Table of Contents
ToggleIntroduzione
Topolino libretto è forse la collezione di fumetti più presente in Italia, fra gli scaffali delle nostre librerie. la serie si distingue per longevità e qualità ed è il prodotto cartaceo di punta di Walt Disney nel nostro paese. In questo articolo approfondiremo gli aspetti legati al collezionismo, cercando di farlo, come sempre in questo blog, senza tecnicismi, così da agevolare la lettura anche ai semplici appassionati che non ambiscono a diventare degli esperti.
Storia Editoriale
Il primo numero di Topolino libretto vede la luce nell’aprile del 1949 come continuazione della pubblicazione Topolino giornale. La casa editrice è Arnoldo Mondadori Editore, che ne aveva raccolto il testimone da Nerbini. La periodicità è mensile, diventa quindicinale nel 1952 e settimanale nel 1960 con il numero 235. Con il numero 3019 cambia anche la casa editrice: non più Mondadori ma Panini Comics.
Topolino libretto, i cambiamenti nel formato e nell’aspetto attraverso gli anni
Nel corso degli anni il look degli albi ha subito radicali modifiche, con particolare riguardo per le costine:

– Da Topolino numero 1 fino al numero 74 il formato è spillato e di dimensioni ridotte rispetto ad oggi.

– Dal 75 al 120 è brossurato con costa a colori.

– Dal 121 al 144 in costa appaiono dei personaggi Disney (Topolino, Pippo, etc etc).

– Dal 145 al 164 torna ad essere brossurato con costa a colori.

– Dal numero 165 al numero 604 la costa è zigrinata.

– Dal 605 al 2114 la costa è gialla ma cambia a seconda del periodo il logo Mondadori.

