Nei fumetti Marvel esistono personaggi che funzionano perché sono esempi positivi, e altri che funzionano perché sono un problema. Pietro Maximoff (aka Quicksilver) rientra senza esitazione nella seconda categoria. È il velocista per eccellenza, certo, ma anche uno dei personaggi più irrequieti, frustrati e difficili da gestire dell’intero universo Marvel. E forse è proprio questo il motivo per cui, a distanza di decenni, continua a tornare ciclicamente al centro delle storie.
Essere sempre un passo avanti, nei fumetti come nella vita, non significa per forza andare nella direzione giusta.
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ToggleChi è Pietro Maximoff nel mondo dei fumetti Marvel
Pietro Maximoff debutta nel 1964 su X-Men #4, creato da Stan Lee e Jack Kirby. All’inizio non è un eroe: insieme alla sorella gemella Wanda Maximoff appare come membro riluttante della Confraternita dei Mutanti Malvagi guidata da Magneto. Riluttante è la parola chiave: Pietro non è mai stato un fanatico, ma nemmeno un idealista.
Nel tempo diventa un personaggio di passaggio tra mondi diversi: mutanti, Vendicatori, Inumani, governi, universi alternativi. Non si stabilizza mai davvero. E, a ben vedere, non sembra nemmeno volerlo.

Origini e biografia: nascere sul Monte Wundagore non aiuta
Nato sul Monte Wundagore, cresciuto da Django e Marya Maximoff, una coppia rom, Pietro scopre presto che la sua velocità non è un talento da esibire, ma uno strumento di sopravvivenza. Quando il villaggio si rivolta contro la famiglia, Pietro non combatte né media: prende Wanda e scappa. È una scelta che lo definirà per sempre. La fuga diventa il suo linguaggio naturale.
L’incontro con Magneto e l’ingresso nella Confraternita dei Mutanti Malvagi non nascono da convinzioni ideologiche profonde, ma da un senso di debito e protezione verso la sorella. Pietro accetta il ruolo del cattivo senza crederci fino in fondo, e infatti non lo regge a lungo.
Dalla Confraternita ai Vendicatori
Quando Magneto viene rimosso dalla scena, Pietro convince Wanda a tentare un’altra strada. I due arrivano negli Stati Uniti e chiedono di unirsi ai Vendicatori. È un passaggio fondamentale: Pietro diventa ufficialmente un supereroe.
Sulla carta.
Nella pratica, resta uno dei Vendicatori più difficili da sopportare. È arrogante, impaziente, spesso convinto di essere l’unico a capire davvero cosa stia succedendo. Lascia il gruppo, ritorna, se ne va di nuovo. La sua permanenza negli Avengers è fatta più di attriti che di celebrazioni.
Il rapporto con Wanda, già complesso, si incrina definitivamente quando lei si innamora di Visione. Per Pietro non è solo pregiudizio: è la paura di perdere l’unico punto fermo della sua vita.
Inumani, matrimonio e scelte sbagliate
Il matrimonio con Crystal degli Inumani sembra offrire a Pietro una possibilità di stabilità. Nasce Luna, sua figlia, e per un breve periodo Pietro prova a essere qualcosa di diverso. Ma non dura.
La frustrazione torna a galla e con lei una lunga serie di decisioni sbagliate: complotti politici, tentativi di manipolare governi, alleanze sempre più ambigue. Pietro attraversa più volte il confine tra eroe e antagonista, convinto – come spesso accade – di sapere cosa sia giusto per tutti.
È uno di quei personaggi che non cadono perché sono malvagi, ma perché sono certi di avere ragione.
House of M: correre più veloce delle conseguenze
Il momento più drammatico della vita di Pietro arriva con House of M. Quando Avengers e X-Men discutono se eliminare Wanda per fermarla, Pietro fa ciò che ha sempre fatto: agisce prima che qualcun altro possa decidere.
Spinge la sorella a riscrivere la realtà. Per un istante funziona: i mutanti governano il mondo. Poi tutto crolla. Quando Wanda ripristina la realtà, milioni di mutanti perdono i loro poteri. Pietro incluso.
Per uno che vive in un mondo che percepisce sempre troppo lento, è una punizione quasi crudele. Forse inevitabile.

I poteri di Quicksilver (e il loro prezzo)
Sì, Pietro corre veloce. Molto veloce. Supervelocità, riflessi sovrumani, metabolismo accelerato, pensiero rapidissimo. Tutto vero. Ma nei fumetti la vera domanda non è mai stata quanto corre Pietro Maximoff, bensì se tutta quella velocità gli sia mai servita davvero a stare meglio.
Gli aumenti di potere – Isotopo E, Nebbie Terrigene – non lo rendono più equilibrato. Anzi, ogni upgrade sembra amplificare il problema di fondo: Pietro pensa troppo in fretta per un mondo che non riesce a stargli dietro.
Le altre versioni di Pietro Maximoff
Come molti personaggi longevi, Pietro attraversa universi alternativi: Ultimate, Marvel Noir, What If? e altre variazioni editoriali. Cambiano i contesti, ma il carattere resta sorprendentemente coerente. È sempre irrequieto, sempre nervoso, sempre convinto di dover andare avanti.
Fermarsi, per lui, non è mai un’opzione.
Pietro Maximoff nei fumetti rari
Dal punto di vista collezionistico, Pietro Maximoff è legato a momenti chiave della Marvel. X-Men #4 resta la sua prima apparizione ed è uno degli albi Silver Age più ricercati. Anche alcune storie degli Avengers e House of M sono particolarmente interessanti perché segnano svolte narrative importanti.
L’eredità di Pietro Maximoff
Pietro Maximoff non è mai diventato un personaggio comodo. È rimasto spigoloso, arrogante, emotivamente instabile. Ma è anche rimasto coerente. Nei fumetti Marvel non tutti devono essere esempi positivi. Alcuni servono solo a ricordare cosa succede quando si corre troppo a lungo senza sapere bene dove si sta andando.

Domande frequenti
Pietro Maximoff è un eroe o un cattivo?
Dipende dal periodo che stai leggendo. Pietro nasce come nemico, diventa Vendicatore, poi si allontana, ritorna, prende decisioni discutibili e spesso le paga. Nei fumetti non è mai davvero un “cattivo classico”, ma nemmeno un eroe rassicurante. È uno di quei personaggi che sbagliano convinti di fare la cosa giusta.
Quali sono i veri poteri di Quicksilver?
La supervelocità è solo la parte più evidente. Pietro pensa, reagisce e vive più velocemente degli altri. Questo lo rende formidabile in battaglia, ma pessimo nei rapporti umani. Nei fumetti, il suo problema non è quanto corre, ma quanto poco riesce a rallentare quando dovrebbe.
Cosa succede a Pietro Maximoff in House of M?
In House of M, Pietro cerca di salvare Wanda spingendola a riscrivere la realtà. Per un momento sembra funzionare, poi tutto crolla. Quando il mondo torna “normale”, milioni di mutanti perdono i poteri, Pietro compreso. È uno dei momenti più duri del personaggio, perché lo costringe a fare i conti con un mondo che va finalmente alla sua stessa velocità. E non gli piace affatto.
Perché Pietro Maximoff interessa ai collezionisti di fumetti?
Perché è legato a passaggi fondamentali della storia Marvel. La sua prima apparizione in X-Men #4, alcune storie degli Avengers e saghe come House of M sono albi che segnano cambi di rotta importanti. Non sempre sono fumetti “facili”, ma proprio per questo attirano chi colleziona con un minimo di criterio.