nelle strisce quotidiane di Paperino. Il personaggio viene creato da Bob Karp e Al Taliaferro, con il nome originale di Gus Goose.
Qual è la prima apparizione di Ciccio?
La prima apparizione di Ciccio risale al 1938, nelle strisce di Paperino. Poco dopo compare anche nel cortometraggio animato Donald’s Cousin Gus del 1939.
Ciccio è parente di Nonna Papera?
Sì, ma non in modo diretto. Nella genealogia più accreditata, Ciccio è pronipote di Nonna Papera. È figlio di Fanny Coot, che appartiene al ramo dei Coot, la famiglia di Nonna Papera. Nei fumetti questo legame resta quasi sempre sullo sfondo.
Ciccio è imparentato con Paperino?
Sì. Ciccio e Paperino sono parenti alla lontana, attraverso la famiglia Coot. Anche in questo caso, nelle storie il rapporto non viene quasi mai chiarito in modo esplicito.