– Con il 2015 il logo in costa diventa rosso.
– Dal 3019 in costa campeggia il logo Panini Comics.
| Numeri | Periodo | Periodicità | Caratteristiche | Editore |
|---|---|---|---|---|
| 1–74 | 1949–1953 | Mensile / poi quindicinale | Spillato, formato ridotto | Mondadori |
| 75–120 | 1953–1955 | Quindicinale | Brossurato, costa a colori | Mondadori |
| 121–144 | 1955–1956 | Quindicinale | Personaggi Disney in costa | Mondadori |
| 145–164 | 1956–1957 | Quindicinale | Brossurato, costa a colori | Mondadori |
| 165–234 | 1957–1960 | Quindicinale | Costa zigrinata | Mondadori |
| 235–604 | 1960–1969 | Settimanale | Costa zigrinata, consolidamento del formato classico | Mondadori |
| 605–2014 | 1969–2006 | Settimanale | Costa gialla, variazioni del logo Mondadori nel tempo | Mondadori / Disney Italia nella fase finale |
| 2015–3018 | 2006–2013 | Settimanale | Costa con logo rosso, fase moderna | Disney Italia |
| 3019 in poi | 2013–oggi | Settimanale | Costa con logo Panini Comics | Panini Comics |
Le fasi editoriali di Topolino libretto
Per orientarsi meglio nella lunga storia di Topolino libretto, può essere utile suddividere la serie in alcune grandi fasi editoriali. La periodicità, il tipo di dorso, il formato e anche l’editore cambiano infatti più volte nel corso dei decenni, e queste differenze sono importanti sia per chi colleziona sia per chi vuole semplicemente capire meglio in quale momento della storia del settimanale si colloca un albo.
La scuola Disney italiana
Al successo di Topolino libretto hanno contribuito la fantasia e Il talento dei suoi autori. Nei primi anni della sua storia editoriale, sul libretto comparivano anche diverse storie di autori americani. Col tempo e con il fiorire dell’apprezzatissima scuola fumettistica italiana, il settimanale ha acquisito una quasi totale indipendenza dagli Stati Uniti e le storie estere sono via via scomparse del tutto. Il livello artistico degli autori italiani è riconosciuto oltre oceano, prova ne è che siamo passati dall’importare autori americani come Barks o Strobl in Italia, ad esportare negli Stati Uniti le storie di autori nostrani.
I grandi autori della scuola Disney italiana
Fra i decani dei disegnatori e degli sceneggiatori che hanno lasciato la propria impronta sulla Walk of Fame di Topolinia citiamo Romano Scarpa, Angelo Bioletto, Guido Martina, Giovan Battista Carpi, Luciano Bottaro, Luciano Gatto, Rodolfo Cimino. Costoro costituiscono il gruppo storico della prima fase, quella che successiva alla chiusura del Topolino giornalino. Ben presto si affermarono Cavazzano, (che cominciò la sua carriera per Disney collaborando con Romano Scarpa), Massimo De Vita, Sergio Asteriti, Carlo Chendi, Giulio Asteriti e altri nuovi talenti come Giorgio Pezzin, Bruno Sarda, Carlo Panaro, Fabio Michelini, Bruno Concina, Corrado Mastantuono, Valerio Held, Casty, Fabio Celoni, Silvia Ziche. In base all’area geografica in cui nacquero e furono attivi, gli appassionati e la critica tendono ad ascrivere ogni autore ad una diversa “scuola”. Scarpa, Cavazzano, Cimino, Held, Gatto costituiscono il cuore della scuola veneta, Bottaro e Carpi la scuola ligure e così via.
Una tradizione che passa da una generazione all’altra
Il successo duraturo della scuola Disney italiana è forse attribuibile alla riuscitissima coesione fra le diverse generazioni di artisti. Gli arrembanti giovani autori non hanno rimpiazzato il nucleo storico, ma hanno saputo integrarsi e apprendere, lavorando fianco a fianco con I grandi maestri fin quando questi sono rimasti in attività. Le tecniche di disegno sono cambiate tanto, dalla classica china a mano libera su bristol board alla moderna tavoletta grafica, ma la tradizione decennale sopravvive veicolata dall’estro personale dei loro autori nel rispetto del formale canone Disney tracciato dai maestri del passato.
Vendita, tiratura e popolarità
Tradizione, rinnovamento, studio e formazione non possono però contrastare la crisi del fumetto contemporaneo, che non ha neppure risparmiato Topolino.
Una misura, parziale, del successo di una testata è la tiratura, ossia il numero di copie stampate. Al netto però dei dati sulle rese che non sono pubblici, ossia tutti gli albi non venduti e tornati alla casa editrice.
I dati sulle tirature ufficiali di Topolino libretto sono ingarbugliato argomento di discussione, ma sulla base delle informazioni riportate sul libretto (fino al 1999: dopo quell’anno il dato non è stato più diffuso), sussurrate da addetti ai lavoratori, o declamate a gran voce sulle copertine dei numeri “da record” sembra che il periodo di massimo splendore del giornalino corrisponda al decennio 60-70, quando esso si attestò su cifre di circa 800.000 copie (imprimete a mente questo dato quando riflettete sulla rarità del Topolino di quegli anni!), ebbe una lieve crisi sul finire degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 (toccò il picco negativo di 250.000 copie) ma si riprese negli anni 90, sfiorando il numero record di un milione, trascinato dai popolarissimi gadget in omaggio in quegli anni (qualcuno ha detto Topowalkie?)
Attualmente si parla di numeri molto magri che in base al periodo oscillerebbero fra le 70.000 copie e le 180.000, sempre al netto delle rese, che dunque potrebbero ridurre ulteriormente I reali dati di vendita.
Numeri paradossalmente comparabili a quelli del primissimo albo del 1949.
Il prezzo di copertina di Topolino libretto nel tempo
Anche il prezzo di copertina di Topolino libretto contribuisce a raccontare la sua lunga storia editoriale. Dai primi numeri del 1949, ancora legati a un’Italia che usciva dalla guerra, fino alle uscite più recenti, il costo dell’albo è cambiato più volte seguendo l’inflazione, l’aumento dei costi di stampa, le trasformazioni del mercato editoriale e l’evoluzione stessa del settimanale.
Guardare il prezzo stampato in copertina aiuta quindi a collocare meglio un albo nel suo tempo e restituisce con immediatezza il senso della durata straordinaria della testata. Anche sotto questo aspetto, Topolino libretto è una piccola cronaca economica del fumetto italiano, oltre che una delle sue raccolte più amate.
I dati qui sotto sono pensati come tappe indicative dell’evoluzione del prezzo di copertina, non come listino completo numero per numero.
| Numero | Periodo / data | Prezzo di copertina | Nota |
|---|---|---|---|
| 1 | Aprile 1949 | 60 lire | Prezzo dei primissimi libretti Mondadori |
| 500 | Anni Sessanta | 150 lire | Uno dei primi grandi numeri celebrativi |
