amelia disney

Amelia Disney: la strega che ammalia nel mondo dei fumetti

5 Febbraio 2026

Amelia entra nelle storie Disney sempre allo stesso modo: con la Numero Uno in testa. Non importa il piano, l’incantesimo o il travestimento del momento, l’obiettivo resta sempre quello.

Ogni sua apparizione segue uno schema ben noto: Amelia arriva, studia la situazione, prova a colpire e prima o poi deve fare i conti con Paperone. Il bello sta tutto nel percorso, perché il finale lo conosciamo già tutti.

Per chi colleziona fumetti Disney, Amelia è legata a storie che si ricordano facilmente, a periodi editoriali ben definiti e a una lunga serie di racconti italiani che l’hanno resa molto più di una semplice antagonista.

amelia e gennarino

Prima apparizione e creazione del personaggio

Amelia De Spell debutta nel 1961 nella storia “Zio Paperone e la fattucchiera”, scritta e disegnata da Carl Barks. Arriva in un momento in cui Paperone è già una figura centrale del fumetto Disney e riesce subito a ritagliarsi uno spazio preciso.

Barks la costruisce come una strega elegante e determinata, più attenta alla strategia che agli effetti spettacolari. Amelia osserva, pianifica e passa all’azione con sicurezza. Quando qualcosa va storto, si limita a rimandare tutto al tentativo successivo.

La Numero Uno resta il fulcro del rapporto tra Amelia e Paperone. Per lei rappresenta il traguardo finale, per lui l’origine della propria fortuna. Tutto il resto ruota attorno a questo punto fisso.

prima apparizione amelia disney

Amelia nei fumetti americani

Amelia, nei fumetti americani, compare con il contagocce. Carl Barks la usa poco e bene, senza spremerla. Ogni volta che entra in scena, è chiaro perché è lì e cosa vuole fare.

Le sue storie sono tutte molto dritte. Amelia arriva, punta la Numero Uno e costruisce il piano attorno a quello. Nessuna deviazione, nessun giro largo. Funzionano perché vanno dritte al punto e perché tengono il personaggio sempre sotto controllo.

Per chi colleziona, queste storie sono interessanti anche per questo motivo. Sono poche, si riconoscono subito e stanno tutte in un periodo preciso. Non servono grandi elenchi: bastano quelle firmate da Barks per capire da dove nasce Amelia e come viene pensata all’inizio.

Negli anni successivi altri autori americani la riprendono senza stravolgerla. Amelia resta sempre la stessa: elegante, concentrata, con la Numero Uno come unico vero obiettivo. Tutto il resto arriverà dopo, soprattutto fuori dagli Stati Uniti.

Amelia nelle storie italiane

È nelle storie italiane che Amelia trova davvero spazio. Qui smette di essere una presenza occasionale e diventa un personaggio con continuità, con ritorni frequenti e un carattere sempre più definito.

Gli autori italiani iniziano a usarla con maggiore libertà. Amelia resta legata alla Numero Uno, ma intorno a quell’obiettivo prendono forma situazioni più articolate, piani più lunghi e un rapporto con Paperone che si arricchisce di sfumature. Le storie respirano di più e il personaggio ne beneficia.

In questo periodo Amelia viene inserita in cicli narrativi riconoscibili, spesso costruiti su più episodi o su ritorni ravvicinati. È qui che molti lettori iniziano ad affezionarsi davvero al personaggio, perché lo vedono muoversi con maggiore agio all’interno dell’universo di Paperone.

Dal punto di vista collezionistico, la produzione italiana è fondamentale. Molte delle storie più ricordate e ricercate arrivano da qui, pubblicate su Topolino e poi ristampate in varie forme. Non tutte hanno lo stesso peso, ma alcune segnano chiaramente un passaggio nella storia del personaggio.

zio paperone

Napoli, il Vesuvio e Gennarino

Con il tempo, Amelia finisce per avere un indirizzo preciso: Napoli. Più precisamente, il Vesuvio. Non è solo uno sfondo suggestivo, è il posto da cui parte tutto. La sua casa, il suo rifugio, il luogo dove i piani prendono forma prima di arrivare a Paperopoli.

Questa scelta le dà subito un’identità più forte. Amelia non sbuca dal nulla, arriva da un luogo riconoscibile, con un immaginario ben preciso. Il Vesuvio diventa parte del personaggio tanto quanto il mantello nero o la fissazione per la Numero Uno.

Accanto a lei c’è quasi sempre Gennarino, il corvo. Silenzioso, presente, fedele. Non ruba mai la scena, ma c’è. Osserva, accompagna, a volte sembra l’unico a sapere già come andrà a finire. La sua presenza smorza la solennità di Amelia e rende molte storie più leggere, senza trasformarle in gag.

gennarino

Amelia e il collezionismo Disney

Chi colleziona fumetti Disney incrocia Amelia prima o poi, anche senza cercarla. Compare nei periodi giusti, nelle storie che vengono ristampate più volte e in quei numeri che finiscono spesso nelle raccolte tematiche.

Dal punto di vista del collezionismo, Amelia interessa soprattutto per come viene usata, più che per la singola apparizione. Le storie americane servono a fissare l’origine del personaggio, ma è la produzione italiana a offrire il materiale più vario: cicli narrativi, episodi centrali di un periodo editoriale, storie che hanno avuto una lunga vita nelle ristampe.

I collezionisti tendono a cercare:

  • le prime apparizioni e le storie di Carl Barks

  • le storie italiane più note, spesso legate a un autore o a una fase precisa di Topolino

  • i numeri in cui Amelia ha un ruolo centrale e non solo di contorno

Non si tratta di accumulare tutto. Come spesso succede con i personaggi Disney, conta di più avere le storie giuste, quelle che rappresentano bene Amelia e il suo rapporto con Paperone.

Se ti capita di avere fumetti con Amelia in collezione, vale sempre la pena guardarli con attenzione. Alcuni numeri passano inosservati, altri raccontano periodi molto specifici del fumetto Disney italiano e possono avere un interesse collezionistico reale.

la fattucchiera che ammalia

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Domande frequenti

Chi ha creato Amelia Disney?

Amelia Disney viene creata da Carl Barks e debutta nel 1961 nella storia Zio Paperone e la fattucchiera. È uno dei personaggi introdotti nella fase più matura del lavoro di Barks su Paperone.

Qual è la prima apparizione di Amelia Disney?

La prima apparizione di Amelia De Spell risale al 1961, nella storia Zio Paperone e la fattucchiera. Da lì in poi diventa un’antagonista ricorrente.

Perché Amelia vive sul Vesuvio?

Il legame con Napoli e il Vesuvio si consolida soprattutto nelle storie italiane. Il Vesuvio diventa la sua base operativa e un elemento fisso del personaggio, usato come ambientazione ricorrente.

Chi è Gennarino?

Gennarino è il corvo che accompagna Amelia in molte storie. È una presenza costante, spesso silenziosa, che fa da spalla e complice nelle sue imprese.

Gennarino è un corvo parlante?

Dipende dalle storie. In alcune versioni Gennarino parla e interagisce direttamente con Amelia, in altre resta muto e comunica solo attraverso gesti ed espressioni. Questa variabilità è legata soprattutto alle diverse fasi e produzioni, in particolare a quelle italiane.

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