Play Press, casa editrice: storia, pubblicazioni e curiosità per i collezionisti di fumetti

29 Novembre 2025

Introduzione: storia dei fumetti Play Press dagli anni 80 ad aggi

Gli 80, decennio d’oro del giocattolo e della musica, non sembrava arridere al fumetto, almeno alla sua alba. Il fallimento di una casa editrice di punta come la Editoriale Corno aveva lasciato un vuoto nel settore e sembrava scoraggiare i pur lungimiranti editori a riprendere le trame di quel discorso supereroistico laddove era stato bruscamente interrotto. Cionondimeno, furono due piccoli editori a scommettere su Marvel e DC: Star Comics e Play Press. E se la prima editrice, umbra, lo fece con una certa cautela selettiva, la seconda – laziale – si lanciò con entusiasmo, andando a rimpinguare le edicole (e in seguito anche le librerie) di nuovi titoli, eroi americani e Manga giapponesi. Per tutti gli anni 80 e 90 l’editore Play Press ha proposto fumetti di eroi già molti noti al pubblico e altri ritenuti oggi minori, che erano praticamente sconosciuti. Lo fece con quella cura nei piccoli dettagli meritevole delle lodi, a distanza di tanto tempo, di chi quell’epopea l’ha vissuta inseguendo in edicola l’ultimo numero uscito.

Le origini della Casa Editrice

transformers playpress
La casa editrice Play Press fu fondata da Mario Ferri a Viterbo nel 1986. Una certa continuità con la Corno appare evidente subito, non soltanto nella materia, ma anche nell’approccio. Così come la casa Editrice milanese, anche Play Press si aprì subitaneamente ad un numero crescente di personaggi, anche minori, prediligendo dapprima l’universo Marvel. Le prime pubblicazioni Marvel però non riprendevano quelle che la Corno aveva sospeso, En tranchant: ad esempio, i fumetti dei Transformers, fenomeno generazionale di gigantesca portata, rappresentavano quasi una novità per l’Italia. Iron Man non aveva mai avuto una sua testata, Play Press lo introdusse dapprima nelle due collane Namor e DP7 e poi sui 46 numeri della collezione omonima. I 6 volumi My Love proponevano si storie Marvel, ma indirizzate ad un pubblico più femminile, che evidentemente la casa editrice sperava di conquistare.

I Supereroi Marvel nelle edizioni Play Press

thor play press
Nel 1988, come proseguimento de “I nuovi mutanti”, Play Press pubblica il primo numero di Wolverine, collezione che si interrompe con il numero 51. Il primo Supereroe rimasto orfano di carta stampata in seguito alla chiusura della Corno, che Play Press decise di recuperare, fu invece Thor. Il pubblico era già scottato dalla precedente narrazione Corno terminata in maniera ingloriosa con quel numero 243 (Un martello all’inferno) che sapeva tanto di riempitivo. Invece, nella nuova serie, arrivata fino al numero 60, Play Press da spazio alle storie più avvincenti  e amate dai lettori, quelle del ciclo di Walter Simonson, mantenendo un livello altissimo per gli appassionati del Dio del Tuono.
Del 1989 è il primo numero di Silver Surfer, uno di quei supereroi che ci mettono pochissimo a rubare la scena a tutti i rivali e a farsi amare incondizionatamente dai fan. Curioso che nessun editore avesse mai pensato di dedicargli un fumetto. Play Press lo fa e lo fa anche bene, pubblicando il ciclo di Steve Englehart fino al numero 53 del 1994.
Ben presto, con le pubblicazioni a pieno regime, appare evidente come l’editore non sia particolarmente attento ai vincoli di continuity. Play Press prediligeva la qualità delle avventure alla cronologia, contrariamente a Star Comics, l’editrice rivale, che si preoccupava di non lasciare cosiddetti vuoti di trama. E così fra i consumatori, soprattutto fra quelli che si servivano ad entrambe le taverne, subentrò l’impasse della collocazione temporale delle vicissitudini. Nacquero gli schieramenti “pro Star comics” e “pro Play Press”, ma ringraziando il cielo e l’assenza di internet, tutto rimase confinato entro una distinta battaglia di preferenze che solo in rari casi degenerò in boicottaggio di una o dell’altra casa editrice. Come tutte le cose belle però anche il connubio fra Marvel e Play Press era destinato a concludersi. Il duro colpo fu inferto a metà degli anni 90, con l’approdo sul mercato di Marvel Italia. La “succursale” Marvel si appropriò dei diritti dei suoi personaggi e quindi sottrasse a Play Press Wolverine, Thor, Namor, Il Punitore e Iron Man.
namor play press