| 1000 | 26 gennaio 1975 | 250 lire | Numero tondo molto noto fra i collezionisti |
| 1275 | 4 maggio 1980 | 500 lire | Fase di forte crescita del prezzo negli anni Ottanta |
| 1500 | 26 agosto 1984 | 1.500 lire | Soglia simbolica del periodo Mondadori |
| 2000 | Metà anni Novanta | 2.500 lire | |
| 2301 | 4 gennaio 2000 | 3.200 lire / 1,65 euro | Fase di doppia indicazione lira/euro |
| 2351 | 19 dicembre 2000 | 3.300 lire / 1,70 euro | |
| 2402 | 11 dicembre 2001 | 3.400 lire / 1,76 euro | Ultima fase del doppio riferimento monetario |
| 2500 | Prima metà anni Duemila | 1,80 euro | Prezzo ormai stabilmente espresso in euro |
| 3001 | 4 giugno 2013 | 2,40 euro | Inizio della fase Panini |
| Uscite recenti | Fase attuale | 3,50 euro | Prezzo di copertina attuale delle uscite ordinarie recenti |
I direttori di Topolino libretto
Una testata così longeva si riconosce anche dalle figure che l’hanno guidata nel tempo. I direttori di Topolino libretto hanno avuto un ruolo importante nel definire tono, impostazione editoriale, rapporto con gli autori e capacità di rinnovare il settimanale senza spezzarne la continuità. Da Mario Gentilini fino ad Alex Bertani, ogni fase della rivista porta con sé anche un’idea diversa di cosa dovesse essere Topolino per i suoi lettori.
- Mario Gentilini (1949–1980) – è il direttore storico della lunga fase Mondadori e accompagna Topolino dalla nascita in formato libretto fino alla soglia degli anni Ottanta. La sua direzione è legata alla costruzione dell’identità del settimanale e alla crescita della scuola Disney italiana.
- Gaudenzio Capelli (1980–1994) – prende il testimone in una fase di trasformazione, segnata da un mercato diverso rispetto agli anni del massimo splendore.
- Paolo Cavaglione (1994–1999) – dirige la testata in anni di forte presenza editoriale Disney e di ampia diffusione del settimanale.
- Gianni Bono (1999–2000, reggente) – guida Topolino per un breve periodo di transizione.
- Claretta Muci (2000–2007) – accompagna la testata nel passaggio tra fine Mondadori/Disney Italia e i primi anni Duemila.
- Valentina De Poli (2007–2018) – la sua direzione è una delle più riconoscibili dell’epoca recente; nel 2018 lascia il posto ad Alex Bertani.
- Alex Bertani (dal 2018) – subentra con il n. 3280 come direttore editoriale, aprendo una nuova fase del settimanale in epoca Panini.
Personaggi principali
Su Fumettirari abbiamo già dedicato una pagina ai personaggi principali di Topolino, però la libretto non è soltanto una testata dedicata agli amici topi, ci sono pure tantissimi paperi che affollano quel manicomio a cielo aperto che è Paperopoli.
I protagonisti di TL sono il pilastro della sua longevità, non me ne vogliano gli artisti di cui abbiamo già tessuto le lodi, è indubbio che lavorare su “un team” di personaggi così amati stimola il processo creativo.
Le due città dove si svolgono le vicende, e che ormai comunicano solamente in occasioni speciali e celebrative, sono Topolinia a Paperopoli.
I personaggi di Topolinia
A Topolinia ritroviamo Topolino, Pippo, Minnie, Tip e Tap, l’alieno Eta Beta, Gancio il dritto, il commissario Basettoni, Manetta e un parterre di cattivi che restituisce una connotazione più noir ai fumetti li ambientati: Macchia Nera, Gambadilegno, il professor Kranz, Eli Squick, e una moltitudine di villains che hanno fatto una fugace apparizione fra le pagine del libretto.
I protagonisti di Paperopoli
Le avventure paperolesi sono tendenzialmente più leggere, articolate spesso nella dinamica che vede Zio Paperone, Paperino, Archimede e Qui, Quo, Qua impegnati nella quest fra regioni sperdute del globo (per la verità anche fuori). Ma sono anche le più divertenti, soprattutto quando la trama è incentrata intorno alle peripezie della vita urbana di Paperino, alle prese con la gelosia della fidanzata Paperina e I cugini Gastone e Paperoga.
Attorno alla figura di Zio Paperone, creato da Carl Barks nel 1947, che è il patriarca in vita della dinastia papera, gravitano l’odiato collega miliardario Rockerduck, il maggiordomo Battista e la sfacciata spasimante Brigitta, quest’ultima personaggio orgogliosamente italiano, ideato da Romano Scarpa. I Furfanti della Banda Bassotti, sempre in cerca di uno stratagemma per violare il perimetro del deposito, e la fattucchiera Amelia, che invece si accontenterebbe di impossessarsi di un decino: peccato che questo sia la mitica Numero 1, la prima moneta guadagnata da Paperon De Paperoni, dal quale il miliardario non si separerà mai.
Gli autori italiani si sono equamente distribuiti, prediligendo alcuni la regia per i topi, altri quella per i paperi. Fra gli sceneggiatori, Guido Martina e Casty, ad esempio, vantano una produzione più spiccatamente Topolinesca, mentre Luciano Bottaro e Rodolfo Cimino hanno scelto la banda dei paperi.
Topolino libretto, guida al collezionismo
In questa seconda parte del nostro articolo andremo a scandagliare meglio gli aspetti propriamente più tecnici del collezionismo della serie, che come potrete immaginare, essendo ancora distribuita in edicola, riesce ad attirare nuovi appassionati, al contrario di altre ormai sprofondate nell’oblio.
Come in ogni collezione troviamo pezzi che rappresentano una sfida, pochi fortunatamente, e il blocco di pezzi comuni facilmente reperibili, da cui forse è auspicabile cominciare, giusto per non demoralizzarsi nei periodi in cui non si riesce ad aggiungere nuovi acquisti.
Prima di scendere nel dettaglio, chi colleziona deve fare i conti con il proprio budget: completare una collezione come Topolino libretto infatti, contrariamente a quanto paventato da certi articoli strappaclick sul web che mostrano aste da migliaia di euro, è alla portata di tante persone con impieghi comuni. Tutti i numeri di Topolino libretto, dal primo all’ultimo sono disponibili online, a cifre molto contrastanti fra loro, giustificate dalla differente condizione estetica: se pretenderete di avere albi in condizioni perfette, o meglio ancora blisterati, posso soltanto augurarvi il meglio ma palesare un tenue scetticismo. Se vi accontenterete di fumetti in condizioni “da lettura” invece mi ritengo fiducioso nell’affermare che è solo questione di tempo e pazienza, perché prima o poi arriverà per tutti il glorioso momento in cui riporrete l’ultimo numero sullo scaffale.
Nei paragrafi che seguono tratteremo le particolarità che chi collezione Topolino libretto deve conoscere.
Quali sono i numeri di topolino settimanale rari e rarissimi?

Sebbene sia uno dei fumetti più collezionati in Italia, Topolino libretto non ha numeri che possiamo considerare davvero rari o introvabili: la tiratura di questi albi, come abbiamo già detto, oscilla fra le 100.000 unità dei primissimi numeri al 1.200.000 che sfiorò intorno agli anni 70.
Questa collezione è quantitativamente impegnativa ma alla portata di chiunque abbia passione, costanza e il piacere di ritagliarsi del tempo per “cacciare” le migliori occasioni (aste, mercatini, fiere): non c’è nulla di davvero introvabile. Tuttavia esistono numeri rari che richiedono un impegno e una dedizione particolare. Questi sono senz’altro i più vecchi e datati:
Il numero 1 di Topolino lo è per ovvi motivi. La valutazione dei primi albi tende a diminuire in ordine decrescente, salvo qualche eccezione rappresentata dai cosiddetti numeri chiave.
Topolino libretto: i numeri chiave

In una collezione di fumetti è intuitivo immaginare che i primi numeri siano quelli più rari. Abbiamo appreso che anche Topolino non fa eccezione, ma la richiesta da parte degli appassionati non è sempre così lineare. Ci sono albi più ricercati di altri, apparentemente come tutti gli altri, chiamati “chiave” e che costituiscono lo scoglio più ripido al completamente della serie. Riporto di seguito un elenco di immediata consultazione:
- Topolino 1
- Topolino 17
- Topolino 46
- Topolino 47
- Topolino 100
- Topolino 113
- Topolino 127
- Topolino 500
- Topolino 577
- Topolino 605
- Topolino 1000