I Supereroi DC nelle edizioni Play Press

L’Universo DC era raccontato in Italia dalla Cenisio, che aveva pubblicato in anni passati Batman, Superman e Flash, senza riuscire a percorrere i fasti della Corno. Dopo la chiusura della casa editrice, a partire dal 1984 i diritti DC erano in mano a Rizzoli, che occasionalmente pubblicava qualche breve avventura in appendice o inserto a Corto Maltese. Poco roba, se pensiamo che Il film per le sale di Tim Burton Batman e la crescente visibilità dell’uomo pipistrello in tv, avevano riacceso l’interesse per l’ Universo DC in Italia. L’editore Play Press ebbe la felice idea di acquisire i diritti DC che nel contempo non erano più di Rizzoli, curando finalmente una distribuzione di tutto rispetto. Le pubblicazioni DC iniziarono con la collana Justice League del 1990 con protagonisti Green Lantern, Wonder Woman, Superman (che curiosamente poi ricompare da solo nel volume “LA MORTE DI SUPERMAN”) e tanti altri. A questa si aggiungeranno le collane American Heroes, Starman, Batman, Flash, Green Arrow, Lobo etc.
batman play press

I Manga Play Press

Play Press si interessò anche al fumetto nipponico, distribuendo in Italia manga. Fra questi cito Tokyo Mew Mew amiche vincenti (1-7), Battle Royal (1-15), Mirmo (1-12), Mermaid Melody (1-7), Hallo Spank (1-7), Virgin (1-13), Peach (1-18), Boys Be…(1-20), Negima (1-11), Ufo Baby (1-9), e perfino i Pokemon.
La particolarità di queste raccolte? Erano tutte molto brevi, il che oggi le rende facilmente collezionabili senza investire organi del proprio corpo per chiuderle.

Altre serie Play Press: horror, fantascienza e le storie autoprodotte

La casa editrice dedicò spazio a letture horror e di fantascienza, tratte da film, anche queste di brevissima durata:
– Jurassic Park.
– Predator.
– Star Trek.
Fa eccezione la serie Ronny Balboa, di Sauro Pennacchioli, un giallo di 81 albi interamente concepito in Italia e distribuito anche all’estero.

Play Press e il collezionismo: quali sono i volumi e le serie ricercate?

Da un punto di vista strettamente collezionistico non ci sono serie rilevanti, per le quali i collezionisti si accaniscono nella ricerca. Questo perché Play Press ebbe quasi sempre una buona tiratura. Inoltre, sembra adoperasse una qualità e una carta di ottima qualità, quindi i fumetti sopravvissuti sono ancora oggi ben conservati (a meno che non siano stati riposti in luoghi umidi).
Il mio consiglio è di acquistare o vendere le serie complete, che hanno prezzi ragionevoli e sono abbastanza richieste dai lettori, per la bellezza delle loro storie.
Fra le collezioni più amate e che non faticherete a vendere c’è la 1-53 di Silver Surfer, il cui costo si aggira sui 120 euro.
Sono molto richieste anche le saghe di Batman:
– Le avventure di Batman (1-37, ispirata al cartone animato Batman the animated series). Questa serie ha un numero chiave, il 19/20, ma non aspettatevi di venderlo a cifre incredibili.
– Le leggende di Batman (1/28).
– Batman saga (1/24).
Ma il fiore all’occhiello del collezionismo Play Press sono le collezioni Transformers e Gi Joe. Alla loro uscita ebbero una diffusione più limitata perché la casa editrice era nata da poco, in più sono ricercate anche dai collezionisti di giocattoli.
Fra i Manga, per via del successo avuto dal cartone animato in TV, sono richiesti i 7 numeri di Mew Mew amiche vincenti.

Edizioni Play Press, dal 2000 a oggi

A partire dal 2000 Play Press ridusse le vendite in edicola, come del resto buona parte delle case editrici che curavano prettamente fumetto. Nel 2006, come accaduto in precedenza con Marvel, perse anche i diritti DC. Tanti affezionati lettori, incluso chi scrive, abbandonarono come degli ingrati la barca.
In effetti, se non avessi redatto questo articolo sarei rimasto nella mia vergognosa ignoranza, convinto per chissà quale motivo che la casa editrice non esistesse più. Sbagliato: Edizioni Play Press ha continuato a produrre e distribuire materiale cartaceo e ha anche un sito internet.
Non è più un punto di riferimento nel fumetto come lo era una volta, nei gloriosi anni in cui importava sogni marcati Marvel e DC, ma pubblica ancora riviste con Parole crociate, giochi, disegni per bambini da colorare ed enigmistica di vario genere.

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