Perché sono più difficili altri? Ognuno ha una motivo diverso. Qualche esempio:
- Il numero 605 ha in copertina un ologramma. La sua valutazione è più alta della media soltanto se questo è presente, incollato e in buone condizioni.
- Il n. 100, il n. 500 e il n. 1000 sono tre numeri tondi.
- Il numero 500 aveva in allegato al suo interno una farfalla essiccata, che poteva essere bianca o nera. Questa particolarità lo rende unico nel suo genere (non solo fra i Disney).
Il topolino 500 con farfalla è abbastanza raro, ma poiché la fantasia dei truffatori è sempre un passo avanti bisogna fare attenzione ai furbi che in un TL 500 senza farfalla ci inseriscono una farfalla moderna! - Il numero 17 è meno comune perché uscì in anticipo rispetto a quanto programmato.
Qual è il valore di questi albi?
Il valore di Topolino libretto è strettamente connesso alle condizioni in cui si trova l’esemplare che state acquistando o vendendo e poiché il mercato per colpa o per merito di internet è in continua trasformazione, qualsiasi prezziario richiede un aggiornamento costante e puntuale.
Attualmente, per esemplari “buoni”, siamo lontani dalle cifre che si spendevano anni fa. La costante offerta di questi giornaletti e la rivendita da parte dei privati ha saturato il mercato, affinando quindi gli standard collezionistici: oggi i collezionisti ricercano prevalentemente albi in condizioni fra ottimo ed edicola.
Se volete conoscere il valore di mercato attuale, a partire dal 2025, dei numeri rari di Topolino potete approfondire in questo articolo.
Allegati al giornalino di Topolino
Il topolino 500 con farfalla mi da l’occasione di accompagnarvi all’esplorazione di un nuovo mondo appassionante per tutti i collezionisti di Topolino: gli allegati.
Non di rado, insieme al giornalino venivano rilasciati gadget o inserti in allegato di sicuro interesse per i collezionisti. Alcuni di questi sono decisamente originali, come lo scudo di Robin Hood o il gadget pistola, altri, in particolare quelli apparsi negli anni 90 e 2000, forse non sono riuscitissimi ma restano indispensabili per i completisti che aspirano ad avere tutto.
I gadget sono da sempre uno dei punti di forza del settimanale che offriva in regalo questi giochini caratteristici per fidelizzare i propri lettori. Erano portachiavi, medaglie, oggetti più complessi suddivisi in più uscite da essamblare.
Ma potevano anche essere di natura pubblicitaria, inseriti fra le pagine di Topolino per promuovere nuovi prodotti, molto spesso cataloghi di giocattoli. Per maggiori dettagli sui gadget e gli allegati a Topolino, potete dare un’occhiata a questo articolo.
Topolino libretto settimanale: con bollino o senza bollino?
I più attenti lettori di Topolino “vintage” potrebbero aver notato la presenza dei bollini club fra le pagine degli albi sotto il 1500 (foto sotto).
Anche chi non ne ha mai aperto uno ma si è cimentato nella compravendita di questi giornalini avrà carpito la domanda che aleggia come un mantra fra gli amatori: “è con bollino o senza bollino?
I ragazzi che compravano Topolino ritagliavano i bollini dagli albi, li incollavano sulle cartoline del club di Topolino ed inviano queste a Mondadori, per accaparrarsi i simpatici premi del club.
La Mondadori inserì i bollini nei fumetti di Topolino fino al numero 1462, uscito in edicola nel dicembre 1983.

Nei primi numeri li trovate saltuariamente, a frequenza alternata. Dal 200 fino al numero 1319 sono sempre presenti con poche eccezioni. Il formato e la grafica non è sempre lo stesso, su alcuni c’è un numero (il valore del punti), su altri la testa con le orecchie di Topolino e così via: erano comunque pensati appositamente per essere ritagliati e incollati sulle tessere.
Dal 1319 fino al 1462 – ultimo topolino con bollino – il bollino compariva soltanto nel primo albo del mese.
Pertanto, è comprensibile che in molti fumetti di Topolino il bollino sia ritagliato. La loro raccolta consentiva la scalata dei vari status all’interno del fittizio club di Topolino. E più salivi di livello, più interessanti erano i doni che ricevevi dal club!
Topolino libretto settimanale, allegati e gadget

Perché gli allegati rendono Topolino molto più difficile da completare
Abbiamo già anticipato che completare una collezione di Topolino libretto non è una sfida ardua se confrontata con altre epopee collezionistiche. Ma può diventare un’impresa titanica se l’intenzione è quella di completarla con tutti i gadget e gli allegati previsti in origine.
Nonostante internet abbia agevolato il confronto fra i collezionisti è veramente difficile venire a capo dell’intricato labirinto di gadget e allegati originali prodotti da Mondadori/Panini. Alcuni hanno più di 60 anni, mentre altri potevano differire da una regione all’altra, i cosiddetti “allegati regionali” che avreste potuto trovare in un topolino acquistato nel Lazio, ma non in Lombardia (ad esempio).
Qui elencherò soltanto gli allegati e i gadget più ricercati dai collezionisti, non me ne vogliano i più esperti se alla lista ne mancano tantissimi. La lista è in aggiornamento, ad oggi sono arrivato al numero 1000.
I primi allegati più curiosi e meno facili da trovare
- I numero 29 e il numero 36 avevano in allegato, in mezzo al fumetto, una bustina di figurine Lampo Astra.
- Il numero 56 una lettera firmata Topolino che comunicava il ritardo per l’uscita del prossimo numero: non più il 25 dicembre, ma martedì 30.
- 578: inserto è la lettera della morte di Walt Disney, fondamentale per tutti i fan disneyani.
- Topolino 658: Allegato gadget pistola BANG. Uno degli allegati più ambiti.
- 746, 751, 755, 782 786, 779: Inserti molto amati dai collezionisti, i mitici albi CLESP. I titoli, rispettivamente: Eta Beta e la raffineria Pippo, Eta Beta e la montagna Pippo, Eta Beta e l’officina meccano chimica, Eta Beta e le grotte meravigliose, Eta Beta e la fabbrica del sangue, Eta Beta e la crociera sul fiume rosso
- Dal 1010 al 1016 c’è lo scudo di Robin Hood con gli stemmi

Altri inserti, gadget e materiali promozionali
- I numeri 449, 451 e 453 hanno in allegato l’inserto coppa susy Toseroni fra le pagine.
- Topolino 521: inserto con il dollaro della banca di Paperopoli.
- 561 e 565: inserto cartolina 3M scotch
- Topolino 543: Allegato bandiera Alsacienne
- 601: inserto modellini Rivarossi
- 624, 678, 679: l’allegato è il catalogo dei giochi Baravelli.
- 627, 629: Allegato trenini Lima.
- 628: Allegato giocattoli Edison.
- 683: Allegato tagliando Festival mondiale del circo di Moira Orfei
- 665, 667, 669, 671, 769: Catalogo pieghevole Regis
- 746: presente inserto pieghevole catalogo Lego.
- 765, 771, 777, 781, 791: Ci sono come inserti i cataloghi giocattoli Mattel.
- 887: albo i giocattoli di Topolino
- dal 985 al 991: In allegato a Topolino uscirono le bandiere Disney con i personaggi
Album e figurine
- 551 -567: l’inserto è l’album di figurine Ferrero Junior
- 595: l’inserto è un cartoncino total contenente 5 figurine per illustrare il meraviglioso libro “il deserto”.
- 646 e 647: in questi numeri dovrebbero essere presenti le figurine Marengo modelli Fiat.
- 652: con figurine topo gigio.
- dal 961 al 966: figurine in bustina calciatori Monaco 74
Monete, medaglie e francobolli
- 708 fino al 713: in allegato ci sono le monete di Operazione dollaro, ognuna con un protagonista Disney.
- Dal numero 749 al numero 756…altre monete: storia e gloria della dinastia dei paperi, sempre con i personaggi Disney.
- 804 fino a 809: inserti francobolli San Marino, cioè dei francobolli con il volto dei personaggi dei fumetti.
- dal numero 856 fino al 861, ci sono le medaglie Olimpiadi Monico, con i personaggi dei fumetti.
- dal 906 al 917: Francobolli Operazione Quack: in metallo, con i volti dei personaggi Disney!
Dove acquistare Topolino libretto
I numeri più vecchi, non più in produzione, circolano esclusivamente sul mercato dell’usato con prezzi che vanno da pochi centesimi ciascuno a diverse migliaia di euro. Su Ebay potete trovarli tutti, dal primo all’ultimo, a patto di non avere pretese eccessive sulle condizioni. Devo avvertire chi legge che spesso compaiono a cifre più alte del loro reale valore di mercato: cercate quindi di confrontare bene I prodotti prima di procedere all’acquisto.
Anche le case d’asta che prima trattavano quasi esclusivamente arte hanno aperto dipartimenti dedicati ai fumetti, e Topolino Libretto è stato protagonista di diverse aste. Bolaffi ad esempio ha messo in asta una collezione dei primi numeri in condizioni immacolate.
Non trascurate le fiere del settore, dove oltre a comprare importanti pezzi da collezione dai venditori privati, potrete prenotare le variant e tiratura limitata pubblicate solo in queste occasioni.
Infine, anche io su Fumettirari mi occupo di acquisto e vendita di numeri rari di Topolino Libretto, mettendo in contatto i collezionisti intenzionati a fare scambi, cedere o ampliare la loro raccolta.
F.A.Q (domande frequenti)
Quanto valgono i vecchi Topolino?
La risposta è data da rarità, condizioni e richiesta.
Abbiamo quindi il numero 1 originale che sulla carta potrebbe valere qualche migliaio di euro, ma ci sono anche numeri comuni come quelli della fascia 1200-1300 in condizioni da lettura, quindi con pieghe e strappi, che potete trovare in vendita a 50 centesimi ciascuno. Questi argomenti li abbiamo trattati ampiamente su Fumettirari.com, navigando sul sito avrete modo di approfondire più nel dettaglio.
Quali sono le dimensioni di Topolino libretto?
Il formato è cambiato spesso nel tempo: i primi 100 numeri erano i più piccoli, di dimensioni 12,5 centimetri x 18 circa.
I numeri degli anni 60, quindi le sequenze 300, 400, 500 misuravano circa 19×13
Il numero 1000 18,5×13,5
Il numero 2000 14×18,5
Quanto vale il numero 100 di Topolino?
Il numero 100 è il primo dei numeri tondi, cioè quegli albi la cui numerazione rappresenta un traguardo: lo sono anche il 500, il 1000, il 2000 etc.
In quanto tale ha un valore più alto dei numeri classici, nel caso del 100 questo può essere particolarmente elevato e oscillare fra 100 e 250 euro (con bollino). Nello specifico è molto difficile dare una risposta senza periziare l’albo e valutarne lo stato di conservazione. Per un’analisi dettagliata puoi inviare le foto tramite modulo di contatti o whatsapp su fumettirari.com



